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Norma: una pasta di donna

C’era una volta la pasta alla Norma. Ma perché si chiama così?

Scritto da Giorgia Fieni

honest cooking storia della pasta alla norma

Storia della pasta alla Norma

Di solito questa espressione si usa per quelle femmine che sono talmente tranquille da sembrare facilmente malleabili…come l’impasto sul tagliere. In questo caso invece si tratta di una donna che ha dato il suo nome a un primo piatto, ma non una costei qualsiasi: è quella che vorrebbe uccidere i suoi bambini e suicidarsi, desistendo poi dai suoi propositi, la stessa che si trova nel mezzo di una guerra tra Galli e Romani e non esita a brandire il pugnale e a sacrificare se stessa e l’uomo che ama, ed è pure quella che immaginiamo attraverso la voce di Maria Callas ma il cui nome è semplicemente Norma.
Un carattere tanto sfaccettato ha ispirato una pasta molto ricca e corposa, con melanzane fritte, ricotta e sugo di pomodoro, la quale ha il profumo e i sapori della Sicilia di Vincenzo Bellini, il catanese che ha composto l’opera. È però conosciuta e cucinata in tutta Italia…e non solo: nel 2014 è entrata nella lista delle 20 ricette più cliccate sul sito del New York Times: La preparo in continuazione quando è la stagione delle melanzane. Per me è il piatto di pasta migliore che esista, ha commentato Mark Bittman. Norma ha saputo dunque “imporsi” anche in cucina e tutti abbiamo compreso che preparare questa ricetta significa portare in tavola un intero mondo di emozioni. Il che vale ovviamente pure quando ci discostiamo dalla tradizione.
Con le aggiunte. Pesce spada e mandorle (o ricotta affumicata). Mozzarella di bufala, peperoncino e pangrattato per la gratinatura finale. Pesto al basilico (sopra ai conchiglioni farciti con l’usuale condimento). Paprika affumicata e peperoncino in polvere.
Con le variazioni. Vegformaggio aromatico o tofu affumicato per i vegetariani/vegani. A involtini, con gli spaghetti nelle fette di melanzana e la ricotta come copertura, perfetti per essere preparati in anticipo, cotti all’arrivo degli ospiti e serviti come primo piatto o come finger in un buffet. In lasagnetta, tipo parmigiana, o sulla pizza (o nel calzone), tanto per celebrare il sud. Pomodori al forno al posto del sugo. Particolare è l’idea di condire la pasta con pomodori e basilico, arricchirla con polpette di melanzane, menta e ricotta e dare un tocco raffinato con bucce fritte di melanzana ed emulsione di basilico. Usata come ripieno per i paccheri al forno o i calamari grigliati. Jamie Oliver la trasforma in polpette (con l’aiuto di manzo e maiale) e la serve sulla polenta. Benedetta Parodi la chiama “Scrigno di Venere”: Invece della classica pasta di grano duro, bisogna usare le tagliatelle e tutto va poi gratinato al forno e racchiuso in un guscio di melanzane fritte.
Norma può così esprimere in pieno il suo carattere e mostrarsi battagliera anche al palato!

Giorgia Fieni
Laureata in scienze e tecnologie alimentari. Dottorato di ricerca in economia e sistemi agroalimentari del bacino del Mediterraneo. Cura il suo blog e non solo: collabora con Eurocarni, Premiata Salumeria Italiana, il Pesce, ZeroSette e talvolta è pubblicata anche su Civiltà della tavola. Le piace “scavare” dietro prodotti e ricette: scoprirne la storia e le innovazioni.

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