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De taart van m’n Tante – Amsterdam

Se passate ad Amsterdam e non odiate il rosa shocking non mancate di passare da De taart van m’n Tante, un’insolita pasticceria. 
Di Ilaria Vita e Andrea Mazzetti

Non so se avete notato che alcuni supermercati hanno già iniziato a tirar fuori i panettoni per Natale.

Lo fanno così, vergognosi, esibendoli nei ripiani più alti, al massimo camuffandoli da ‘torte delle feste’ o simili. Vi dirò, a me il panettone piace parecchio. Il pandoro meno.

Io sono più una ‘panettonara’ anche se, detto così, certo non suona una meraviglia. In ogni modo, per me il dolce che rimanda al Natale non è uno solo, ma tanti e soprattutto legati ai ricordi: ogni anno, infatti, le mie zie ne sfornavano in quantità industriali, tutti di tipi ed impasti diversi.

C’era il rotolo ripieno di uvetta, cannella e canditi molto simile ad uno strudel ma con il guscio di pasta meno friabile di una pasta sfoglia e più leggero di una frolla (forse un’anticipazione della pasta fillo). C’erano le losanghe al mosto e cioccolato con nocciole, c’erano i pasticcini con le ciliegie rosse e verdi candite.

Insomma, per me quelli erano ‘i dolci delle zie’.

Per questo motivo e molti altri di cui vi sto per parlare, mi fa sorridere e mi piace da morire il nome di una celebre pasticceria di Amsterdam: De taart van m’n Tante. Le torte di mia zia, appunto.

Ora, con la produzione natalizia delle mie zie qui non c’entriamo proprio niente, ma ammetto di aver perso la testa almeno un paio di volte davanti alle proposte di quella che piucchè una pasticceria, in realtà sembra un vero paese dei balocchi per golosi, ma anche per esteti (e amanti dello stile candy alla Katy Perry in California Girls, per intenderci).

Il tutto, condito con una certa aria anni ‘70 disinvolta e scanzonata, che ne fa sicuramente uno dei locali da vedere se si è di passaggio nella capitale olandese. Premetto che chi odia il rosa deve forzatamente astenersi dal varcare la soglia di De taart: un niente affatto discreto rosa shocking predomina allegramente, allietato da torte finte che però portano i segni delle forchettate vere di avventori affamati e sicuramente miopi.

Pappagalli (finti) accanto alla cassa, quadri di donne e bambini che mangiano dolci, fiori variopinti, amuleti scacciaguai e statuine di Biancaneve e i sette nani allietano l’atmosfera, ragazze veloci ma rilassate, servono ai clienti fette di torte che vi faranno venire l’acquolina in bocca già solo apprendendone l’esistenza dal menù.

Qualche esempio? La Tipsy Cake, con squisiti pezzi di mela marinati nel liquore amaretto, avvolti da pasta frolla e un croccante crumble di biscotti alla cannella, la Stracciatella cake che, come avverte il menù, è come il gusto gelato…ma sotto forma di meravigliosa torta da mordere e godere.

La classica Dutch Apple Pie ripiena di mele, uvetta, mandorle e crema pasticcera, la Carrot Cake farcita di mascarpone e decorata da carotine di zucchero, la Poppy Seed Cake servita con confettura alla marmellata di lamponi e ricoperta di cioccolato.

Non posso dimenticare (e forse non può farlo nemmeno il mio girovita) la Annemarie alla vaniglia, ripiena di crema di fragole e la crostata al cioccolato e noci.

Ogni torta viene servita con un bicchierino di panna montata guarnita da topping alla fragola e frutta fresca, tanto per aumentare lo stato di grazia dei vostri sensi. Se poi amate contrastare il dolce delle torte prendendo un bel caffè forte, non temete, vi arriverà accompagnato da un biscottino burroso a cui non avrete cuore di dire di no.

E d’altronde pensateci, avreste mai cuore di rifiutare i dolci che vi prepara vostra zia?

DOVE:

http://www.detaart.com/en/home.htm

Ilaria Vita e Andrea Mazzetti
Pepite per Tutti, blog che si diverte a viziare i suoi lettori con pillole gastronomiche e non solo, nasce dalla penna di Ilaria, Leone classe 1980, romana di nascita, ma milanese di adozione e dall’obiettivo di Andrea, milanese quasi doc e guarda caso, anche lui Leone.
Insieme si divertono a cercare pepite come pirati alla caccia di un tesoro, ovviamente senza benda e sciabole, ma a colpi di macchina fotografica, cavalletto e blocchetto per gli appunti.

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