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E birra sia – Comatârs

Onomastici, birra friulana e aperitivo tra amici. I piccoli gesti contano.
Di Rossella Di Bidino

Correva l’8 agosto. Si era in terrazza tra amici.
Si presentava La Birra di Meni, ossia di Domenico Francesco.
“Ah, Domenico. Oggi è San Domenico” disse Paola. Così scoprimmo che per il gioco delle coincidenze la Comatârs era stata stappata proprio il giorno di San Domenico, l’onomastico del suo creatore.

Birra ambrata, decisamente ambrata. Luppolata, decisamente luppolata. Senza fronzoli, come tutte le birre di Meni. L’etichetta può apparire sintetica, in realtà dice quello che è. Nessuna parola spesa in eccesso, così si insegna nel Friuli. Così è Meni.
Chi usa tre parole dove ne bastano due è capace di tutto” mi ricorda, quando può, mio padre richiamando l’insegnamento di un suo professore all’università. Questo è lo zen con cui si cresce in quella regione a nord-est, un piccolo compendio di storia naturale secondo Ippolito Nievo. Terra di gente unica secondo uno slogan turistico di qualche anno.
A Cavasso Nuovo ai piedi dei monti c’è Meni con il suo spaccio di birra artigianale. Quasi un affare di famiglia dove tutti sono coinvolti dalla fase di raccolta degli ingredienti a quella di distribuzione. Ci tenevo a presentarlo anche qua dopo averlo conosciuto di persona.

L’8 agosto era tempo di Comatârs in attesa più in là nel tempo di provare una delle sue birre speciali.

Le chiacchiere con la Comatârs le abbiamo messe noi. Lei è rimasta sempre decisa, netta tra un’insalata di ceci variegata e la piadina al songino.

Insalata di ceci variegata
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Categoria: Insalata
Autore:
Preparazione:
Complessivo:
Porzioni: 4
Ingredienti
  • 400 gr ceci lessati in precedenza
  • parte del gambo di un cipollotto
  • ¼ di buccia di peperone rosso
  • un po' di finocchio
  • una manciata di songino e radicchio rosso
  • 1 cucchiaino di zatar
  • olio extra vergine d'oliva
  • acidulato di umeboshi (o aceto di vino)
Istruzioni
  1. Lessare i ceci se non è stato fatto prima e farli raffreddare. Io di solito li lesso in anticipo e li congelo per poi scongelarli alcune ore prima del bisogno.
  2. Pulire le verdure.
  3. Tagliare a ronderelle il gambo del cipollotto.
  4. Tagliare a dadini la buccia del peperone rosso.
  5. Tagliare ancora a dadini il finocchio.
  6. Unire ai ceci il cipollotto, il peperone rosso, il finocchio e la manciata di songino e radicchio rosso.
  7. Condire con olio extra vergine d'oliva, l'acidulato di umeboshi (o in alternativa l'aceto di vino rosso con del sale) e lo Zatar. Lo Zatar è un misto di il timo, origano, maggiorana, santoreggia ed coriandolo secchi. In alternativa usare del timo fresco.

Essendo un aperitivo dei semplici ceci non bastavano ed ecco comparire la piadina sfiziosa del momento. Molto semplice. Sulla teglia del forno basta mettere una piadina per distribuirci sopra 125 gr di stracchino a pezzetti, alcune fette di salame tagliate a dadini e del songino. Poi si ricopre il tutto con un’altra piadina. Si mette dentro il forno che si preriscalda a 110°C e si cuoce per circa 10 minuti totale. Et voilà.

Poi un rapida macedonia fatta di prugne e uva rossa con un po’ di lime per digerire il tutto. Per gli amici questo ed altro.

Anche gli ultimi sorsi da meditazione di Comatars hanno retto il ruolo anche grazie  alle note fruttate e floreali. L’ispirazione tedesca che le è valsa il 4° posto nel 2011 quale Birra dell’Anno c’è e la contraddistingue.
I nomi delle birre, intelligibili ai più, non sono altro che i borghi di Cavasso Nuovo. Tanto che lo spaccio di Birra da Meni è in via Sirivella 4 e Siriviela è la birra chiara doppio malto del Meni.

Ma non è il nome la vera magia, ma il sapore.
Una birra decisa, che fai la provi?

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Rossella Di Bidino
Rossella Di Bidino non si sa esattamente cosa faccia durante le ore in ufficio. Sforna tabelle, interpreta numeri. Appena esce dall'ufficio sguazza nel mondo delle birre e non solo. Di sicuro non riesce a star ferma un attimo. Spesso viaggia. La sua vera missione è trovare quel sapore che sappia dare alla giornata un perché e la renda un ricordo, spesso comune con l'intrepida Cavia del suo blog "Ma che ti sei mangiato".

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