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E birra sia: Il Belgio val pure una birra

Come scoprire la birra girovagando per il Belgio. E non una soltanto. 
Di Rossella Di Bidino

Se mi parli di Belgio, non posso non parlarti di birra.
I luoghi comuni a volte vanno rispettati. Le esperienze condivise.
La prima volta che approdai in Belgio non capivo il perché di quel viaggio. Ora a distanza di anni, e di calici, posso dirti che senza la birra non avrei mai scoperto quel paese. Non che il Belgio si limiti ad una bevuta, seppur consapevole. Ma è talmente facile abituarsi a scoprire una nuova birra, giorno dopo giorno, che è altrettanto facile voler tornare per apprendere qualcosa di più.

Dalla prima Grimberger, bevuta letteralmente in mezzo ai campi sotto un sole timido di mezzogiorno, la mia vita si è trasformata. Eravamo in bicicletta, durante la prima tappa del viaggio, il vento cominciava a remare contro di me. Ed ecco in mezzo alla campagna, più piatta e verde che tu possa immaginare, che compare un tetto. Accanto ed esso si fanno subito notare degli ombrelloni rossi. Avvicinandoci compaiono dei calici colmi. Si fermiamo.

Da quel posto senza nome è cominciato quel percorso formativo che il Belgio può donare.
Non ti invito a buttarti a caso nella campagna belga. Basta andare nelle principali città. Angoli speciali, birra friendly, ci sono.

A Bruxelles un punto di partenza è Moeder Lambic. Forse a qualche romano ricorderò l’Open Baladin. A me, a distanza di anni, ricordo oltre la scelta delle birre un’ottima quiche. A te non resta che andare a 68 rue de Savoie.

Facendo le classiche tappe, c’è Brugges. Città che è rimasta nel cuore tanto da visitarla tre volte ed avere ancora voglia di passarci delle ore con lei.
Come la migliore tradizione impone, si parte con qualche nome strano. Vai a cercare ‘t Brugs Beertje. Nascosta nei vicoli. Scura all’interno. Ricca di storia sulle pareti. Con un menù semplice riesci a rifarsi con le birre. Si è fatta valere e continuerà a farlo a lungo. Imperdibile per chi ama la birra senza troppe distrazioni.

Non è però ancora ora di abbandonare Brugges. Per il fine settimana c’è Ganzespel. Più un ristorantino, ma con una semplice, essenziale ed efficace lista di birre. E’ fuori dal centro. Le pareti trasudano giochi dell’oca e la proprietaria è veramente rock. Controlla gli orari di apertura però.

Ed ora Ghent. Rivale di Brugges sotto molti aspetti. Un solo consiglio per chi va di fretta. Una birra da Het Waterhuis aan de Bierkant. Si dice possa offrire fino a 300 birre diverse.  Può convincere anche i più reticenti alla birra grazie al canale che scorre accanto che fa atmosfera.

Buon Belgio!

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Rossella Di Bidino
Rossella Di Bidino non si sa esattamente cosa faccia durante le ore in ufficio. Sforna tabelle, interpreta numeri. Appena esce dall'ufficio sguazza nel mondo delle birre e non solo. Di sicuro non riesce a star ferma un attimo. Spesso viaggia. La sua vera missione è trovare quel sapore che sappia dare alla giornata un perché e la renda un ricordo, spesso comune con l'intrepida Cavia del suo blog "Ma che ti sei mangiato".

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