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Beauty dish – Diaframma e luminosità

La nostra Agnese ci parla di diaframmi e luminosità degli obiettivi: Beauty Dish, ovvero come si fotografa il cibo.
Di Agnese Gambini

Come vi avevo annuciato l’ultima volta, in questo post parlerò dei diaframmi e della luminosità degli obiettivi. Vi avevo detto che il 50 fisso è il mio obiettivo preferito, quello che consiglio a chi vuole iniziare col food. Avevo giustificato la mia scelta per via della maggiore qualità e nitidezza propria degli obiettivi a focali fissa, per via delle sue dimensioni e peso ridotti, e per l’angolo di campo simile a quello dell’occhio umano. In realtà il motivo principale che me lo fa preferire agli altri, oltre a questi appena elencati, è la sua elevata luminosità e di conseguenza la poca profondità di campo che permette di avere. Un obiettivo è tanto più luminoso quanta più luce fa arrivare al sensore della macchina fotografica (o alla pellicola se parliamo di una macchina a rullino). La quantità di luce che entra in un obiettivo è determinata dal diaframma, una serie da lamine metalliche che, scorrendo una sull’altra in modo circolare, determinano una dimensione maggiore o minore dell’apertura attraverso la quale passa la luce. In pratica funziona come l’iride degli occhi, che dilatandosi o contraendosi modifica la dimensione della pupilla e permette l’ingresso di più o meno luce. Quando infatti c’è tanta luce la pupilla si restringe per non farci accecare quando invece è notte la pupilla è molto ampia per far entrare nell’occhio tutta la luce possibile e vedere quello che ci circonda. Per il diaframma è la stessa identica cosa, e se guardate dentro la lente dell’obiettivo potete vederlo con facilicità, come nella foto qui sotto.

Il diaframma può essere regolato su diverse aperture, e gli obiettivi che hanno i diaframmi in grado di aprirsi maggiormente (e quindi di far entrare più luce) sono i 50 e i 35, per questo sono obiettivi particolarmente luminosi e di conseguenza utilissimi in condizioni di luce scarsa. L’apertura del diaframma si misura in stop, indicati dalla lettera f seguita da un numero. Più il numero è piccolo più il diaframma è aperto, come potete vedere dal seguente disegno.

Si trovano comunemente in commercio obiettivi 50 e 35 che arrivano ad un’apertura massima di f1.8 oppure di f1.4 o anche f1.2. Ovviamente maggiore è l’apertura di diaframma che raggiungono maggiore è il loro costo. Negli obiettivi zoom troverete indicati due f diversi, che sono rispettivamente le aperture massime che quell’obiettivo può raggiungere alla sua minima e massima focale. Ad esempio se avete un obiettivo zoom 18-200 con indicato f3.5 – f6.3, significa che alla focale 18 il diaframma si potrà aprire fino a f3.5 mentre alla focale 200 al massimo si potrà aprire a f6.3. Trovare teleobiettivi luminosi è difficile, quelli comunemente in commercio sono purtroppo abbastanza scuri. Ne esistono di luminosi ma come al solito il prezzo non è molto accessibile. Quella sotto è una sequenza di foto che ho fatto al volo alle mele brutte ma buonissime che ho preso dal mio fruttivendolo preferito. Ogni scatto è identico nei valori e nelle impostazioni fatta eccezione per il diaframma. Sono partita da un’apertura di 1.8 e sono scesa fino ad 11, perchè andando oltre avrei ottenuto un’immagine completamente scura dato che mi trovavo in un interno e la luce non era fortissima. D’altro canto se fossi stata all’aperto e avessi avuto una giornata di sole pieno, mantenendo sempre inalterati i valori, avrei dovuto chiudere ancora molto il diaframma per avere una foto con una giusta luce e non completamente bianca.

Capite da soli che se fotografate usando la luce naturale, avere un obiettivo luminoso è di grandissimo aiuto. Se il cielo è nuvoloso, se piove, se è tardi e il sole è basso, se entra poca luce dalla finestra, con un diaframma molto aperto potete comunque scattare e avere una foto con una buona luce e non scura. Chi è all’inizio con la fotografia di food raramente compra subito luci artificiali, e chi lo fa per diletto personale magari neanche le comprerà mai, quindi aumentare la possibilità di scattare con la luce naturale diventa fondamentale. Inoltre la luce naturale a volte può dare una tonalità e un’intensità alla foto non facilmente ricreabile con le luci artificiali e, anche per chi come me possiede ed utilizza le luci flash esterne, poterla sfruttare al massimo è un’ottima opportunità. Vi lascio con una foto che ho fatto proprio a luce naturale, ad un’ora tarda del pomeriggio e avendo una finestra come unica fonte di illuminazione.

Agnese Gambini
Agnese è una marchigiana ventisettenne adottata romana da parecchi anni. Ha un passato recente di studi e lavori in scenografia ed arredamento. Il presente invece è fatto di lavori e continui studi in fotografia, e passione per il cibo. Specializzata nella food photography realizza servizi fotografici per ristoranti e produttori vari legati al mondo del cibo. Collabora con siti web e magazine a tema food, scrivendo articoli e ricette ovviamente accompagnate da fotografie.

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