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Mauro Lorenzon ovvero l’ospitalità

Andrea racconta cosa ha significato per lui l’incontro con Mauro Lorenzon alla Mascareta di Venezia.
Di Andrea Toniolo

“Venezia è un albergo, San Marco è senz’altro anche il nome di una pizzeria, 
la gondola costa, la gondola è solo un bel giro di giostra”. 

Così cantava Guccini in una nota strofa della canzone dedicata al capoluogo Veneto. In poche parole riassume un concetto che, soprattutto per chi Venezia la frequenta sin dall’infanzia, rappresenta l’ormai triste decadenza turistica di questo luogo, una città che sempre di più assomiglia ad una disneyland per stranieri, una caricatura di se stessa.

Trovandoci qualche giorno in città per la biennale del gusto, decidiamo, la sera, di girare alla ricerca di qualcosa di interessante. Il classico giro dei bacari, termine veneziano che identifica le osterie tipiche della città, ci lascia, però, piuttosto delusi. Oltre ai prezzi, quasi mai giustificati dall’offerta, il comportamento dei proprietari e dei lavoratori dei vari esercizi è sempre meno cordiale e neanche lontanamente vicino a ciò che un oste dovrebbe fare all’interno della propria attività.

Stanchi dalla giornata in fiera, decidiamo così di incamminarci verso casa e, questa è una delle cose che a Venezia non cambieranno mai, all’altezza di Santa Maria Formosa, ci perdiamo. Spesso nella filosofia il perdersi, l’uscire dal percorso segnato, rappresenta un passo fondamentale per ritrovarsi veramente, per ritrovare realmente noi stessi.

Ora, senza scomodare pensieri più grandi di noi, quel perderci ci ha fatto scoprire un luogo di Venezia per il quale il tempo sembra non essere mai trascorso. Camminando alla cieca arriviamo davanti alla Mascareta. Enoteca famosa di Venezia, che molti di noi conoscevano per fama, ma nella quale, purtroppo, nessuno di noi era ancora stato. Vista l’ora, dubbiosi sul da farsi, decidiamo di entrare a bere un bicchiere. Appena entrati, dall’aria che si respirava, abbiamo percepito subito che questo non era un locale come tutti gli altri, che era presente il fascino di quelle osterie, enoteche, bacari autentici, ormai quasi scomparsi dalla laguna. Ad accoglierci il proprietario, enologo tra i più considerati nel panorama italiano e produttore vinicolo, Mauro Lorenzon. Baffo bianco sbarazzino, un gilet e un papillon con esplosioni di colore e ai piedi un paio di converse All Star di diverso colore, tutto ciò che non ti aspetti dal “classico” sommelier e da un locale presente in tutte le maggiori guide italiane. Lorenzon ci accoglie come “in famiglia”, dopo averci fatto accomodare e consigliato una bottiglia, si siede a chiacchierare e a spiegarci le particolarità del vino che stavamo bevendo. Ci illustra la sua filosofia sui vini, la sua battaglia contro l’utilizzo di solfiti e la passione per i vini naturali. Premettiamo: la conoscenza del sottoscritto, come quella dei miei commensali, dell’enologia è piuttosto basica, per non dire superficiale, ma la passione di Mauro, il quale pretende più volte che gli venga dato del tu, ti trasporta anche se non hai le dovute competenze.

Alla Mascareta entri da ateo del vino ed esci da credente. In pieno possesso di quella goliardia veneta che caratterizza la regione, Lorenzon scherza, canta, fa assaggiare i  suoi vini, li spiega, passando da un tavolo all’altro come un vero oste deve fare. Il cibo è ottimo, il vino superlativo, ma ciò che ha lasciato tutti senza parole è l’ospitalità, quell’ospitalità data dalla passione per il proprio mestiere, per quello che, guardando Lorenzon, più che un lavoro sembra una vocazione. Nelle successive serate siamo tornati sempre in questo locale e sempre più numerosi, gli episodi da raccontare sarebbero troppi, visto che ogni volta che si entra in questo posto l’idea è quella di aver fatto una vera e propria esperienza. Ci saranno altri articoli, più specifici su ciò che abbiamo bevuto, sui prodotti che il locale offre, che pubblicheremo su Honest Cooking, ma questa voleva essere una presentazione di un eno(i)teca (così vuole Mauro) che è un tutt’uno col suo oste.

Ringrazio Mauro Lorenzon, oltre per come ci ha trattati in quelle serate, per ciò che porta avanti, per la passione che mette nel proprio lavoro, che rappresenta uno stimolo vero per tutti coloro che vogliono lavorare nel settore enogastronomico. Un personaggio unico e di altri tempi, che mantiene ancora in vita Venezia.

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Andrea Toniolo
Andrea Toniolo è esterofilo fin dalla nascita. Per quanto riguarda il cibo non fa eccezione, coltiva nell'infanzia e nell'adolescenza una passione per la cucina orientale e fusion. Ama i piatti elaborati, la cucina creativa e il food design. Studente di copywriting presso lo IED di Milano, considera l'estetica del piatto importante alla pari del gusto.

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