Socialize

FacebookTwitterRSS

Cerca nel sito

A Matter of Taste: difendersi dal Natale kitsch

Margo ama il Natale … Per questo ha pensato di fare un elenco di cose da non fare. Per difendersi dal Natale kitsch.
Di Margo Schachter

Per non scadere nel cattivo gusto, ecco cose le 10 cose da non fare. Mai più.

C’è un lato del Natale che mi terrorizza, e non è il tour de force fra i parenti. Ma il cattivo gusto gastronomico ed estetico delle tavole delle Feste. Scintillii, renne, Babbi Natale, e vol-au-vent – che sembrano usciti dalla Cucina Italiana di quando avevo 10 anni (o di Sale&Pepe dell’anno scorso). Non c’entrano niente con la tradizione, quella vera, o con la rivisitazione creativa. Sono solo cibi, presentazioni e “simpatiche idee natalizie” a cui dire basta, in modo definitivo.
Non ti offendere. Se nessuno si è mai lamentato della tua tavola kitsch è perché a Natale siamo tutti più buoni – o è solo per l’ennesima questione di gusti.*

Lo specchio di antipasti sfiziosi


Canapè al tonno, panettone gastronomico, tartine alle uova di lompo e maionese, cappesante con gamberi gelatinati. La rassegna di cibi che sopravvivono agli anni Novanta è inquietante come un batterio resistente alla penicillina, e potrebbe essere molto più lunga, finendo in bellezza con i vol-au-vent. Normalmente serviti su un vassoio argentato ancora nel loro pirottino di carta, o l’unica nota creativa nel solito e imperituro menù (che in fondo stava meglio pure senza).
Il peggio del menù di Natale in fatto di stile: meglio servire un antipasto, uno. Less is more.

Il tocco di rosso che fa tanto Festa


Tovaglia rossa, piatti dorati, fiocchi verdi e certe tavole diventano a rischio attacco per un epilettico. Il Natale ha i suoi colori, fanno tanto allegria ma tutti assieme stroppiano – e non ci vuole un genio a capirlo. Nel dubbio, è più elegante abbinare il bianco ad un solo contrasto (argento, oro, rosso che sia). Per la tavola, le decorazioni, l’albero – e forse serve dirlo, pure per quello che ci si mette
addosso. Vestirsi come il resto dell’arrendo non è molto chic.
Quest’anno va di moda il tartan? Bellissimo, ma come per tutti gli altri colori non in total look.

Giocare con le formine.


I ravioli a forma di stella, il pandoro ad alberello, le tartine a forma di Babbo Natale… Carinissimi, se hai meno di 10 anni. Unica eccezione, gli omini di pan di zenzero.

Il tutto coordinato.

I servizi natalizi, i piatti da portata con Babbo Natale e le renne e roba simile. Ben inteso, ne hanno anche prodotti di carini, ma sono tendenzialmente brutti. Bruttissimi, ed essendo così “brandizzati” andrebbero usati su tavole molto sobrie – ma raramente è così. Un inutile investimento, che si riproporrà come qualcosa di difficile da digerire, uguale a se stesso e ogni anno.

Modello festa (delle medie).

Piatti usa e getta, tovaglioli di carta e bicchieri di plastica, rossi, ovvio. Boccia di Coca Cola – ma in edizione festiva – e stuzzicadenti con le bandierine. Peggio di questo c’è solo Babbo Natale che si arrampica sul balcone e il cappello rosso e bianco a lucine intermittenti. A meno che non sia una festa delle medie, anche no.

Lo show dei pargoli.

Il momento della poesia, declamata dal bambino di turno. Se siete voi i padroni di casa, e avete deciso di traumatizzare gli ospiti, e il minorenne coinvolto, almeno infliggete questa punizione quando le persone hanno davanti qualcosa da mangiare. O meglio, da bere.

Il prosecco e i flûte.

Il panettone, con la crema di accompagnamento regolamentare e una bella bottiglia di spumante, secco, servito “nei” flûte. Per la cronaca, sono passate di moda insieme alle spalline larghe e sono LE flûte, sostantivo femminile plurale. Se uno oramai le ha in casa, meglio destinarle all’aperitivo – le bollicine si servono in calici da vino bianco. E con il panettone meglio un moscato.
Il panettone di cake design.

Il panettone adornato da scene bocoliche di paesaggi innevati, con la baita di cioccolato, il pinetto di zucchero, la neve di glassa… Come spendere 20€ minimo in più e buttarle nel cesso. Con il rischio di ritrovarsi pure un panettone di scarsa qualità.
Il panettone tra l’altro è buono, ma non è un dessert. Ma so anche che alcune tradizioni sono belle anche se sono anacronistiche.

*P.S.
Sono un’amante cronica del Natale, lo aspetto per tutto l’anno e infliggo dal 1° di dicembre alle colleghe dosi da overdose di Christmasradio.org. A 33 anni suonati mi compro ancora il calendario dell’Avvento e faccio l’albero a casa, anche se vivo sola, guardo i film di Natale alla Tv e aspetto con gioia la neve. 
Le foto sono state scelte su Pinterest o bellamente da Google Images, non ho chiesto il permesso a nessuno di riprenderle e credo sia meglio non citare la fonte. Se qualcuno si sentisse in qualche modo offeso, se ci scrive, cancelliamo.

Ti è piaciuto il nostro post?
Diccelo con un commento o con un semplice like

Margo Schachter
Margo Schachter è una food editor e giornalista milanese. Vede gente, mangia cose... legge, scrive e viaggia - per passione o per lavoro, ormai ha smesso di chiederselo. Lavora alla Luxury Books, "dietro le quinte" di libri, riviste e magazine online. Caporedattrice del femminile GoodLiving, è una firma di Vanityfair.it e ha scritto un libro, Magico Südtirol. Cucina solo per amore, sta diventando sommelier. Scrive come mangia, saporito e piccante, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, della giusta atmosfera e delle storie che il cibo sa raccontare. Penna appuntita, per HonestCooking.it si occupa di questioni di gusto e di tutto ciò che fa tendenza.

Commenti

commenti

Firenze Gelato Festival - 2012
Cookies morbidi con pepite di cioccolato
Tapioca con mele speziate allo zafferano