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Antica Osteria di Vico Palla – Genova

Oggi vi parliamo di un piccolo tempio della cucina ligure: l’Antica Osteria di Vico Palla.
Di Laura Torre

Genova. Area del Porto Antico, alle spalle di Porta Siberia. Un vicolo nel cuore di ciò che resta dell’antico borgo portuale, parte del sestiere del Molo. Qui, in una palazzina bassa e antica, sorge da più di trecento anni un piccolo grande tempio della cucina ligure: l’Antica Osteria di Vico Palla.

La storia dell’osteria risale al 1600. Epoca in cui questo locale era solito servire lo stoccafisso agli avventori che passavano per Genova. Ed epoca in cui, come la leggenda vuole, si annovera tra i suoi clienti anche il pittore fiammingo Van Dyck, che si dice fosse solito recarsi all’Osteria negli anni tra il 1621 e il 1628.

E la storia, in questo luogo, si respira appena vi ci si entra. Merito dell’aspetto delle sue sale, una subito all’entrata, due più interne. Tutte molto ampie, ricche di tavoli e sedie in legno massiccio, ma soprattutto con soffitti a volta, anche con il cotto a vista. Per non parlare, poi, delle lampade appese a qualche soffitto, complici anche loro nel dare all’ambiente un’aria da antica osteria del porto. Un’aria lontana anni luce dalla nostra quotidianità, ma non per questo non ancora autentica e pienamente viva.

Da osteria che si rispetti, Vico Palla accoglie subito i suoi ospiti con un bancone, ricolmo di bottiglie di vino. E con di fronte a sé un banco frigorifero pieno di pesce fresco.

Alle pareti delle sale, invece, troviamo appese diverse fotografie, stampe, caricature. E qualche lavagna, appoggiata anche su qualche tavolo. Perché queste lavagne? Semplice. Perché il menu dell’osteria si presenta così, scritto a mano con gesso bianco. Un menu tutt’altro che portatile e tutt’altro che alla carta – permettetemi il gioco di parole -, ma decisamente non banale. E, perché no, anche divertente.

I piatti di Vico Palla sono prettamente improntati alla cucina ligure. Tra portate di mare e di terra, da piatti poveri a pietanze più elaborate. Troviamo così lo stoccafisso accomodato alla ligure, le frittelle di baccalà – rigorosamente cucinate con olio ligure – con zucchine fritte, le grigliate di pesce e di carne – dove la freschezza della materia prima è un elemento fondamentale. E ancora, primi piatti – tra ravioli di pesce e mandilli al pesto -, torte salate, cima alla genovese. Il tutto sempre preparato con prodotti di stagione, selezionati accuratamente.

E cosa abbiamo scelto da questo menu, portatoci una volta accomodati al nostro tavolo, apparecchiato con particolari tovagliette di carta? Visto il periodo estivo in cui ci trovavamo – siamo infatti andati da Vico Palla in una calda serata di fine luglio –, il pesce la faceva da padrone. E tutti abbiamo optato – la sottoscritta, il solito fidato accompagnatore e due amici commensali – per piatti tipici, ma non troppo corposi.

Abbiamo così iniziato la nostra cena con due tra i più rinomati primi della cucina ligure: i pansòti in salsa di noci e il bagnun di acciughe. I primi sono dei panciuti ravioli ripieni di verdure, accompagnati – o per meglio dire immersi – in un cremoso condimento a base di noci pestate nel mortaio; il secondo è una zuppa di pesce, piatto tipico della marineria ligure, dove il pesce azzurro la fa da padrone, insieme a cipolle, pomodori e olio d’oliva, il tutto guarnito da gallette o da crostini di pane.

Piatti tanto diversi nei sapori, quanto ugualmente buonissimi a detta di chi li ha gustati: i pansòti deliziosamente morbidi, con un ripieno di ottima qualità e con un sugo di noci perfettamente cremoso – né acquoso, né troppo denso; il bagnun, da parte sua, ricco, dal gusto deciso, ma con il sapore d’acciuga che non copriva tutto il resto. E con il pane sì ben inzuppato, ma servito in parte croccante.

Non ancora satolli, abbiamo quindi proseguito, scegliendo chi il minestrone alla genovese, chi un piatto misto di torte salate. Il primo, un piatto a base – ovviamente – di verdure fresche di stagione, accompagnato da legumi, patate e da una pasta molto corta e sottile. Ma che non è un minestrone qualsiasi: non solo perché molto denso e da servire freddo – quindi tipico dell’estate -, ma anche perché guarnito con il pesto alla genovese; le torte salate, da parte loro, pietanze liguri altrettanto tipiche e ripiene altrettanto di verdure.

Anche in questo caso, il nostro verdetto è stato ottimo per entrambi i piatti: il minestrone per la freschezza delle verdure, per la sua consistenza – asciutto, ma non eccessivamente -, per la bontà del pesto che lo guarniva. Le torte, semplicemente una più buona dell’altra, merito anche in questo caso soprattutto della qualità delle materie prime.

Infine, abbiamo deciso di concederci anche un paio di dolci, giusto per non far mancare nulla all’ottima cena. E anche qui la tradizione è stata soddisfatta: perché oltre ad un piccolo tortino di mele accompagnato da gelato alla crema, abbiamo preso il latte dolce fritto. Un dolce semplice, ligure, che si presenta come piccoli panetti fritti e morbidi, ricoperti di zucchero, a base di una crema di latte, uova e farina. Ed entrambi hanno pienamente soddisfatto la nostra golosità da fine pasto. Facendoci dolcemente terminare questa nostra cena gustosamente genovese.

Antica Osteria di Vico Palla
vico Palla 15/R
www.anticaosteriavicopalla.com
+39 010 2466575

 

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Laura Torre
Nata a Milano, Laura è tornata a viverci per un po' dopo una lunga parentesi nelle altre due città del triangolo industriale. Ed una breve tappa toscana. Ma adesso, seppur con qualche pausa in terra italica, sta vivendo un lungo periodo barcellonese.Laureata in lettere - o meglio, in linguistica - e in lingue straniere, scrive di locali, ristoranti, food, ma non solo. Ama viaggiare, scoprire città e posti sempre nuovi. E fare la turista in casa, alla ricerca di luoghi culinari per tutti i gusti e per tutte le ore.

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