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Crumble di cavolo violetto e tofu

Diciamo addio a quest’inverno lunghissimo con i suoi ingredienti? E’ quello che vuole fare Martina con il suo crumble.
Di Martina Fassa

Con gli ultimi ingredienti invernali, un crumble fine che gratina in forno e porta un raggio di sole in cucina, approvato soprattutto dai non amanti del tofu.

Crumble di cavolo violetto e tofu
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Categoria: Piatto unico
Autore:
Preparazione:
Cottura:
Complessivo:
Porzioni: 4
Ingredienti
  • un cavolfiore violetto (in alternativa bianco) medio di circa 500gr
  • 180gr di tofu
  • 3 cucchiai d'olio evo
  • uno scalogno
  • 3 foglie d'alloro
  • 1 uovo (facoltativo)
  • mezzo cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • mezzo cucchiaio di scaglie di peperoncino dolce
  • mezzo cucchiaio di origano
  • una grossa fetta di pane rustico e naturale, secco
  • sale e pepe
Istruzioni
  1. Separate il cavolfiore in cimette e cuocetele a vapore una decina di minuti, mettendo nella pentola poca acqua e le foglie di alloro.
  2. Frullate il tofu, impastatelo con un cucchiaino d'olio, l'acqua di cottura del cavolfiore, fino ad ottenere una consistenza cremosa, il concentrato di pomodoro e gli altri ingredienti.
  3. Unite poi anche il cavolfiore tritato con lo scalogno.
  4. Impastate con l'uovo (facoltativo) e distribuite in una teglia di medie dimensioni.
  5. Tritate nel mixer il pane, piuttosto finemente, impastate con l'olio avanzato e distribuite su tutta la superficie della torta.
  6. Infornate a 200° per mezzora, poi passate sotto al grill per 10 minuti.
Note
Con la parte più dura del cavolfiore, da non usare in questa ricetta, io preparo una minestra semplice e leggera con una manciata di ceci e il riso venere; per qualcosa di più gustoso aggiungo un cucchiaio di 'nduja a metà cottura, o una dadolata di pancetta nel soffritto, o ancora degli scampi a fine cottura.

Martina Fassa
Martina è nata il giorno della befana del ’90 in una poco interessante cittadina della Lombardia, ma calabrese e ligure di adozione. La frase ”una vita non basta” non le appartiene; magari non riesce a farsi bastare ventiquattro ore, però ci prova. Ha iniziato a cucinare con la pasta da modellare, poi, raggiunta l’altezza necessaria, ha cominciato ad accendere i fuochi e non s’è più fermata.
Adora leggere, comprare scarpe e smalti per le unghie; ma anche visitare città mai viste in compagnia di se stessa e passare del tempo con i suoi cani.
Studia e lavora, costruendo passo passo quello che sarà un futuro lavorativo nel mondo del food, perché niente come il cibo sa riappacificare gli animi.

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