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Beauty Dish – La scelta della fotocamera

Beauty Dish! Beauty Dish! Beauty Dish! Agnese e i suoi primi consigli per i lettori di HonestCooking.it. Chiari e diretti, come sempre.
Di Agnese Gambini

Eccoci con il secondo post della rubrica, il primo in realtà visto che nel precedente mi sono più che altro presentata. Da quando ho aperto il blog ogni tanto mi arrivano mail e messaggi di lettori che mi chiedono consigli vari: da come scegliere gli elementi da inserire nell’inquadratura, a come postprodurre una foto di food, a come gestire la luce naturale, a come scattare con poca luce ma quello che mi domandano maggiormente è: qual’è la macchina fotografica migliore per il food, quali gli obiettivi più adatti, di quale marca?

E allora, dato che dobbiamo iniziare dalle basi, cosa c’è di più basilare che comprarsi una macchina fotografica per iniziare? Ora scommetto che vi aspettate nomi e modelli e che magari state già prendendo carta e penna per segnarveli. Beh, scordatevelo! Non vi dirò la solita frase “la foto la fate voi e non la macchina” perchè, anche se questo è vero, è pur vero che con alcune fotocamere e con alcuni obiettivi si possono fare cose che non sareste in grado di fare con altre qualitativamente minori. Il punto è che per capire, nella pratica, quanto l’avere una macchina fotografica di qualità superiore possa migliorarvi una foto, dovrete scattare di continuo, tutti i giorni, provando la macchina che già possedete in situazioni diverse. Farlo fino a quando non sarete voi stessi a sentire che quella che avete sotto le mani non vi basta più, per dei motivi diversi a seconda delle esigenze di ognuno. Quando sarà il momento adatto per cambiare macchina, questi motivi usciranno fuori e ve accorgerete da soli. Quindi, se state all’inizio, non sprecate soldi a prendervi la più costosa e performante che offre il mercato, perchè non saprete come sfruttare tutte le qualità che ha e, per quando le avrete imparate, ne sarà già uscita un’altra migliore e avrete buttato via del denaro.

Qualunque sia la vostra macchina, da qui in avanti vi obbligo ad impostare la modalità M (manuale) fissa, perchè è l’unico modo per imparare. Se volete far fare tutto o metà del lavoro alla macchina significa che in realtà non vi interessa più di tanto e che vi accontentate. Non pensate che la modalità automatico sia la soluzione ai momenti difficili. E’ esattamente il contrario. Più la situazione è difficile (luce bassa, forti contrasti, ecc) più l’automatico va in crisi. E’ buono solo nelle situazioni standard e perfette già di loro, come una bella giornata di sole all’aperto. Per il resto avrete risultati scarsi o al massimo accetabili. Ogni impostazione serve ad uno specifico elemento e per ottenere esattamente quello che volete avete bisogno di sapere che risultato si ottiene modificandole ognuna singolarmente. Quando riuscirete a controllarle tutte e farle lavorare assieme nel modo giusto, avrete la foto che cercate. C’è solo una cosa che dovete tenere sempre in automatico ed è la messa a fuoco. Nelle macchine digitali, a differenza delle analogiche, non c’è un modo per vedere se siamo precisi quando mettiamo a fuoco manualmente quindi evitatelo come la morte. Solo in rare occasioni o per fare foto macro molto spinte dovrete ricorrere al fuoco manuale e vi assicuro che in quel caso, se nn avete un cavalletto o un soggetto fisso, vi darà parecchie noie.

Se possedete già una compatta che abbia la possibiltà di scattare in manuale, può anche andare bene per iniziare (ma cercate appena potete di cambiarla con una reflex perchè la differenza è davvero sostanziale). Se invece dovete acquistarne una partite dalle reflex. Quelle base costano tanto quanto, e a volte anche meno, delle compatte che magari hanno lo schermo mobile, o la cover con colori fashion, o altre cavolate inutili. Solo quando conoscerete la vostra macchina come le vostre tasche, quando ne avrete usato e compreso ogni funzione, quando avrete il pieno controllo di quell’oggetto, potrete dire di volerla cambiare e passare di livello. Non ha senso farlo prima. Altro consiglio: se state all’inizio non compratevi tutta l’attrezzatura completa di luci esterne, tavoli da still life, ecc. La fotografia è un gioco costoso ed è cosa buona e giusta imparare prima a gestire la luce naturale o la luce ambiente che si ha a disposizione, poi più avanti provare a crearla con luci artificiali. Tanto più che per le foto di food abbiamo la fortuna di aver a che fare con soggetti molto piccoli per cui basta davvero poco spazio e anche solo un paio di pezzi di polistirolo bianco da imballaggio per gestire la luce naturale a nostro piacimento.

Riguardo al solito dilemma Canon vs Nikon (che poi esistono anche altre marche, ma queste due per le reflex sono le migliori) in realtà per quanto i canonisti possano difendere il loro credo e altrettanto fare i nikonisti, non sono una migliore dell’altra (a volte vorrei avere per le mani un fissato Canon e un drogato Nikon e farli prendere a capocciate tra di loro, così per divertimento). Le due marche sono solo diverse e per sapere con quale vi trovate meglio, dovete provarle. La cosa che noterete subito all’inizio è la differenza della posizione dei comandi e dell’ergonomia. Quindi andate in un negozio, chiedete di tenerle in mano e provatele un po’, e se alla fine non saprete decidervi… prendete quella con l’offerta! Non sto scherzando. Valutate quella che, a parità di livello, costa meno. Io ho iniziato così, e ora, trovandomi bene con quella marca ed essendomi abituata a quella tipologia di comandi, quando cambio macchina rimango fedele al marchio. Un’ultimo consiglio/ordine: attaccate l’occhio al mirino e smettetela di fare i rabdomanti con le braccia allungate davanti a voi verso l’infinito, dimenticatevi del live view. Quella che vedete nello schermo è un’immagine già elaborata dalla macchina e quello schermetto ha una taratura, dei colori e una luminosità che non è detto siano quelli precisi che avrà poi la vostra foto. Il mirino è fedele e da lì potete anche vedere l’esposizione e correggerla al volo senza staccare la macchina dall’occhio mantenendo l’inquadratura.

Per adesso basta così. Nel prossimo post vi farò vedere come cambia una foto a seconda del tipo di obiettivo usato e quali sono quelli più utili per il food, così potrete capire quale preferite e valutare meglio quale acquistare.

Agnese Gambini
Agnese è una marchigiana ventisettenne adottata romana da parecchi anni. Ha un passato recente di studi e lavori in scenografia ed arredamento. Il presente invece è fatto di lavori e continui studi in fotografia, e passione per il cibo. Specializzata nella food photography realizza servizi fotografici per ristoranti e produttori vari legati al mondo del cibo. Collabora con siti web e magazine a tema food, scrivendo articoli e ricette ovviamente accompagnate da fotografie.

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