Socialize

FacebookTwitterRSS

Cerca nel sito

Pasta Mancini e la Festa della Trebbiatura

Il 6 luglio 2016, Honest Cooking insieme a Dorina Palombi ha partecipato alla festa della Trebbiatura organizzata da Pasta Mancini, nella Marche.

Scritto da Dorina Palombi

 

Pasta Mancini

Questa volta, per raccontarvi un’eccellenza delle Marche parto da un video.

Solo poi arriveranno le parole.
Un passaggio fondamentale per raccontare un luogo, prima ancora del prodotto, perché proprio dalla terra dobbiamo partire.

Ora, dopo avervi emozionato con l’incanto delle morbide Marche, posso iniziare a parlarvi di Pasta Mancini e del bellissimo evento a cui ho potuto partecipare qualche giorno fa a Monte San Pietrangeli dove ha sede l’azienda.
Massimo Mancini è il padrone di casa del pastificio di famiglia in provincia di Fermo che ha la particolarità di produrre il grano che poi diventerà pasta, senza affidarsi a contadini esterni. Un km zero che di più non si può!
Dai 40 ettari originari oggi il pastificio ne conta più di 200 con 7 differenti tipologie di grano (Levante, San Carlo, Maestà, Don Matteo, Athoris, Odisseo e i Turanici) per garantire qualità e potenziale produttivo.
Il risultato è unico, con una pasta ruvida che accoglie il sugo e si dona ad esso con il profumo e il sapore del grano gonfio di sole

È come se la lavorazione artigianale fosse una grossa lente d’ingrandimento puntata sulla materia prima: ne enfatizza le caratteristiche, ne svela i segreti, ne racconta la storia. Per questo, ottenere un piatto di pasta sano, nutriente e gustoso significa ponderare con attenzione tutte le scelte, a partire dalla selezione delle varietà di grano duro.

 

 

Pasta Mancini Festa della Trebbiatura

Il 6 luglio c’è stata la Festa della Trebbiatura, un momento che la famiglia Mancini ha voluto condividere con gli chef di Chic e diversi giornalisti. L’appuntamento, fissato per le 17, è stato aperto da una merenda vintage a base di ciambellone e bevande (buonissima quella del contadino con vino bianco e gazzosa), distribuzione di ventagli e cappelli di paglia e chiacchiere per conoscersi un po’.
Poi il giro tra i diversi campi ha avuto inizio: scoprire le differenze tra i metodi antichi e moderni di trebbiatura, identificare i diversi tipi di grano e le peculiarità di un buon raccolto o di un’annata meno favorevole, imparare le tecniche di stoccaggio del grano e infine vederlo diventare pasta e apprendere quali caratteristiche deve avere un buon formato di spaghetto.

festa della Trebbiatura

Massimo Mancini

Michele Biagiola

La serata, al calar del sole, si è conclusa nel pastificio con una cena condotta dalla maestria disarmante di Michele Biagiola.
Il primo piatto è stato il signature dish dello chef di Macerata: alla base una vellutata di zucca bianca freschissima e sopra, con precisione millimetrica, erbe spontanee e fiori da assaggiare singolarmente per avere sensazioni differenti e non per forza piacevoli.
La bellezza di questo piatto è che muta al mutar delle stagioni regalando sempre colori ed emozioni mai uguali a seconda del raccolto della giornata e dei prodotti del momento.

Pasta Mancini

Poi l’emozione più pura nella lunghissima tavolata apparecchiata accanto al pastificio.
Davanti la bellezza del fermano al tramonto.
Intorno la semplicità delle cose genuine cadenzate da una musica pressoché perfetta.
Lo chef Biagiola ha quindi deciso di proseguire la serata come si farebbe a casa, tra amici: una pasta fatta con il sugo di papera, oca al forno con le patate, crostatina alle pesche e cocomero (nelle Marche non chiamatela anguria) fresco a concludere.

Non avrei potuto chiedere di più per ambire alla serata perfetta. Ritrovarmi al tavolo con persone conosciute poco prima e godere di buon cibo, chiacchiere leggere e vino fresco come se fossimo amici da sempre.
Grazie alla famiglia Mancini per la bellissima occasione di approfondimento del legame tra qualità e territorio.

Dorina Palombi
Nata a Pavia, una nonna veneta, un nonno marchigiano e un certificato di adozione ligure. Co-fondatrice de Le Marchese del Gusto.Affamata e viaggiatrice, racconto il cibo e le persone con musica adeguata e un bicchiere di vino accanto alla tastiera.
Colleziono rossetti rossi, piatti e Moleskine. Cucino scalza, bevo bollicine e sogno una vita vista mare.

Ti è piaciuto il nostro post?
Diccelo con un commento o con un semplice like

Commenti

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Hummus senza Tahina
Tim Ho Wan (Hong Kong): il ristorante stellato più economico del mondo
Bento Box – le monoporzioni “alla moda” per il pranzo fuori casa