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Chamonix e cappelletti alla barbabietola e chèvre

Gelmina ci racconta Chamonix, perché per lei ogni piatto è prima di tutto un viaggio: ecco i suoi cappelletti alla barbabietola e chèvre!
Di Gelmina Kaminskaite

Non ci siamo nemmeno accorti che è passato quasi un mese dalle feste, sembra ieri che aspettavamo il mattino di Natale per scartare i regali.
Quando penso alle vacanze natalizie mi vengono subito in mente paesaggi alpini imbiancati, quelli dei film e dei cartoni animati! Quest’anno mi sono sentita proprio come un personaggio di uno di quei film, dopo aver passato l’ultimo giorno del 2014 e i primi di quello nuovo a Chamonix!


La vista dall’Aigulle du Midì

Per arrivarci abbiamo attraversato tutto il Piemonte e la Valle D’Aosta, e quando siamo arrivati all’imbocco del traforo del Monte Bianco, con lui proprio lì davanti, mi sono illuminata riscoprendo la gioia delle feste. Ci ha accolto il paessaggio mozzafiato con strade serpentine, circondate dagli alberi imbiancati dopo una generosa nevicata dei giorni precedenti. Chamonix si trova subito all’uscita del tunnel: un paese in perfetto stile alpino, tanto che le prime olimpiadi invernali della storia si sono svolte proprio qui. Un posto mitico per tutti gli amanti della montagna non solo per chi pratica gli sport alpini. Città un pò chic e un pò retrò, colma di turisti e giovani locali. L’atmosfera era incantevole. Se doveste passare da queste parti, anche d’estate (perchè no!) vi consiglio di non perdervi la salita tramite funivia all’Aiguille du Midì: una telecabina vi porterà a 3842 mt di altezza a due passi dalla vetta più alta d’Europa, il Monte Bianco (4810 mt). Non riesco descrivere l’emozione, vi dico solo che non volevo più scendere, come un bambino  dall’altalena.

Monumento in onore di Jacques Balmat, primo alpinista a raggiungere la cima del Monte Bianco.

Ma sotto ci aspettavano gli amici alla stazione del trenino del Montenvers per il mare di ghiaccio (Mer du glace), quindi ci toccava scendere giù. Avete presente un ghiacciaio che sembra un mare? Forse pare più una gigantesca colata di ghiaccio nella valle, sotto il Dente del Gigante, vetta che dal nome si intuisce come appare. Incredibile la forza della natura, come incredibile anche l’abbassamento del livello del ghiaccio nel giro di pochi anni: a detta degli scienziati, se il surriscaldamento del pianeta non dovesse cessare, in una decina d’anni o poco più il ghiacciaio potrebbe ritirarsi di centinaia di metri se non addirittura sparire. Mi sa che vi conviene affrettarsi se volete ancora godere di questa meraviglia.

Mer du Glace

Quella giornata abbiamo fatto il pieno: dopo aver visitato questi posti mozzafiatto, decidiamo di fare qualche discesa con lo snowboard. Per vedere il tramonto saliamo con la funivia del Brevent che ci porta sul costone opposto della valle, peccato che si sia rannuvolato, il panorama è comunque da non perdere e, per i più coraggiosi, il posto è la base di partenza degli appassionati di parapendio.

Oltre le bellezze naturali, la Savoia offre prelibatezze gastronomiche di tutto rispetto; credo che i formaggi siano il loro punto forte. Tipici negozi stracolmi di di prodotti caseari erano una vera tentazione per i miei occhi e il palato. Devo dire che se devo scegliere ho una certa predilezione per i caprini, che, come si sa, quelli francesi son rinomati in tutto il mondo.

Per ricordare questi profumi e gli appassionati ho deciso di proporvi una ricetta a base di questo delizioso formaggio, abbinato con barbabietola, il mio connubio preferito.  Spero che il profumo caldo possa farvi sentire con me ancora lassù, mischiandosi con l’odore umido della neve.

Cappelletti barbabietola e chèvre
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Categoria: Primo
Autore:
Preparazione:
Cottura:
Complessivo:
Porzioni: 4
Il connubio tra bietola rossa e chévre, racchiuso in pasta dal color rosa
Ingredienti
Per la pasta rosa:
  • 300 g di farina
  • 2 cucchiai di barbabietola cotta frullata
  • 2 uova
  • sale
Per il ripieno:
  • 160 g di caprino fresco
  • 2 barbabietole piccole cotte
  • una manciata di noci tostate
  • 1 cucchiaio di semi di papavero
  • alcuni rametti di maggiorana fresca (o anche essiccata)
  • sale e pepe macinati al momento
Per servire:
  • 4 noci tostate
  • rametto di maggiorana fresca
  • qualche scaglia di caprino stagionato
  • olio d’oliva extravergine
  • scaglie di barbabietola essiccata
Istruzioni
  1. Preparate la pasta: sbucciate una delle barbabietole che serviranno per il ripieno, poi tagliatela a pezzettoni e frullatela fino ad ottenere un composto liscio.
  2. Versate la farina a fontana sulla spianatoia, cospargete con un pizzico di sale e poi rompete al centro le uova.
  3. Iniziate a impastare unendo due cucchiai della purea di barbabietola, continuate fino ad avere un impasto liscio e sodo. Se l’impasto risultasse troppo umido, aggiungete poca farina in più, al contrario se fosse troppo asciutto, unite un goccio d’acqua. Lasciate a riposare per mezz’oretta avvolta nella pellicola.
  4. Preparate il ripieno: frullate la barbabietola rimasta, tagliata a pezzettoni, insieme alle noci, formaggio di capra, due pizzichi di sale e una macinata di pepe. Unite i semi di papavero e le foglioline di maggiorana.
  5. Stendete poca pasta alla volta in una sfoglia sottile, ma non troppo, circa 1,5 mm di spessore. Non conviene stendere tutta la pasta in una volta perchè tende a seccarsi velocemente, impedendo poi la lavorazione del cappelletto.
  6. Dristribuite sulla sfoglia di pasta mezzo cucchiaino del ripieno, poi piegate la pasta, richiudendo bene il ripieno e passate attorno con una rotella dentata ritagliando mezze lune, lasciando circa un centimentro di bordo. Piegate ogni mezzaluna a triangolo, sigillando le due estremità. Cospargete di farina e se non li cuocete subito, coprite con un panno asciutto.
  7. Cuocete i cappelletti in acqua bollente salata per circa 5 min.
  8. Servite i cappelletti ben caldi con un goccio d’olio d’oliva, le noci trittate grossolamente, scaglie di caprino stagionato e foglioline di maggiorana. Se trovate le barbabietole essicate, ci stanno a meraviglia!

Gelmina Kaminskaite
Si chiama Gelmina e raramente sente la terra sotto ai piedi. ln questo momento sogna un paio di cose molto terrene: una cucina più grande e almeno piccolo orto.
Un giorno, già tenendo nelle mani la laurea con specializazione in Fashion design, ha deciso di trasferirsi in Italia. Ed ecco che sono passati 4 anni assaporando il Bel Paese. E’ da un paio che sta registrando tutto ciò che fa nella sua piccola cucina, le emozioni e le sue nuove scoperte. Ma solo da poco condivide un misto di sapori, profumi, passioni e pasticci nel suo blog TartAmour.
Qui vuole svelarvi le sue gioie quotidiane, raccontarvi dei suoi viaggi e naturalmente farvi venire l’acquolina in bocca!

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