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Muffin alla zucca con mele e bacche di Goji

Un camino acceso, una racconto del nonno ed una merenda dolcissima.

Scritto da: Giulia Vigoni
Il piccolo Goji si stava annoiando nella piccola capanna di paglia in cui viveva con i genitori e i nonni.
La mamma stava preparando la Tsampa e lasciava alle sapienti mani della nonna la preziosa carne di yak.
Faceva caldo nella casetta e il papà e il nonno lo sapevano bene, seduti accanto al fuoco scoppiettante. Riposavano dopo una giornata di lungo lavoro e si godevano il tepore della capanna e della famiglia riunita per cena.
Ma il piccolo Goji non sapeva che fare: fuori pioveva e faceva freddo, il pancino brontolava per la fame e il piccolo iniziò a misurare a lunghi passi la piccola stanza della casa.
-Goji- lo chiamò il nonno attirando l’attenzione del bimbo – vieni qui sulle mie ginocchia, voglio raccontarti una storia. Hai voglia di ascoltarla?
Il piccolo senza dire nulla si accoccoló sulle gambe dell’anziano che subito sorridendo iniziò a trasportarlo nel mondo della fantasia:
“C’era una volta, tanto tempo fa, quando le scimmie avevano ancora voglia di chiacchierare con gli essere umani, un giovane uomo che veniva spesso deriso per la sua debolezza fisica.
Era molto minuto ed esile, ma questo per lui non aveva mai rappresentato un problema: si sentiva leggero come una farfalla, agile come in felino e riusciva quasi a volare da un albero ad un altro, da uno spuntone di roccia all’altra.
Ormai conosceva la foresta palmo a palmo, tutti gli animali gli erano amici e gli volevano bene.
 Loro non lo prendevano in giro, si divertivano insieme al giovane che si arrampicava sugli alberi con le scimmie, faceva gare di velocità con il leopardo delle nevi e passeggiava con takin e yak.
Un giorno, durante una delle sue esplorazioni nella foresta, sentì dei lamenti provenire da una radura: un grande orso era rimasto imprigionato in una fossa nascosta sotto il fogliame.
Il giovane cercò di aiutarlo ma non trovò né appigli né corde o liane.
Vide le sue braccia così magre e per la prima volta pensò con tristezza alle derisioni dei suoi coetanei: non era dispiaciuto per le prese in giro ma perché proprio a causa della sua gracilitá ora non riusciva ad aiutare quel povero orso che piangeva divincolandosi e cercando di uscire.
Senza demordere provò ad issarlo fuori dalla fossa con tutte le sue forze, ma ben presto le energie iniziarono a venire meno.
Con il viso a terra e le lacrime che gli rigavano le guance, il giovane iniziò a disperare per non riuscire a trarre in salvo l’orso che ormai,mesto se ne stava accucciato in quell’angusto spazio.
Ad un tratto un topino si avvicinò al naso del nostro amico e gli porse una piccola bacca di forma allungata e di un bellissimo colore rosso brillante.
“Mangiala! Vedrai che sentirai l’energia della terra scorrere dentro di te”.
E così come era comparso, il topino sparì.
Il giovane, un po’ scettico, mangiò la bacca: d’altronde non aveva molta scelta e non aveva nulla da perdere.
Un sapore dolce con un retrogusto amarognolo gli avvolse il palato e subito una sensazione di benessere e forza lo invase.
Sentiva l’energia della tigre esplodergli nelle vene e subito si sentì rinvigorito.
Tese la mano all’orso sporgendosi sulla fossa e senza alcuno sforzo riuscì immediatamente a tirarlo fuori.
Finalmente libero, l’orso lo ringraziò e gli fece dono di una piccola ampolla in cui era contenuta l’acqua magica del pozzo di cui era custode, il pozzo della Giovinezza.”
 – Nonno, ma il Pozzo della Giovinezza dov’è? Esiste davvero? – chiese speranzoso e emozionato il piccolo Goji.
– Ma certo che esiste, ed è più vicino di quanto pensi! Guarda la nonna, secondo te come fa a essere così bella?- disse il nonno sorridendo al piccolo, mentre guardava innamorato la moglie indaffarata che si muoveva aggraziata tra i tegami e le spezie.
La donna si voltò radiosa verso il marito e il nipotino: la lunga treccia argentata oscillò sulle sue spalle mentre un sorriso ancora giovane e luminoso si allargava tra i solchi di saggezza che gli anni avevano lasciato sulla pelle ancora fresca e candida del suo viso.
Si avvicinò e dolcemente offrì loro dei dolcetti profumatissimi appena sfornati: Muffin alla zucca con mele e bacche di Goji, quelle che il piccolo aveva raccolto quella mattina nel giardino di casa senza accorgersi che, tra gli intricati rami e il fogliame dei cespugli, si nascondeva un piccolo pozzo incantato.
 
Muffin alla zucca con mele e bacche di Goji
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Preparazione:
Cottura:
Complessivo:
Porzioni: 12
Ingredienti
  • 150 g di farina 00
  • 140 g di polpa di zucca
  • 120 g di zucchero di canna
  • 60 ml di olio di semi
  • 2 uova
  • 25 g di bacche di Goji essiccate
  • 1 mela
  • Mezza bustina di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • Semi di girasole q.b.
Istruzioni
  1. Fate cuocere a vapore la zucca già pulita e tagliata a pezzetti.
  2. Schiacciatela con una forchetta e ottenete una grossolana purea.
  3. In una terrina sbattete le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto spumoso.
  4. Aggiungete l'olio di semi, la polpa di zucca e continuate a mescolare.
  5. Unite il lievito, la farina e la cannella e mescolate.
  6. Sbucciate la mela e tagliatela a pezzettini, aggiungetela al composto insieme alle bacche di Goji e amalgamate bene tutti gli ingredienti.
  7. Riempite per ¾ gli stampini dei muffin  (che io ho rivestito con dei pirottini colorati) e cospargete la superficie con qualche seme di girasole.
  8. Fate cuocere i muffin a 180°C in forno già caldo per 20 minuti e infine fate raffreddare.
  9. Salute ed energia assicurati! ;)
Amo sperimentare, adoro cucinare e ritrovarmi sempre con le mani in pasta mentre rifletto su tutto e di più, da brava studentessa di filosofia.
Per me dilettarmi in cucina non è solo rilassante e terapeutico, è un modo per sentirmi a casa, per dimostrare la cura e l’affetto verso le persone che amo. È un modo per divertirmi da sola o in compagnia, per ridere e scherzare, per chiacchierare e per assaggiare sapori
sempre nuovi. È il mio trucco per spezzare la quotidianità in modo dolce e alternativo, di ritrovare il sorriso quando magari si nasconde un pochettino…è un modo come un altro per dire “sono felice”.

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