Socialize

FacebookTwitterRSS

Cerca nel sito

Capri, tra storia e alta accoglienza gourmet: Hotel Punta Tragara e Ristorante Monzù

Quella che ci racconta Patricia è un’esperienza bellissima: parliamo dell’Hotel Punta Tragara e Ristorante Monzù, a Capri.
Di Patricia Butturini

Non ci sono parole che possano plasmare sulla carta le sensazioni e le emozioni che si possono provare al cospetto di certi luoghi.

Difficile poter descrivere un soggiorno a Capri quando già poeti, musicisti e filosofi hanno lasciato indelebili opere, magnifici racconti di un posto unico, amato, ammirato e desiderato da tutti noi comuni mortali.
Si cerca di rimanere a tu per tu con l’isola, a percepire la sua storia millenaria, la sua natura imponente ci ricorda l’anima forte e saggia del luogo, che forse non si trova in piazzetta ma si percepisce guardando l’intenso blu del mare che si perde nell’orizzonte. Un mare apprezzabile non solo per la sua bellezza unica ma come antico crocevia di culture diverse, ognuna delle quali hanno lasciato un segno indelebile e hanno dato vita alla vera essenza di Capri: la Grecia antica, l’importanza politica e militare dell’isola nell’Impero Romano dove, prima Ottaviano e poi Tiberio fecero di Capri la loro residenza, determinandone lo sviluppo urbano e architettonico, le incursioni barbariche e la minaccia ottomana, la Capri intellettuale ai tempi dei Borboni e la sua consacrazione definitiva a fine ‘800 come meta turistica di élite.
Ingresso dell’Hotel Punta Tragara
Dal mio terrazzo contemplo il mare riflettendo su tutto questo. Non posso dimenticare che mi trovo in una meravigliosa villa, anche essa piena di storia.
Sono all’Hotel Punta Tragara, già Villa Vismara.
L’ingegnere Vismara, nel 1920, costruì a Capri la sua Villa privata su indicazione del famoso Architetto Le Corbusier, scegliendo uno dei panorami più belli dell’isola: il Belvedere Tragara, a picco sul mare, direttamente affacciato sui faraglioni.
Si ricorda la riflessione di Le Corbusier sul linguaggio architettonico della villa: “una emanazione della roccia, una filiazione dell’isola, un fenomeno vegetale, quasi un lichene architettonico, cresciuto sul fianco di Capri”.
La villa, nella seconda guerra mondiale, dopo lo sbarco alleato di Salerno, divenne rest camp dei militari della aviazione statunitense, con ospiti illustri come il Gen. Eisenhower e Sir Wiston Churchill.
Nel 1968 il Conte Goffredo Manfredi, noto industriale e ingegnere romano, acquistò la Villa per trasformarla nell’odierno Hotel Punta Tragara, un 5 stelle Lusso davvero speciale.
Un piccolo paradiso incastonato nelle rocce, dove si può godere di un meraviglioso panorama sui faraglioni e sulla Baia di Marina Piccola, a soli 15 minuti a piedi dalla Piazzetta, percorrendo una delle passeggiate più suggestive di Capri; l’hotel Punta Tragara forma parte del gruppo Small Luxury Hotels of the World.
Recentemente ristrutturato, ha mantenuto l’atmosfera di un’ elegante villa di famiglia.
Oggetti, arredamenti di antiquariato e le meravigliose pavimentazioni di Villa Vismara dialogano armoniosamente con prestigiosi pezzi di design, creando un ecletticissimo colto, personale e raffinato.
Suite con terrazzo privato
Le 44 camere e suite dell’ hotel sono arredate in modo diverso, ognuna é unica e da tutte si può godere di vista panoramica dal terrazzo privato.
Gli arredi sono perfettamente in linea con il paesaggio circostante, i toni del beige illuminati da un sapiente progetto di illuminazione e dal bianco candido, creano atmosfere rilassanti e di classica eleganza.
Accoglienza in camera: una superba Caprese al cioccolato e Champagne
Unica nel suo genere, la suite Penthouse. Un unico spazio di 90mq, sulle note di un pop chic, il letto rotondo e i toni del bianco e argento futurista si smorzano di fronte a un grande divano bianco di inspirazione Chesterfield – che ci ricorda dove siamo – e una modernissima vasca, anche essa di linee arrotondate, con vista diretta sui faraglioni.
Penthouse
Spettacolari le due piscine – una di acqua calda – in prospettiva si confondono con il mare, come sospese, creando contrasti di colore e atmosfere uniche sulla Baia di Marina Piccola.
