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Gevrey-Chambertin… Appunti di degustazione!

Ancora in Borgogna? Si, ma questa volta si parla del comune con più grands crus!!                                                                                                                                                                                                                                            di Chiara Freschi

 

Gevrey-Chambertin rappresenta l’estremità nord della Cote des Nuits, che è anche quella di maggiore apprezzabilità del pinot nero. Comprende 9 grands crus e quelli posti all’inizio del paese appaiono come una continuazione ideale di Morey-St-Denis. Sono suddivisi in due parti distinte da una strada che passa in mezzo e sono posizionati uno accanto all’altro. Quelli sopra la strada sono cinque: Latricieres-Chambertin, Chambertin, Chambertin-Clos-de-Bèze, Mazis-Chamberin e più in alto Ruchottes-Chambertin. Quelli sotto la strada sono quattro: Mazoyères-Chambertin, Charmes-Chambertin, Griotte-Chambertin, Chapelle-Chambertin.
Chambertin, il cui nome significa “il campo di Bertin”, è considerata la vigna di Napoleone, per la predilezione che ne aveva il condottiero. Il clima è continentale, con estati calde e autunni secchi. I vigneti hanno una leggera pendenza e il suolo è composto da una roccia calcarea affiorante.
I vini di Gevrey-Chambertin sono molto concentrati nel colore, hanno intense note aromatiche di cassis, note animali e di sottobosco in quelli più invecchiati. Sono vini molto corposi, prodotti per durare nel tempo. Sono i più tannici di tutti ma hanno anche evidente morbidezza e buona freschezza.
I vini degustati:
1) Fixin 1 cru Clos du Chapitre 2008: Fixin è un piccolo comune della Cote de Nuits vicino a Digione, confinante con Gevrey-Chambertin. Il vino presenta una notevole massa colorante, al naso è pulito e subito si riconosce il varietale di cassis pieno e ben definito. Si sentono note boisè ma sono ben bilanciate con gli altri profumi tra i quali si riconoscono anche note mentolate. In bocca è molto lineare e presenta una buona freschezza nonostante l’annata non sia stata tra le migliori, in quanto piovosa. Ha una chiusura netta senza esprimere profondità, con note finali di arancia. E’ un vino giovane, non da lungo invecchiamento.
2) Gevrey-Chambertin vielles vignes Denis Mortet 2006: questo village si trova sotto strada nella parte più orientale di Gevrey, vicino a Fixin. Al naso anche qui troviamo una grande pulizia, la nota fruttata di cassis è ben integrata con le note più dolci di vaniglia date dal legno. Girando il vino nel bicchiere si percepisce una leggera tostatura. In bocca entra morbido ed è già equilibrato perché come tutti i village è un vino d’impatto, già ben definito che non ha possibilità di evoluzione. La chiusura di bocca è un po’ internazionalizzante, con note tostate tipiche della barrique.
3) Gevrey-Chambertin Les Seuvrees Hubert Lignier 2008: un village fatto da un’unica vigna. Il colore appare più scarico, i profumi vertono su note più dolci di caramella alla frutta che indicano un vino già morbido ed equilibrato, poi vengono fuori note di terra e floreali. Facendo aprire il vino nel bicchiere arrivano anche note di carne e si capisce che è un vino già evoluto. In bocca è freschissimo come il Fixin, ma a differenza di esso ha una lunghezza gustativa. Qui è meno presente la nota boisè del legno, perché il produttore Lignier è un tradizionalista e usa barrique più vecchie, già usate.
4) Gevrey-Chambertin grand cru Charmes-Chambertin Camus 1999: il grand cru Charmes-Chambertin consiste in 30 ettari e dopo Clos de Vougeot è il secondo grand cru della Cote de Nuits. Il vino all’aspetto manca un po’ di limpidezza causa l’invecchiamento, il colore è granato con bordo aranciato. All’olfatto si riconoscono subito i profumi terziari del pinot nero come terra e humus, poi un frutto ancora integro di prugna si allinea bene con note fumè e di liquirizia. In bocca i tannini ben composti creano un piacevole equilibrio e le note mentolate allungano il vino creando una godibile persistenza.
5) Gevrey-Chambertin grand cru Latricieres-Chambertin Domaine des Forges 1994: Latrichieres-Chambertin consta di 7 ettari divisi in 9 proprietari. Il ’94 è stato una buona annata, i profumi mantengono ancora dopo tanti anni un frutto fresco ben presente. Il vino è ampio all’olfatto, infatti vengono fuori in successione note mentolate, poi note di carne, sensazioni di sigaro e pellame, a ricordarne l’evoluzione. In bocca è equilibratissimo, non stanca mai, le parti dure del vino, come il tannino, anche se ben integrate dimostrano la sua grande longevità. Chiude sapido con un ritorno degli aromi di bocca davvero inaspettato, tanto è persistente.
6) Gevrey-Chambertin grand cru Chambertin-Clos-de-Beze Bouchard 2007: Clos-de-Beze è ampio 15,38 ettari, frazionato in 15 diverse proprietà. “La mano” dell’azienda Bouchard è molto riconoscibile per le note tostate legate al legno ben presenti all’olfatto. Dietro queste si nasconde una ciliegia sotto spirito abbastanza atipica del pinot nero borgognone. In bocca il vino è morbido, equilibrato, già fatto, senza far prevede una grande profondità.
7) Gevrey-Chambertin grand cru Chambertin Camus 2001: Chambertin consiste in 12,9 ettari suddivisi in 21 produttori. Il profumo è ampio, si apre con le note classiche del pinot nero evoluto, come il sentore di carne; girando il vino escono fuori il frutto di bosco, la violetta, la rosa essiccata e poi ancora note di evoluzione, quali la cipria e il caffè d’orzo. In bocca entra freschissimo, nonostante abbia già 11 anni, con tannini ben piantati e si allarga con note di arancia. E’ un vino ancora molto giovane che chiude con aromi di liquirizia e di erbe officinali. Questo Chambertin è risultato più netto e deciso sia in bocca che al naso, rispetto agli altri.

Chiara Freschi
Chiara Freschi è una food blogger, studentessa di Comunicazione Strategica a Firenze e Sommelier Ais. La sua passione per l’enogastronomia è cominciata con i dolci. Ama cucinare qualsiasi cosa, sperimentare nuove ricette, creative e tradizionali, locali e straniere. Spera di far ingolosire tutti i lettori con le sue ricette molto “honest”. Il suo blog si chiama “Tastexperience”.

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