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Pig Of The Week – Il mercato “sporco” del maiale

Per ogni maialino felice prima o poi arriva l’ora di diventare una spalla arrosto con fagiolini bianchi, ma c’è un orribile storia da raccontare sull’allevamento intensivo dei maiali.
Di Lars Hinnerskov Eriksen

Pig Of The Week - Il mercato "sporco" del maiale

Nelle ultime due settimane ho conosciuto tanti maiali felici. Un gestore di due ristoranti nel mio piccolo angolo di Scandinavia hanno seguito alla lettera le parole di Fergus Henderson e hanno deciso di adottare la filosofia culinaria ‘nose2tail’ (cucinare dal naso alla coda).
Questi ristoranti sono il “Bastard in Malmo” e “Nose2Tail” a Copenhagen – sono entrambi locali dove i maiali allevati naturalmente e in zone non troppo lontane sono al centro del menù.

Ma per ogni maiale felice che diventa una spalla arrosto con fagiolini bianchi, c’è un orribile storia da raccontare sull’allevamento intensivo dei maiali.
Nessuno fino ad oggi aveva raccontato cosi bene la storia come Tracy Worcester nel suo documentario in inglese ‘Pig Business’, che spiega come l’allevamento intensivo danneggi e produca enormi costi sull’ambiente e sulla nostra salute.

Mentre gli allevatori di grossi maiali sosterranno la tesi del basso costo, Pig Business mette in luce quei costi nascosti d’inquinamento, crudeltà verso gli animali e, come l’uso di antibiotici nell’agricoltura e nei mangimi possa contribuire a sviluppare ceppi di batteri resistenti ai farmaci come la E.coli e la MRSA.

Tracy Worcester non deve essere trattata come la classica guerriera eco-chic (è sposata con il marchese di Worcester, dalla Casa della famiglia Beaufort) perché il suo cuore è indubbiamente nel posto giusto. (Parlando del suo matrimonio alla rivista Observer ha detto: “Quando ho sposato Harry, nel 1987, con il suo cavolo di titolo nobiliare, ho pensato: Ora non dovrò più pagare nessun mutuo o altro genere di cose.. Cosa mi interessa davvero fare nella vita?”). Non ha accusato nessuno direttamente nella sua ricerca della verità su come SmithfieldFoods, industria dedita all’allevamento e produzione di carne suina, stia interpretando le leggi europee per aprire nuovi allevamenti di maiali in Polonia.

Channel 4 nel Regno Unito, ha dovuto posticipare la trasmissione del documentario fino a quando non fossero state adottate le modifiche necessarie per non infrangere le leggi, ma grazie a una campagna pubblicitaria molto aggressiva e sostenitori di spicco, come Robert Kennedy Jr. (figlio del compianto Bobby Kennedy), ora il film è disponibile gratuitamente su youtube. Alcuni mesi fa è stato proiettato davanti a una grande folla a Capitol Hill a Washington e a febbraio è stato mostrato ai deputati del Parlamento europeo.

Lo stile adottato da Tracy nel suo documentario si differenzia da quello di Micheal Moore o Morgan Spurlock, ma le immagini (vi è una sequenza straziante di filmati che mostrano maiali morti che galleggiano in una pozza di sangue e rifiuti) sono molto forti e riuscirebbero a toccare anche chi non ha un pizzico di umanità e decenza.

In questi ultimi tempi siamo ossessionati dalla provenienza di ciò che mangiamo, ma a volte serve un documentario come Pig Business per farci aprire davvero gli occhi e modificare di conseguenza il nostro comportamento, non solo come consumatori e amanti dell’eno-gastronomia, ma anche come esseri umani responsabili.

Tenete gli occhi aperti e fate attenzione!

Lars Hinnerskov Eriksen
Lars Hinnerskov Eriksen vive a Copenhagen dove scrive di cucina e calcio per il Guardian. E’ vissuto per dieci anni a Londra, dove ha studiato giornalismo, iniziato a collaborare per il Guardian e consumato un “love affair” per la cucina britannica e i pub inglesi.

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