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Una gemma di Londra – The Maltby Street Market

Se ci si perde per le stradine di Londra si può essere tanto fortunati da finire al Maltby Street Market. Un luogo prezioso e unico nel suo genere, secondo Valentina.
Di Valentina Mariani

Sabato mattina, attorno alle 11, mi sono messa alla guida della mia bicicletta (che dire vintage è dire poco), per recarmi in un posto che ancora non sapevo esistesse, in una direzione che non conoscevo, un po’ alla “Và dove ti porta il cuore” o, in questo caso, il senso del gusto. Ma che fosse il gusto a guidare l’avrei capito solo dopo esserci arrivata..

Abitando a east London, a un passo da Tower Bridge, mi è stato facilissimo arrivare al Maltby Street Market. E poi, bastava seguire la gente.

Questo piccolo ma preziosissimo mercato, in cui sento passerò molti dei sabati a seguire, nasce tra gli archi del cantiere di bonifica di Lassco. Si tratta di un tesoro del tutto nascosto, frequentato praticamente solo da abitanti del luogo (pochissimi sono i turisti che conoscono questa perla).
Il Maltby Street Market è formato da una comunità di artigiani del cibo che realizzano, stagionano e immagazzinano i loro prodotti sotto gli archi della ferrovia a Bermondsey. Maltby Street è aperto alla vendita il sabato solo per cinque ore, dalle 9 alle 14, e nei suoi due anni di vita si è guadagnato un’ottima reputazione per i suoi prodotti di altissima qualità finendo per sottrarre al Borough il suo primato di mercato di qualità del sud-est di Londra.

I venditori sono distribuiti tra gli archi dei binari del treno lungo Maltby Street, e durante la settimana gli archi sono utilizzati per la produzione, lo stoccaggio e la stagionatura di cibi e bevande.

Un luogo di pura poesia, dove la convivialità è la musica di sottofondo in un concerto di voci, risate, sorrisi.

Ovunque sedie, tavolini e bocche che mangiano, orecchie che ascoltano, mani che condividono, occhi che sognano.
Oltre alle bancarelle dei produttori presenti lungo la strada, gli archi al loro interno ospitano una pasticceria, un negozio adibito a ristorantino e una bottega di antiquariato all’interno della quale è possibile mangiare e acquistare pezzi di arredamento, lampade, gioielli e vestiti appartenuti a chissà quale donna di chissà quale tempo.
Un luogo dal fascino e dalla magia difficilmente spiegabile attraverso le parole.
Si trova un po’ qualunque cosa, purchè si cerchi qualcosa dalla qualità ottima. Dai prosciutti al salmone, e poi olive, oli di ogni genere e tipo, verdure, frutta, dolci, piatti caldi, birra e del buon vino che non manca mai.
Un luogo capace di far sentire i curiosi visitatori come parte di un quadro di Chagall (Rain, per esempio), o di un armonico disegno che è in grado di far volare a centinaia di chilometri da terra anche le menti meno fantasiose e più razionali.
Un luogo dove è possibile dimenticare il mondo fuori, anche solo per un’ora, un’ora soltanto e poi si torna alla realtà. Si torna alla vita reale, ma un’ora così la vorrebbero tutti.
Ero indecisa se scrivere questo articolo o se lasciare che questo giorno insieme a questo luogo rimanessero segreti, come un sogno che si decide di non raccontare a nessuno per tenerselo tutto solo per sè.
Poi pero’ ho avuto l’occasione di fare un incontro davvero speciale (di cui parlerò a breve nel mio prossimo articolo), ho interpretato questo incontro come un segno e ho capito che avrei dovuto assolutamente raccontarvi di loro.
Stay tuned, e scoprirete presto perchè…
Intanto vi lascio un’immagine della porta di questo luogo magico, per permettervi di entrare con la mente e sognare, ovunque voi siate.

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Valentina Mariani
Giornalista freelance, vive a Londra. Ama le foto in bianco e nero, i vecchi cinema abbandonati, il mare, l'arte contemporanea, il design, l'architettura, i cavalli, la fotografia, i viaggi, il vino bianco, i giradischi e le vecchie macchine da scrivere. Da brava gemelli ama cucinare ma non pesa mai gli ingredienti, e con difficoltà segue alla lettera le istruzioni di un libro di cucina. Il suo piatto forte è la crostata pere e cioccolato! Se fosse un animale sarebbe un gatto, se fosse un piatto sarebbe un soufflé al cioccolato ripieno di crema al lampone!

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