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Capra e Cavoli. Il benessere a 360 gradi

Se state cercando una serata all’insegna del puro benessere, non perdetevi Capra e Cavoli nel quartiere isola a Milano.
Scritto da Dorina Palombi

 

l concetto di benessere è relativo.
Il mio concetto di benessere è fatto di lusso semplice: buona musica, vino giusto, cibo generoso e compagnia stimolante.
Ma non è semplice uscire a cena e trovare un luogo che abbia tutti i requisiti del bien vivre.

Capra e Cavoli è uno di quei posti in cui il benessere non è relativo ma ben definito.
Lo trovi ovunque intorno a te, appena arrivati in Via Pastrengo, appena prima di varcare la soglia.
Guardi l’edificio davanti ai tuoi occhi e sorridi, chiedendoti se sei arrivata in una favola.
Entri disarmata, abbracciata da volti generosi, accolta dal famoso cielo in una stanza.
Senti il profumo della freschezza, della leggerezza. Poi inizia la cena e la leggerezza cambia completamente connotato.
Il vino, un rosso toscano bio ( tutta la carta dei vini merita una standing ovation!), alleggerisce la mente e scivola in bocca seducente, accompagnandoti al tuo posto prima di iniziare la serata come una mano che ti cinge la schiena e ti sussurra “Siediti, iniziamo”.
Il sipario si alza sulla degustazione. Tutto è il contrario di tutto.
Amo concedere carta bianca a chi deve “cucinare per me”; è il mio modo di lasciare massima espressione: “scegli tu, decidi tu il ritmo della serata, divertiti, gioca”.


Arriva un sushi vegano e un tonno in porchetta.
Parto dal sushi e, decisamente non sento la mancanza del pesce.
Sapori che si inseguono, consistenze differenti che creano un divertimento inatteso.
Poi passo al tonno; chiudo gli occhi e sono nella mia terra.
Raramente ho assaggiato una porchettatura così: la freschezza del finocchietto, l’insalata liquida che è seduzione marina e poi il pepe e la cipolla che sono quel bacio che non ti aspetti in mezzo alla notte.


È tempo dei primi: carbonara vegetariana, falsi gnocchi e un risotto non risotto.
Sto imparando, boccone dopo boccone, la relatività delle cose.
Nulla è come sembra; tutto è molto di più e, dell’apparenza, non sempre bisogna fidarsi.
Capita che basti chiudere gli occhi e lasciarsi pervadere dal gusto, lasciarsi sedurre da quell’erotismo leggero, quello delle verdure.
La finta carbonara, mix di latte vegetale e curcuma, nulla toglie a un uovo sbattuto; il cuore di zucchine, pomodori e basilico non mi rende nostalgica della miscela di farina e patate; il sedano rapa mi fa completamente dimenticare il sapore del riso.


Poi il polpo in tre cotture con caldarroste e funghi shitake: l’unico modo di descriverlo è quello di paragonarlo alle ore sonnolente del mattino ancora avvolte nel piumone tiepido mentre fuori nevica e i sogni sono incastrati nella federa.
La mia cena si conclude con rossetto e cioccolato, proprio quello della Vanoni. La ricetta?
Ci vuole passione, molta pazienza, sciroppo di lampone e un filo di incoscienza ci vuole farina del proprio sacco sensualità latina e un minimo distacco.

E quindi grazie ragazzi per una serata di puro benessere, quello completo che non si limita al cibo ma è guarnito di arte del ricevere, competenza e cordialità.
Siete il mio luogo del bien vivre!

 

1) Cos’è il benessere per voi?
Il benessere è già di per sé una bella parola e come sappiamo, le parole sono importanti. Sono importanti perché dette o scritte restano alla base della comunicazione. Rousseau ipotizzava che il linguaggio avesse avuto origine nei luoghi caldi, dove la gente era solita stare per strada a godere delle meraviglie del clima: il sole caldo, le brezze leggere, i fiori e le piante rigogliose. L’armonia del tutto, panica direi, che avvolgeva gli uomini nel contesto naturale ha spinto questi a comunicare, a comunicare cantando. Così è nata la poesia, così sono nate le parole. Questo è ciò che significa benessere per noi. Un giardino incantato, dove nulla manca al bene dell’essere. Noi traduciamo questa parola con i piatti che offriamo a tavola, con i vini naturali, con la cortesia del nostro servizio.

2) Qual è il vostro comfort food?
Comfort food è una idea. Noi rendiamo edibile questa idea. E molte altre in realtà. Voi mangiate le nostre idee in una compenetrazione empatica. Se noi siamo felici, vi trasmetteremo la nostra felicità attraverso i piatti. Per questo crediamo che Capra e Cavoli possa essere il regno del comfort food. Perché lo è per noi che ci lavoriamo, in primo luogo.

3) Un aggettivo per ogni senso che descrive il vostro ristorante.
La sensualità è alla base del nutrimento. Pensiamo al bimbo che surge il latte dal seno materno, dove in questo bellissimo passaggio di vita e dolcezza, risiede il principio dello sviluppo dei sensi. Il profumo del seno, il sapore del latte, le mani che stringono avidamente, la voce della mamma, la vista annebbiata dalla fiducia. Crediamo che questo possa descrivere ciò che accade qui da noi.

4) Se Capra e Cavoli fosse una località di vacanza, che città sarebbe e perché?
Esiste un posto chiamato Eden?

5) Dove sta andando la cucina vegetariana? E cosa le manca?
La cucina vegetariana, in realtà, è alla base della cucina mediterranea. All’estero è un fatto assodato. Cucina vegana e cucina vegetariana vanno alla grande. E c’è un motivo ben preciso: alfabetizzazione. Il mangiare sano viene insegnato nelle scuole, e si presta una particolare attenzione anche per la scelta etica del cibo. Qui in Italia manca proprio questo alla cucina della salute, alla cucina vegetariana: una base istituzionale che la sdogani e la faccia diventare essenziale.

Dorina Palombi
Nata a Pavia, una nonna veneta, un nonno marchigiano e un certificato di adozione ligure. Co-fondatrice de Le Marchese del Gusto.Affamata e viaggiatrice, racconto il cibo e le persone con musica adeguata e un bicchiere di vino accanto alla tastiera.
Colleziono rossetti rossi, piatti e Moleskine. Cucino scalza, bevo bollicine e sogno una vita vista mare.

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