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Fongaro: tre generazioni di Durella biologica

Peregrinare tra vitigni e cantine: Marco e Matteo sono sempre in giro. Stavolta ci raccontano dell’Azienda Fongaro di Roncà.
Di Marco Dall’Igna e Matteo Cattelan

Nel nostro continuo peregrinare tra vitigni e cantine, siamo stati piacevolmente sorpresi dall’azienda Fongaro di Roncà (VR), fondata nel 1975 dal signor Guerrino, appena trasferitosi da Bergamo dove vendeva cestelli di uva porta a porta.

Appena rientrato nel veronese Guerrino ha costruito dal nulla l’azienda, puntando in modo deciso sull’agricoltura biologica e sulla spumantizzazione della Durella con il metodo classico. Solo un personaggio eclettico e testardo come lui avrebbe potuto pensare di realizzare tutto ciò.

Guerrino è una persona unica, talmente affezionata alla sua creatura che ancor oggi, all’età di 99 anni, non ha perso l’entusiasmo e la forza di controllare l’operato dei suoi eredi, dalla vigna alla sboccatura.

Il vitigno della Durella non è molto conosciuto, è autoctono della zona compresa tra Vicenza e Verona e si sposa perfettamente con il metodo tradizionale classico.

Abbiamo scoperto questa meravigliosa bollicina cercando una valida alternativa al Franciacorta e Fongaro ha attirato la nostra curiosità quando abbiamo scoperto che i loro vini derivano tutti da agricoltura biologica, l’azienda infatti vanta una certificazione datata 1986 (una delle prime in Veneto).

Oggi incontriamo Alessandro, il nipote di Guerrino che, assieme al fratello, porta avanti quest’ambizioso progetto.

Alessandro ci spiega che questo vitigno ha un’alta acidità che si presta perfettamente a questa spumantizzazione e che, inizialmente, la Durella era considerata un vino da taglio, usata in particolar modo, come base, per gli spumanti piemontesi.

La Durella soffre in terreni poco ventilati e in ombra nei quali si annida il rischio di ossidazione.

I vigneti di Fongaro si ergono su una magnifica collina con terreno minerale e vulcanico, irrigati a goccia per tutta la loro estensione, il trattamento in vigna è molto scrupoloso, seguendo la cultura biologica si usano rame e zolfo, prodotti naturali senza aggiunta di agenti chimici e come insetticida il piretro, un’agente naturale che si ricava dai fiori di una pianta della famiglia delle Asteraceae.

La cura e la passione che la famiglia Fongaro mette nei propri vini si nota anche nelle etichette delle bottiglie, infatti nel retro di ognuna sono meticolosamente indicati l’anno della vendemmia, il numero della bottiglia e il giorno, il mese e l’anno sia dell’imbottigliamento che della sboccatura.

Fongaro vanta 6 linee di prodotto :

Cuvée (80/85 % Durella / Incrocio Manzoni) e Grand Cuvée (80-85% Durella / Chardonnay) maturano sui propri lieviti in bottiglia per almeno 24 mesi, hanno un bellissimo color giallo paglierino e sono ideali per l’aperitivo. Le percentuali esatte di uvaggio dipendono dalla singola annata.

Brut e Riserva Brut (100% Durella) maturano rispettivamente 30 e 40 mesi sui propri lieviti, color giallo oro intenso per il primo e più tenue nel secondo, il Brut perfetto con aperitivo accompagnato da stuzzichini, il Riserva ottimo per il pesce.

In fine abbiamo i due prodotti di punta.

Pas Dosé e Riserva Pas Dosé (100% Durella) due vini straordinari, non dosati, dal colore dorato e dalla bollicina di grande persistenza, riposano sui propri lieviti rispettivamente, 30 e 60 mesi.

Questi risultano essere i prodotti più complessi, rispetto ai precedenti, non si prestano per il semplice aperitivo in quanto riteniamo che esprimano tutto il loro potenziale accompagnando un interno pasto, specialmente di pesce.

Consigliatissima la visita alla cantina e la conoscenza di Guerrino e dei suoi nipoti. Ciò che ci ha colpito della cantina Fongaro è la passione che ha sconfitto il tempo, passando di generazione in generazione.

Possono cambiare le tecnologie, possono cambiare il mercato e le esigenze commerciali, ma di sicuro la dedizione porta sempre a fare dei vini buoni.

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Marco Dall'Igna
Marco, detto Igurz, è un instancabile bevitore, nel senso nobile del termine. Visita cantine, discute con i migliori produttori, e sul vino si forma un pensiero indipendente e critico. Su HonestCooking.it racconta con dovizia di particolari i suoi pellegrinaggi e il mondo che porta al suo interno ogni bottiglia di vino.

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