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Lacrima di Morro d’Alba

Dorina e una delle sue passioni: il Lacrima di Morro d’Alba, vino erotico a partire dal nome.
Di Dorina Palombi

Prediligo i vini rossi. Da sempre.
Uno lo amo senza ritegno, di un amore puro, leggero, intenso. E segreto.
Riesce a conquistarmi sempre, a farsi prediligere anche per preparazioni di pesce.
Perché alla fine del nostro incontro gastro amoroso il suo profumo e il suo sapore mi rimarrà nell’anima.
Fino all’incontro successivo.

Se penso al Lacrima di Morro d’Alba queste sono le sensazioni che salgono alla mente.
Perché è un vino adorabilmente erotico fin dal nome. La lacrima in questione è infatti quella che, nel massimo turgore delle bacche, fuoriesce dalle spaccature della buccia, di un rosso intenso simile al sangue.

Le prime informazioni riguardanti questo vitigno risalgono al 1167 quando Federico Barbarossa assediò Ancona e prese riparo nella zona di Morro d’Alba.
Le prelibatezze con cui banchettò vennero accompagnate con il rosso succo del Lacrima.

Nel 1985 ottiene la denominazione di origine controllata, a garanzia della qualità e dell’importanza di questo vino marchigiano composto da uvaggio lacrima in purezza o con l’aggiunta di una bassa percentuale di Montepulciano (al massimo il 15%).

La zona di produzione è quella della provincia di Ancona (inizialmente era solo il comune di Morro d’Alba): Morro d’Alba, Monte San Vito, San Marcello, Belvedere Ostrense, Ostra e Senigallia (con l’esclusione dei fondi valle e delle zone prospicenti il mare del territorio di Senigallia).

Il bicchiere si riempie di un nettare color rubino intenso, con sfumature violacee. Profuma di viola, di piccoli frutti di bosco e delicata speziatura.
Aromatico, intrigante, ruffiano.

Si abbina perfettamente alle eccellenze marchigiane: al salame di Fabriano e al ciauscolo se pensiamo ad un antipasto, a un piatto di pappardelle con il ragù e addirittura convola a nozze con il brodetto di pesce alla moda di Ancona.

La temperatura perfetta per servirlo è tra i 16 e i 18 gradi.
Non necessita di lunghi tempi d’attesa per essere degustato e tantomeno di bicchieri importanti.

Il Lacrima di Morro d’Alba è, come le Marche stesse, il lato B del settore vinicolo dell’Italia centrale.

Quindi, abbandonate i sentieri già battuti e lasciatevi conquistare.

Fonte: www.comune.morrodalba.an.it

Crediti fotografici: www.comune.morrodalba.an.it

Dorina Palombi
Nata a Pavia, una nonna veneta, un nonno marchigiano e un certificato di adozione ligure. Co-fondatrice de Le Marchese del Gusto.Affamata e viaggiatrice, racconto il cibo e le persone con musica adeguata e un bicchiere di vino accanto alla tastiera.
Colleziono rossetti rossi, piatti e Moleskine. Cucino scalza, bevo bollicine e sogno una vita vista mare.

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