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DURELLO MON AMOUR

Interessante serata di degustazione organizzata per l’Azienda Agricola Marcato, con il patrocinio del consorzio tutela vino Lessini Durello, che ha messo a confronto Champagne, Franciacorta e spumanti della storica azienda Veronese.
Scritto da Marco Dell’Igna

Vitigno intrigante la Durella, una vite antica che da origine a uve caratterizzate da un intenso sapore acidulo e dalla ricchezza di tannini. Il vino che ne deriva, il Durello, per molto tempo è stato relegato in un angolo per essere utilizzato, quasi esclusivamente, come vino da taglio. Negli ultimi tempi la tendenza si è fortunatamente invertita e stiamo quindi assistendo ad una rivalutazione di tale vino, specialmente in versione spumante. Terroir d’elezione di questa peculiare uva sono i Monti Lessini, tra le province di Vicenza e Verona. I suoli di origine vulcanica, ricchi di tufi e basalti, conferiscono all’uva la sua caratteristica sapidità minerale che puntualmente si ritrova nel vino.

A farci conoscere meglio questo vitigno è Gianni Tessari, creatore di alcuni tra i più grandi Soave degli ultimi decenni, oggi alla guida dell’Azienda Agricola Marcato, che fu tra le prime cantine a credere nelle grandi potenzialità della Durella spumantizzata con il metodo classico. La degustazione propostaci, in due batterie, mira non tanto a creare classifiche o eleggere vincitori, quanto a sottolineare le differenze di stili e territori tra i vari spumanti selezionati.

PRIMA BATTERIA:

Franciacorta Enrico Gatti BrutUn 100% Chardonnay che al naso rilascia sentori di agrumi e frutta a polpa bianca,penso alle pesche, a cui segue una spiccata nota minerale con un finale di crosta di pane. In bocca è fresco,sapido. L’acidità però è fin troppo amalgamata/imbrigliata nel corpo del vino. E’ ricco, succoso, forse un po’ troppo.

Marcato Lessini Durello 36 mesi:  al naso si avverte subito la Liquer con note di zabaione che poco a poco lasciano spazio ad agrumi e fiori bianchi. Teso e verticale in bocca, chiara l’impronta territoriale, bella la spinta acida che dona freschezza e pulizia. Fine ed elegante il Perlage.

Champagne Billecart Salmon Brut Rèserve: Note di lieviti , pan brioche e nocciole tostate seguite da fiori bianchi, pere, e note minerali. In bocca il dosaggio si sente, troppo, l’acidità è importante ma mitigata da una dolcezza di fondo. Finale leggermente amaricante poco piacevole.

Champagne Pol Roger Reserve: Un classico che non (mi) delude mai. Leggerissime note tostate al naso, poi pera e gelsomino che anticipano un finale di note speziate. Avvolgente, sapido e fresco il palato, fine il perlage. Nel finale ritornano i sentori speziati

Champagne Gatinois Ay Grand Cru Brut Tradition: Note agrumate e floreali sin da subito, si fa strada poi una chiara nota minerale. La bocca non è bilanciata benissimo, ancora un po’ troppo crudo/verde.

SECONDA BATTERIA:

Franciacorta Cabochon Brut Monte Rossa: Note di rovere tostato in evidenza, poi lieviti, zabaione,burro e aromi di pasticceria. In bocca è polposo,opulento ma gli manca un po’ di sostanza. Bella l’impalcatura ma è la costruzione centrale a difettare.

Lessini Durello Marcato AR 2006: 10 anni sui lieviti. Colore oro pieno, note vegetali e minerali, roccia,gesso, sentori marini e di ghiaia con un finire di accenni balsamici. In bocca è deciso,tagliente e verticale. Grande sapidità e buona persistenza.

Champagne Tarlant Zero Brut Nature: Al naso spiccate note minerali di gesso e marna. Mineralità che si fa notare subito in bocca, gran freschezza e ottima pulizia. Un pizzico di struttura in più forse non avrebbe guastato, ma è questione di dettagli.

Champagne Egly_Ouriet Brut Tradition Gran Cru: Naso dalle mille sfaccettature, noci tostate, pasticceria,gesso,pere mature e un accenno di fiori gialli. In bocca ha grande struttura, bella freschezza e buona sapidità. Ritornano i sentori di pere mature accompagnati da una piacevole sensazione agrumata.

Champagne Philipponnat 2008 Blanc de Noirs Brut: Potente il naso dove si ritrovano sentori minerali, di mandorle, di pesche con un finale tutto giocato sulla pasticceria. In bocca trovo un perlage un po’ troppo aggressivo, l’acidità spicca ma l’insieme è leggermente scomposto,scoordinato.

Marco Dall'Igna
Marco, detto Igurz, è un instancabile bevitore, nel senso nobile del termine. Visita cantine, discute con i migliori produttori, e sul vino si forma un pensiero indipendente e critico. Su HonestCooking.it racconta con dovizia di particolari i suoi pellegrinaggi e il mondo che porta al suo interno ogni bottiglia di vino.

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