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L’aperitivo come una volta: il Punt e Mes

Sandra Salerno ci fa fare un bel giretto in una magnifica Torino: dal “Punt e Mes” a due caffè torinesi in cui gustarlo, passando per la Storia … 
Di Sandra Salerno

Un punto di dolce più mezzo punto di amaro, una ricetta nata nel 1870 e che deve il suo nome a un agente di borsa che preso da una discussione sul valore in punti di un titolo ordinò il suo vermuth rosso corretto amaro, così, in dialetto piemontese: ‘un punt e mes‘. Nasce per gioco o quasi, una delle icone torinesi per eccellenza in fatto di aperitivo, il Punt e Mes della Carpano. Servito nei migliori caffè della città sabauda, ha riscosso e riscuote ancora oggi molto successo. Si dice dei piemontesi/torinesi che siano dei ‘bogia nen’ (tradotto letteralmente ‘non muoverti’) e spesso si burlano di noi per questo, additandoci come persone lente, soprattutto nel cambiare le proprie abitudini, anche in fatto di bevande o tradizioni gastronomiche. Anche se in realtà la storia di questa esclamazione è ben diversa…

Il 19 luglio del 1747, durante la guerra tra la Francia e il Piemonte ci fu la storica battaglia dell’Assietta. 20.000 francesi varcarono il confine ed entrarono in Piemonte con lo scopo di conquistare Torino, i piemontesi avuta la notizia raccolsero quanti più uomini poterono per poterli bloccare, ma riuscirono a radunarne solo 5.000 essendo molte truppe a Genova a fronteggiare un’insurrezione. I piemontesi quindi costruirono uno sbarramento sul colle dell’Assietta e lì attesero i francesi, che arrivarono la mattina del 19 luglio,  e si divisero in tre colonne, di cui una attaccò sul fianco e una di fronte; l’attacco fu molto violento e i piemontesi privi di artiglieria diedero fondo a tutte le loro risorse combattive, ma i francesi erano davvero tanti e armati fino ai denti. Per questo motivo il comando piemontese diede l’ordine di ritirata, ma il comandante Novarina si rifiutò per ben tre volte di eseguire l’ordine rispondendo “Dite a Turin che da sì nojàutri bogioma nen! (Dite a Torino che noi da qui non ci muoviamo)” . I soldati Piemontesi vista la determinazione del loro comandante iniziarono a urlare “Bogia nen!” (non muoverti!) per incoraggiarsi a vicenda e riuscirono a sconfiggere i Francesi. [si ringrazia Andrea Pedaggio per la parte storica]

Torniamo a noi e al culto dell’aperitivo a Torino.
Il nostro per esempio, quello che ci permette di fare due chiacchiere pre cena mentre si cucina e soprattutto restare sobri più a lungo (visto che è molto light) è così composto: 1/3 di Punt e Mes e 2/3 di bitter. Ghiaccio tritato e via. È buono, piace a tutti e di solito gli amici ci chiedono il bis! Per le anime alcoliche (almeno un pochino di più!) possiamo partire da una base di Punt e Mes e inventarci un Fake Negroni: ghiaccio tritato, 1/3 di Punt e Mes, 1/3 di Gin e 1/3 di Bitter. Per finire aggiungere una fetta d’arancia, et voilà. L’aperitivo è servito.

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Caffè Mulassano dove si respira ancora l’aria della Torino di una volta. Il caffè nasce nel 1907. Qui furono inventati i tramezzini, fu il caffè per antonomasia di Casa Savoia. Amato da Gozzano.

Caffè Baratti & Milano, dal 1875. Si trova proprio a fianco del Caffè Mulassano, in piazza Castello. Ferdinando Baratti ed Edoardo Milano, nel 1858, aprirono un piccolo negozio in via di Dora Grossa (oggi Via Garibaldi); nel 1875, il successo lo trasformò in confetteria in Galleria Subalpina e, per l’Esposizione Universale del 1911, si ampliò col Caffè sotto i portici di piazza Castello. Altro indirizzo imperdibile per i torinesi  e non solo. D’inverno è bello sedersi in vetrina a guardare i passanti. Sorseggiando un Vermuth.

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Sandra Salerno
Sandra ha 45 anni, da circa 7 vive di una passione totale ed estraniante per tutto quello che ruota attorno al mondo food, passando per vino, locali e viaggi. Da 5 anni questa passione ha cambiato la sua vita ed è diventata la sua professione. Ricette, recensioni, racconti di viaggio e consulenze sono il suo pane quotidiano. Per gli amici è Sandra. Per la rete è @toccodizenzero.

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