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E birra sia – Un sidro di pere

Il sidro di pere fa primavera, e fa molto aperitivo in terrazza. Ecco la puntata di “E birra sia”.
Di Rossella Di Bidino

La primavera vorrà dire finalmente abbandonare i cappotti, ma vuol dire anche ricominciare con gli aperitivi in terrazza. Piccola o grande, personale o di condominio, in città la terrazza è una bella valvola di sfogo.
Molti dei post di “E birra sia” sono nati in terrazza. Diventa a volta una scusa per accogliere gli amici, mentre altre volte serve per fuggire allo stress della giornata.
Guardi il cielo e bevi. What else?

Effettivamente guardai il cielo mentre tornavo dal lavoro.
Effettivamente ero stressata. Non mi stava coinvolgendo quello che stavo facendo, sebbene sotto l’aspetto psicologico la vita d’ufficio offre sempre le sue chicche. Ma non sempre la psiche umana fa per me.
Così guardai il cielo e lo pensai.

“E’ tempo degli aperitivi in terrazza”

Blu, lindo, fulgente: era arrivato il cielo giusto.
Ma io ce lo avevo l’aperitivo giusto?

Che te lo dico a fare! Ce lo avevo.
Bevanda fermentata, alcolica, gasata pure, con una rapida schiuma.
Sidro.
Stavolta di pere, inglese. L’acquisto fu fatto tempo fa. Infatti, io fui quell’italiana a Londra che a due passi da Piccadilly Circus prese per la valigia il sidro.
Mi trovai di fronte ad uno scaffale di soli sidri. Apple and Pear Cider ad osservarmi. Io scelsi.

Wild Wood. Sidro di pere.
Subito si coglie che ci sono le pere in mezzo, altro che mele.  Sebbene molti commenti che ho scorto online ne criticavano il sapore tenue, in terrazza è parso deciso, chiaro e netto. Piacevole. Ammetto che all’inizio pareva un succo di pere, ma poi i 5% sono comparsi.

Ad accompagnare questo primo aperitivo delle semplici patatine al pepe. Nulla di più.

Ai più curiosi segnalo i post sui passati sidri dalla Normadia, alla Francia per finire in Austria.  Per i più celebrali c’è pure un bel capitolo di Isole, incontri e pub da sfogliare. Perfetto per ritrovarsi nel Regno Unito, tra filari di peri e mele e scoprire fase per fase come un frutto diventa bevanda alcolica fermentata.

Ci vediamo presto, in terrazza e qui :)

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Rossella Di Bidino
Rossella Di Bidino non si sa esattamente cosa faccia durante le ore in ufficio. Sforna tabelle, interpreta numeri. Appena esce dall'ufficio sguazza nel mondo delle birre e non solo. Di sicuro non riesce a star ferma un attimo. Spesso viaggia. La sua vera missione è trovare quel sapore che sappia dare alla giornata un perché e la renda un ricordo, spesso comune con l'intrepida Cavia del suo blog "Ma che ti sei mangiato".

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