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Sense Memory: è il giorno del ringraziamento! Ecco come gli inconvenienti entrano a far parte dei ricordi.

Non è importante cosa c’è sul tavolo del Ringraziamento o che le cose siano perfette, ma chi vi siede accanto.
Di Denise Sakaki

Charles Schultz, creatore dei Peanutse di Snoopy aveva un modo del tutto insolito di scavare nel pathos delle vacanze e scoprire perché fossero così speciali, nonostante tutto il trambusto ed il fastidio. Che Linus stesse esplorando la fedein tempi moderni con la Grande Zucca, o  Charlie Brown stesse cercando di distruggere lo  status quo del commercialismo con il suo albero di Natale esile e triste, in ogni special TV traspariva un tema di ottimismo accattivante in un mondo altrimenti sfinito.  Il giorno del ringraziamento di Charlie Brown non faceva eccezione. Metteva l’eroe Charlie Brown nella posizione per nulla invidiabile di dover preparare un cenone per tutti i suoi amici, che si autoinvitavano maleducatamente a casa sua. Il buon vecchio Chuck ammette che l’unica cosa che sa cucinare sono i cereali, ma essendo il tipo che ama le vittorie facili, tenta in qualche modo di preparare un banchetto per gli amici. Il pranzo include pretzels, caramelle gelatinose, popcorn e toast. I suoi amici subito ne restano scioccati ed indignati, ma poi naturalmente subentra il buon senso e capiscono di non essere i destinatari di una cena mal pianificata, ma di un tentativo fervido e gentile di festeggiare insieme.Le difficoltà di un fervido scioccoci fanno ricordare che sono gli inconvenienti ad essere ricordati, quegli eventi strani che impediscono alle festività come il Ringraziamento di essere perfette come nelle cartoline.C’è così tanta pressione nel voler creare e realizzare la visione di Martha Stewart di come dovrebbe essere un pranzo perfetto, che invece sono proprio le cose imperfette a farci vivere momenti memorabili.

Gli scambi culturali sono perfetti per il più accattivante dei pranzi festivi, dove le persone si scambiano nuove tradizioni e ne adottano di nuove per loro stesse. Jenni, originaria della Finlandia, si ricorda di aver preparato un menu del Ringraziamento tipicamente Americano per isuoi amici finlandesi. A parte l’unicità di questa festa americana, la combinazione di cibo e sapori era diversa da qualsiasi cosa i suoi amici avessero mai sperimentato ed ha regalato loro un’esperienza culinaria incredibile.  Tacchino e salsa di mirtilli?Finlandia, quello è il sapore del Ringraziamento che ti manda fuori di testa. Michelle, una trapiantata a Las Vegas, ricorda i suoi primi giorni quando è arrivata a Seattle con il suo fidanzato, “Eravamo solo noi due ed andavamo a mangiare dim sum nell’International District. Ordinavamo gnocchetti ai gamberetti dal carrello. Una volta sazi di gnocchetti, andavamo al mercato a comprare il granchio … e poi facevamo un festino in mezzo al soggiorno, con giornali, granchio e crackers.” Sembra noiosa una festa a base di pesce fresco preparato in casa, purè di patate e salsa.

Sharon, da Portland, Oregon, ricorda quando i suoi suoceri iraniani hanno preparato un pranzo del Ringraziamento ed hanno fuso le tradizioni culinarie americane con quelle persiane. Per niente pratica con la preparazione del tacchino, sua nuora ha optato per un tacchino pre-cotto. Sono andati in un grande negozio di alimentari proprio nel momento più caotico ed hanno chiesto un tacchino già pronto, e sono stati indirizzati verso un piccolo fagotto già avvolto in un foglio rosso. Quando è inziata la festa, il tacchino è stato scartato per la gioia della tavolata impaziente. Sharon ricorda, “Quel pacchetto rosso sembrava familiare. La maggior parte dei persiani è musulmana. Quindi non è stata una sorpresa per me che quello fosse il tacchino più strano che avessero mai visto. Ho dovuto spiegar loro che era prosciutto. Carne di suino.” Diversi membri della famiglia, affamati, erano disposti a violare le regole della loro religione per provare il prosciutto (nato da un inconveniente nel comprare il tacchino), ma la maggioranza decise che il maiale doveva sparire. Non c’era da preoccuparsi, c’era ancora un sacco di cibo di cui approfittare, ed avevamo imparato una preziosa lezione sulla vacanza: attenzione ai pacchetti rossi.

Annie, che vive vicino a Phoenix in Arizona, condivide il tentativo della sua famiglia di realizzare un pranzo eco-sostenibile: “Biologico. Questo era il tema del Ringraziamento dei miei suoceri. Se non era cibo biologico, non poteva stare sulla tavola. Mia mamma era ancora un po’ irata per tutta la faccenda del cibo biologico durante il loro primo Ringraziamento, lei ha replicato “I Pellegrini hanno anche dato agli Indiani delle coperte insieme al vaiolo. Devo controllare nell’armadio se ne abbiamo qualcuna da portare?” Gli ingredienti biologici devono essere stati scarsi perché non c’era ripieno, niente purè di patate  e niente salsa. C’erano, tuttavia, un tacchino splendido, fagiolini, broccoli al vapore e altre verdure saporite.Il pranzo è stato eccezionale e la torta di mele era incredibile – a quanto pare la torta di zucca biologica non era disponibile – ma fino ad oggi mia mamma dice che ancora non abbiamo fatto un vero pranzo del Ringraziamento.‘Che Ringraziamento è senza salsa?’ ha chiesto durante il tragitto di ritorno a casa. L’anno successivo abbiamo celebrato il Ringraziamento a casa sua – e c’era un sacco di salsa.”

Susan, da Seattle, Washington,condivide uno dei suoi ricordi preferiti, simile al film “Home Alone,” dove i membri della famiglia hanno tutti programmi diversi e la lasciano sola nel giorno del Ringraziamento. “Dopo anni in cui trascorrere questa festività in famiglia era diventata una costante – sono rimasta sola. Beh, in realtà non ero del tutto sola. Ho trascorso una giornata assolutamente piacevole e indimenticabile, con una delle mie migliori amiche, rannicchiata sul divano con i nostri cani affettuosi e coccoloni, a bere champagne e a guardare quattro stagioni di Sex and the City. Non abbiamo rispettato nemmeno una delle tradizioni di questa festa, eppure è stato il Ringraziamento più rilassante – e delizioso – che io abbia mai avuto.”

Lasciamo che queste storie gentilmente condivise ci ricordino la cosa più importante mentre ci prepariamo con trepidazione a festeggiare il Ringraziamento – non è importante cosa c’è sul tavolo o che le cose siano perfette, ma chi vi siede accanto. Buon Ringraziamento a tutti.

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Denise Sakaki
Denise Sakaki è una scrittrice e fotografa freelance sempre alla ricerca di un collegamento tra cucina ed esperienze personali. Ha creato il blog di cucina "Wasabi Prime" e scrive per "Serious Eats" , "425 Magazine" e "Drink Me Magazine".

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