Qui si trova il Bar “La Pergola” ideale per rinfrescanti drink a bordo piscina e suggestivi aperitivi godendo di giochi di luce e tramonti mozzafiato.
 Naturalmente l’hotel dispone di una SPA a 5 stelle, con trattamenti che possono soddisfare ogni richiesta, in piú, per chi non può abbandonare neanche un giorno gli allenamenti sportivi, troviamo una modernissima e attrezzata palestra che conta anche le attrezzature Kinesys della Tecnogym.
L’Hotel Punta Tragara, annovera due ristoranti di qualità altissima, uno é il Ristorante Monzú, che si trova all’interno della struttura, il secondo é il Ristorante Mammà – 1 Stella Michelin –  firmato Gennaro Esposito, ubicato vicinissimo alla piazzetta. La cucina é affidata allo chef Salvatore La Ragione, collaboratore storico di Gennaro Esposito. L’esperienza culinaria del Mammà é stata esaltante e vi racconterò tutto nel prossimo articolo (Capri ne merita più di uno!).
Oggi invece mi dedico al Ristorante Monzú.
L’executive Chef Luigi Lionetti, giovane caprese Doc, dopo le Scuole Alberghiere di Capri e Pescara, ha svolto importanti esperienze lavorative, importante anche quella con Gennaro Esposito.
Luigi Lionetti, Executive Chef del Ristorante Monzù
La sua cucina non si limita solo al territorio ma vola libera e consapevole, mai banale, mescolandosi con inebrianti profumi capresi e sostanze che ci ricordano che fortunatamente siamo in Campania. Una cucina pensata, estremamente leggera, di grande eleganza, riempie i sensi in un connubio raffinato ma vigoroso di contrappunti, sentori, sapori, ricordi e suggestioni, il tutto affinato con una tecnica ineccepibile e l’altissima qualità delle materie prime.
Inizio con gli antipasti,  una gioia per il palato, divertenti, piccole perfezioni di sapori.
Tonno scottato alla Puttanesca
Medaglione di astice su mela verde con sedano e zenzero
Cappasanta in zuppetta di arance, sabbia  di olio extravergine e pesto di taggiasche
I meravigliosi risotti del Sud: risotto scampi, burrata, capperi e lime
Raviolo di sfoglia all’uovo, ripieno di mozzarella di bufala in guazzetto di tartufi di mare
Agnello cotto a bassa temperatura con aromi, su crema di topinambur e cipollotto nocerino. Agnello superbo per cottura, profumi, consistenza ed abbinamento
Scorfano scottato su crema di fagioli Controne, germogli, spinaci e nocciole. Piatto eccellente, cottura del pesce da manuale
Sorbetto al mojito in cialda di mandorle e limone. Fresco, diverse consistenze, dinamico, corroborante
Procede in linea il Maestro Pasticciere del Monzú, Riccardo Ragozzino, offrendo dolci vibranti di profumi, freschi, con diverse consistenze in grado di divertire il palato e risvegliarlo, come una deliziosa sferzata d’energia che ci invita a continuare con una golosa (é proprio il termine giusto) piccola pasticceria finale, dove cioccolato, sentori di limone, mandorle e frutta giocano tutti insieme con delle meravigliose zeppoline di patate che per me sono diventate un must.
Il Pasticcere del Monzù, Riccardo Ragozzino qui insieme a  Antonio Andreozzi
In perfetta sintonia la squadra di cucina, che ho conosciuto personalmente: Francesca Scotti, Antonio Andreozzi, Michele Molaro, Salvatore Miranda e Francesco Federico, bravi professionisti e bravissime persone.
Non dimentico mai il personale di Sala, per me importantissimo. Sono convinta che la più meravigliosa delle cene senza un perfetto savoir faire in sala, sbiadisca irreparabilmente l’effetto finale.
Niente è gridato ma sussurrato e sembra ancora udire tra le mura, la dolce voce della mai dimenticata Contessa Enrica Manfredi, che ebbe un ruolo fondamentale nel consigliare la direzione nella difficile arte dell’ospitalità.
Patricia Butturini
Foodie, foodblogger, food writer e architetto d’interni.
Porto sempre con me aromi, musica e sapori. Cresciuta in un ristorante di famiglia a Buenos Aires ma, paradossalmente, nutrita dalle mie nonne, bravissime cuoche. Una italiana e l’altra orientale. Il mio pane quotidiano erano: ossobuco, bife de chorizo, dulce de leche, risotto, empanadas, busecca e baklava. No soy de aquì ni soy de allá …

Ti è piaciuto il nostro post?
Diccelo con un commento o con un semplice like

Commenti

commenti

Le Grand Fooding – Milano
La Schiacciata con l'uva
Capricorno - Estate 2013