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Hotel Centurion Palace e la cucina del Executive Chef Massimo Livan

Patricia ci racconta tutto, ma proprio tutto, dell’Hotel Centurion Palace di Venezia e della cucina di Chef Massimiliano Livan.
Di Patricia Butturini

Ci sono città al mondo che meravigliano per bellezza ed unicità.

Se parliamo di Venezia, le sensazioni si amplificano in un suggestivo coinvolgimento quasi onirico, a tratti fiabesco.

Galante, seducente, misteriosa, si espone godereccia alla luce del sole, luccicante sulla laguna, oppure si nasconde velatamente, languida e malinconica.

Venezia è tutto: città cosmopolita e borgo di paese, colta e popolare, lussuosamente sofisticata e tradizionalmente semplice.

Sono al Hotel Centurion Palace, un 5 stelle Lusso unico e speciale.

Già Palazzo Genovese, costruito nel 1892 dall’architetto Edoardo Trigomi Mattei, nello spazio che apparteneva alla distrutta abazia di San Gregorio. Il Palazzo si presenta come una espressione imponente di stile neogotico Veneziano e si affaccia maestoso sul Canal Grande, all’ombra della sua illustre vicina, la Basilica della Salute.

Esafora e monofore giocano eteree creando suggestivi giochi di luce e riflessi d’acqua che inondando gli interni, si rivelano eclettici nello stile e nell’arredamento. Linee pulite e leggere si alternano a forme sinuose e tondeggianti in un dialogo estremamente elegante e sensuale.

La filosofia dell’Hotel e del Direttore Paolo Morra è fondamentalmente dare massima libertà ai suoi ospiti ed accontentarli in ogni loro desiderio creando dal soggiorno al Centurion una esperienza di massimo confort e genuina felicità.

Grazie al sapiente restauro dell’architetto Luciano Parenti e il talento di Guido Ciompi, il percorso stilistico è morbido e sognante, lussuoso e sofisticato. Un viaggio attraverso il colore, di forte linguaggio metaforico e diverso in ogni ambiente del Palazzo. Non mancano il rosso e l’oro Veneziano nella suite presidenziale, a tratti incontriamo un viola polvere, di orientaleggiante memoria per poi imbatterci in un moderno turchese che richiama la laguna oppure, in una delle sale del Ristorante Antinoo’s, il più puro e candido bianco, la somma di tutti i colori e tutte le luci.

Durante il restauro del Palazzo, oltre a reperti archeologici della antica Abazia, fu trovata una moneta risalente alla antica Roma e raffigurante l’immagine di Antinoo, giovane asiatico, prediletto dell’Imperatore Adriano. Proprio questa scoperta diede il nome al Ristorante del Hotel Centurion, il Ristorante Antinoo’s.

La cucina dell’Executive Chef Massimo Livan, Veneziano doc, è in linea perfetta con il concetto dell’Hotel, tradizionale ma anche moderna, innovativa, ariosa, colorata ed elegante.

Esperienze importanti allo storico  Caffe Quadri in  Piazza San Marco, al Hotel The Westin & Regina a Venezia e Villa San Carlo Borromeo a Milano, la sua passione nasce proprio nella cucina di sua madre, nella casa natale del sestiere Castello.


Scampo marinato alla vaniglia su salicornia e polveri di zucca e di salicornia

Stagionalità e impeccabile scelta della materia prima è la base di partenza per piatti dove tutti i sensi vengono coinvolti.


Capasanta , granita di corallo, lampone, sesamo tostato e alga Wakame

Per Massimo Livan il piatto è una tela bianca nella quale creare, dando vita a piatti estremamente leggeri e gustosi, a volte piacevolmente inaspettati, dove ingredienti di altre culture gastronomiche si fondono insieme alla più prelibata tradizione, come ad esempio succede con la sua rinomata capasanta: una tela bianca di capasanta accompagnata dal suo corallo diventato fresca granita, gocce di lampone rubino, sesamo tostato, fiocchi di sale Maldon e la sorpresa gustativa del alga Wakame per completare la sensazione di un viaggio di sapori prevalentemente marini e lontani.

Rombo con pesche, Lemon Soda e petali di rosa

 Oppure diventa un superbo artista d’arte pop, abbinando un rombo dalla cottura perfetta con pesche, lemon soda e petali di rosa. Risultato sublime.

 

Créme brulée al Rooibos, Mon Cherie e Gelato meringato caldo

I dessert sono sontuosi, una perfetta conclusione. E ve lo dico io che raramente mangio dolci, sappiate che queste tre meraviglie le ho gustate con grande piacere dall’inizio alla fine.

Ringrazio il Direttore Paolo Morra, l’executive chef Massimo Livan, la splendida Micaela Scapin e la carissima Monica Bergomi per la loro meravigliosa compagnia.

Patricia Butturini
Foodie, foodblogger, food writer e architetto d’interni.
Porto sempre con me aromi, musica e sapori. Cresciuta in un ristorante di famiglia a Buenos Aires ma, paradossalmente, nutrita dalle mie nonne, bravissime cuoche. Una italiana e l’altra orientale. Il mio pane quotidiano erano: ossobuco, bife de chorizo, dulce de leche, risotto, empanadas, busecca e baklava. No soy de aquì ni soy de allá …

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