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E birra sia – Black Chocolate Stout

Birra per importanti meditazioni: densa, petrolio, dieci gradi, decisa. Questa è la Black Chocolate Stout. E birra sia, amici.
Di Rossella Di Bidino

Densa, petrolio, dieci gradi, decisa.
La cioccolata invoglia ad assaggiarla seppure il suo segreto è ben più articolato.
Imperial stout. Caterina la Grande le beveva. Gli inglesi le producevano per i bevitori baltici, zar o meno. Pensata da chi faceva le porter e originariamente venduta come extra stout.
Quella sorniona che sta nel mio calice è americana di Brooklyng Brewery. La producono solo d’inverno. Quindi si tratta di una birra stagionale. Dopo le birre del Natale vivere con la birra adatta anche questi goccelleranti giorni di gennaio è un dovere.

Prima ci vuole però un piatto carico per saperla affrontare con leggiadro piacere.
Così sul tavolo appaiono delle tigelle di Zocca riempite con coppa e mozzarella. Ma non è ancora tempo di bere.
Lei si sposa con altro come cheesecake o dolci banalmente al cioccolato. Altrimenti, la si riserva per la meditazione serale.

Così è.
Sul divano, televisore spento. Primi sorsi.
“Liquirizia” ma subito di avvedo della troppo falace prima impressione. Un libro non si vede dalla copertina.
Si rischia di confondere il sentore di liquirizia con la ricchezza che viene dai diversi malti tostati. Per capirne la differenza ti invito a provare l’orzo tostato, precursore del malto. Per farlo c’è la mugicha, una sorta di tè giappone o bevanda estiva di tutti coloro che abbiano la pazienza di tostare in padella l’orzo. La ricetta della mugicha la trovi qui.

Depurata la mente dal pensiero dell’erronea liquirizia, ecco che il sapore si fa più articolato.
Caffè, caramello, mentre il cioccolato dell’etichetta è contenuto, quasi a conferma di una produzione accorta. Non come certe kriek che sembrano più succhi alla ciliegia.
L’aspetto più affascinante è la piacevolezza nel berla. Mobida sulla lingua.

C’è chi nelle recensioni accenna ad una vaga delusione.
Per me, sorpresa dai malti, distolta dal chocolate, affascinata dal colore, è stata una bella prova che vorrei rifare munita di un abbinamento. Le idee ci sono, anche oltre la cheesecake ed i formaggi forti. Non resta che far fare al destino il suo corso.

Rossella Di Bidino
Rossella Di Bidino non si sa esattamente cosa faccia durante le ore in ufficio. Sforna tabelle, interpreta numeri. Appena esce dall’ufficio sguazza nel mondo delle birre e non solo. Di sicuro non riesce a star ferma un attimo. Spesso viaggia. La sua vera missione è trovare quel sapore che sappia dare alla giornata un perché e la renda un ricordo, spesso comune con l’intrepida Cavia del suo blog “Ma che ti sei mangiato”.

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