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L’Oste della Bon Ora: il salotto della buona cucina

L’Oste della Bon Ora: un luogo magico a pochi chilometri da Roma.

Scritto da Giada Barbera

L’Oste della Bon Ora

Quasi per caso, ci siamo ritrovati a cena dall’Oste e da Marisa, sua moglie, proprio durante una serata organizzata per rendere omaggio alle Grandi Donne della cucina francese. Niente di più calzante per me, dichiarata amante della Francia e femminista tenace.

Ci accoglie l’Oste, anfitrione esuberante, che ci introduce nel meraviglioso salotto che è il loro ristorante.
Librerie di legno a tutta parete, tavoli rotondi di legno antico (ma tutti diversi), bellissima luce e libri selezionati: come fare a non amarlo?

Insieme a Marco e Barbara, ascoltiamo incantati l’Oste e le sue storie, sulle Donne (si, con la D maiuscola!) e sulla cucina, sui viaggi in Francia per approfondirne la cultura culinaria, su come si sono conosciuti e innamorati lui e Marisa, da giovanissimi, nella fervida attesa di iniziare il nostro percorso culinario che ci condurrà nella Francia che amo, gustando rivisitazioni di piatti che hanno fatto la storia della cucina mondiale.

E mentre noi gustavamo un ottimo vino e ascoltavamo romantiche storie, Lei, Marisa, in cucina insieme a una brigata di livello, pensava a coccolarci rendendo al contempo omaggio alle donne in cucina, oggi spesso sottovalutate rispetto agli chef uomini, più richiesti e più cercati.

Quote rosa a parte, l’impressione che mi ha accompagnato nella strada del ritorno è di aver cenato nel salotto di un amico, padrone di casa perfetto, mentre gustavo una cucina di livello, preparata da una Chef che sa il fatto suo!

L’Oste della Bon Ora – Location

La cena ha avuto inizio con l’entrèe offerta dalla Chef, una Vellutata di Lenticchie, che così buona, a me, non è mai venuta.

L’Oste della Bon Ora- Vellutata di lenticchie

L’Oste della Bon Ora – Vellutata di lenticchie

Il piatto che segue è la prima reinterpretazione della serata di un piatto della Mere Bourgeois a Priay,una Crema di Patate e Porri, servita con una grattuggiata (abbondante) di lingotto di Caviale Calvisius: morbida e accogliente, oltre che super gustosa.

Crema di patate e porri con caviale Calvisius

L’Oste della Bon Ora – Crema di patate e porri con caviale Calvisius

Inizio perfetto per accogliere al meglio il piatto che non vedevo l’ora, tra tutti, di assaggiare: le Fettuccine al Burro e Caviale Oscietra!

Fettuccine al burro con caviale Oscietra

L’Oste della Bon Ora – Fettuccine al Burro con Caviale Oscietra

I sapori semplici, si sa, sono i migliori, e io amo le fettuccine al burro, specie se cucinate bene, e queste lo erano davvero. Un’abbondante porzione mi guardava golosa dal piatto, invitandomi ad assaggiare la versione arricchita con il Caviale Oscietra, che non avevo mai provato, ma che ha conquistato, senza ombra di dubbio, il primo posto a pari merito con le fettuccine al burro e tartufo bianco. Anche le fettuccine erano una reinterpretazione di un piatto di una grande chef, con un passato da 3 stelle Michelin, Madame Point Vienne Lione.

Mentre mi leccavo ancora i baffi fatti di caviale, l’Oste ci ha servito il Salmone all’Acetosella, una meravigliosa, morbida e carnosa reinterpretazione del piatto della Famiglia Troisgros, manco a dirlo, 3 stelle Michelin.

Salmone all'Acetosella

L’Oste della Bon Ora – Salmone all’Acetosella

Quando stavo per arrendermi, è arrivato il turno del Pollo alla Mere Blanc, reintepretazione del nipote della signora che si era inventata la crema di patate di cui sopra, che, bisogna dirlo, ha preso 3 stelle Michelin anche lui, dopo la formidabile nonnina.

Pollo alla Mere Blanc

L’Oste della Bon Ora – Pollo alla Mere Blanc

Ormai avevo sbottonato anche il jeans e non riuscivo a stare più seduta come una signorina dovrebbe, che ci sferzano il colpo finale con un’irresistibile Charlotte di Mele, reintepretazione di un piatto della Mere Brazier che, qui vi stupisco, non aveva solo 3 stelle Michelin, bensì 6, con due ristoranti!

Charlotte di mele

L’Oste della Bon Ora – Charlotte di mele

Menzione d’onore per l’Oste che, dal canto suo, era deputato non solo alla parte ludica, ma anche a quella alcolica, con risultati di tutto rispetto.

Che ve lo dico a fare: donne anche in cantina, da Marisa Cuomo (famosa vignarola della Costiera) a Elisabetta Foradori, con il suo granato, fino al moscato.

L’Oste della Bon Ora – Cantina

Concludo la mia analisi con un dettaglio dell’arredamento che mi ha colpito come non mai, abbastanza insolito da sottolineare, lo so, ma devo ugualmente condividerlo con voi, ovvero il bagno! Il pensiero alle donne la fa da padrone: collant per le signore, profumi francesi delicati come una nuvola e fiori freschi mi hanno lasciata d’incanto e ho ricordato, proprio lì, provando l’acqua di colonia alla lavanda, quanto noi donne possiamo essere meravigliose.

L’Oste della Bon Ora – Dettagli location

Il sorriso dolce di Marisa e la simpatia dell’Oste, l’ottima cucina e l’accoglienza affettuosa, i piatti generosi e l’arredamento curato, sono le cose che quella splendida serata mi hanno lasciato nel cuore.

Tornerò quanto prima, perché quel posto ti resta dentro. Ancora una volta, viva le donne che, ogni giorno, rendono grande la cucina (e non solo) a riflettori spenti!


Informazioni:

L’Oste della Bon’Ora
Viale Vittorio Veneto 133
Grottaferrata (Castelli Romani) – Roma
http://www.lostedellabonora.com

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