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Birra e Polpette.

Birra e Polpette è il nuovo locale di Viale Bligny che ti farà sentire come a casa della nonna, dove sarai libero di essere solo te stesso.

Scritto da: Dorina Palombi

Capita che il cibo, come la vita, riesca ad essere un affare semplice, fatto di memoria che si mischia all’intraprendenza.
Capita che per mangiare basti l’istinto e le mani.
Capita che nemmeno servano i bicchieri, perché la birra non ne ha bisogno davvero.
Ecco allora che c’è un posto che raccoglie tutto questo, fatto di assi di legno e piastrelle spaiate, musica selezionata come materia prima e dita da leccare dopo aver finito l’ultima polpetta.
Dove essere se stessi.
Senza giochi.
Senza maschere.
Come da nonna la domenica.
Abbiamo chiacchierato con Daniel de Nadai, uno dei due soci di Birra e Polpette, per farci raccontare un po’ del progetto.

Come nasce il progetto Birra e Polpette?
Birra e Polpette nasce da una scommessa fatta tra musicisti, tra un disco e l’altro.
Fabrizio Rioda, il mio socio, stava chiacchierando in un momento di pausa con altri musicisti e c’era aria di polpette; ognuno era convinto di avere in mente la sfera perfetta.
L’unico modo per scoprire chi avesse ragione era creare una giuria. Perché limitare la cosa a poche persone?
Nacque il Polpetta Contest: LA gara.
La prima edizione fu accolta con tale amore che ne seguirono altre, e la richiesta di serate polpettose divenne un appuntamento più continuo che sporadico.
Ci furono altri dischi e tanti concerti, ma le polpette continuavano a rotolare alle nostre spalle, sapendo che sarebbe giunto il loro momento per salire sul palco.
Da quel momento la musica è parecchio cambiata, ma la passione per le polpette no.
Comincia così a ronzare in testa all’Oste della Malora, come ama definirsi Fabrizio, l’idea di un locale che ruoti intorno alle tanto amate sfere e diventi un punto di ritrovo per divertirsi e innaffiare il tutto con litri di birra.
Nel tempo l’oste viene affiancato da altre due persone con i piedi nel pentagramma e il cibo nel cuore: io e il finanziatore esterno del progetto.
Birra e Polpette non è più un sogno ma un progetto concreto: locale piccolo, accogliente e comodo fatto di assi da cantiere, piastrelle spaiate e luci calde, pieno di succulente sfere e luppoli ghiacciati.
Un posticino che ama il nuovo e gli esperimenti ma tiene le radici salde nella tradizione.

Come mai la scelta di questa abbinata?
Birra e Polpette sono state abbinate perché sfere calde e morbide accompagnate da luppoli ghiacciati, che farebbero salivare anche un’eremita ma sono per noi il miglior esempio di comfort food.
Come il nipote punk che va a trovare la nonna la domenica.
Rock e amore insomma.

Essendo appassionato di musica, quale playlist sarebbe adatta a una serata da Birra ePolpette?
La libreria musicale spazia da Nina Simone agli Slayer, passando per Arvo Pärt e i Jamiroquai.
Le playlist variano seguendo il clima che i clienti ci comunicano e possono cambiare anche a metà serata.
Da noi stanno bene sia un tavolo di Hell’s Angels che un gruppo di universitari, perché anche noi siamo a metà tra gli Hell’s Angels e gli studiosi.
Per lavorare preferiamo accompagnare le giornate con del blues del Delta, colorato da qualche spruzzo di jazz e funk.

Raccontami le polpette. E poi raccontami la birra.
Le nostre polpette sono come il pianeta Terra: non proprio sferico, pieno di profumi, coloratissimo e ti lasciano senza fiato.
Abbiamo creato dei piccoli, tondi, omaggi ai prodotti freschi che vengono lavorati quotidianamente e arrivano da noi in atmosfera modificata perché crediamo che la freschezza venga prima di tutto

La selezione comprende:
classica: una polpetta di carne con manzo e salsiccia;
la milanese: una cotoletta sferica (provare per credere);
pesce: basata sulla ricetta del bolinho de bacalhau brasiliano con baccalà e patate;
cuore filante: un involucro di manzo con un cuore di formaggio;
verdure: piena di patate, coste e carote profumate da rosmarino, salvia e un pizzico di pecorino.
Ci stiamo attrezzando per fare qualche viaggio nello stivale e portare ingredienti dalla Liguria fino alla Sicilia.

Le birre di Birra e Polpette seguono la stessa filosofia delle polpette: semplici e buone.
Alla spina abbiamo scelto Poretti, un marchio che negli ultimi anni ha investito non poche risorse per creare una linea solida e decisa.
Abbiamo una 4 luppoli Lager, 6 luppoli Bock, 9 luppoli IPA e 9 luppoli Blanche.
La quinta è libera e gira.
Le artigianali in bottiglia sono il frutto di una ricerca di mesi che ci ha portato nella zona di Monza dove ho scoperto Hibu e Carrobiolo, due birrifici che ci hanno fatto innamorare al primo sorso.

La selezione comprende cinque varietà per birrificio:
– Bitter Ale, Koelsch, Weizen, Black IPA e una California Common Ale dall’Hibu
– Pils, Tripel, Brown Ale, Summer Ale e Weizen al Farro dal Carrobiolo

Una per ogni palato, seguendo i cinque gusti principali, dall’amaro all’aspro, passando per dolce e umami.
Al salato ci pensano le polpette.

Qual è il cliente tipo di Birra e Polpette?
La clientela per noi varia di giorno in giorno: capitano tavoli di biker, studenti, impiegati e mamme che prendono un caffé e una fetta di torta.
Le polpette non fanno differenze, e nemmeno noi.
Chiunque è il benvenuto da Birra e Polpette.

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Dorina Palombi
Nata a Pavia, una nonna veneta, un nonno marchigiano e un certificato di adozione ligure. Co-fondatrice de Le Marchese del Gusto.Affamata e viaggiatrice, racconto il cibo e le persone con musica adeguata e un bicchiere di vino accanto alla tastiera. Colleziono rossetti rossi, piatti e Moleskine. Cucino scalza, bevo bollicine e sogno una vita vista mare.

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