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Sense Memory: Il sapore di casa

Denise Sakaki con un altro viaggio nella memoria culinaria nella sua rubrica Sense Memory.
Di Denise Sakaki

Sense Memory: Il sapore di casa

Un profumo inebriante di zenzero unito all’aroma stuzzicante dell’aglio. La nota pungente e rinfrescante degli scalogni freschi appena affettati. Il crepitio inconfondibile dell’olio caldo quando gli ingredienti sfrigolano nella padella, rilasciando un profumo intenso nell’aria mentre la luce morente del giorno cede il passo al crepuscolo. Questo non è l’inizio dei preparativi di una cena al ristorante, è il rituale notturno del luogo più esclusivo della città –la cucina dei miei genitori, ed è ora di mangiare. Lo stress per la giornata di lavoro e le preoccupazioni se ne sono andate, perché ora, questo è tutto ciò che conta.

Il detto dice che non si può mai tornare a casa, ma ci sono sapori che vanno al di là di ogni descrizione e che immediatamente ci riportano nei luoghi del nostro passato.Può essere intimo e segreto come una tazza di latte freddo e cereali mangiati a mezzanotte,oppure familiare come il profumo dei biscotti appena sfornati e messi a raffreddare sul bancone. Quando vado a trovare mia madre e mio padre, è come se entrassi in una macchina del tempo. Mattinepigre a leggereilquotidiano. Nessun flusso infinito di informazioni che ti interrompono costantemente, perché i miei genitori non hanno bisogno di internet. Mi sento come se fossi ancora una bambina. C’è sempre tempo per uno spuntino pomeridiano, come quando tornavo a casa da scuola e c’era sempre qualcosa di buono in attesa sul bancone della cucina. Il rumore costante delle faccende domestiche, come lavare i piatti ed iniziare a preparare gli ingredienti, gli aromi di un imminente pasto ben organizzato. Non è un ritmo sconosciuto, ma forse è perché quando sono a casa mia, io sono quella che fa queste cose, e sembrano tutte una serie di voci da spuntare nella lista di cose da fare quotidianamente. Mi dimentico di ascoltare il battito del cuore della mia casa. I miei genitori mi viziano quando vado a trovarli, insistendo che mi rilassi sul divano come una teenager pigra, ed è in quei momenti che riconosco la melodia familiare di una famiglia con tutti i suoi ingranaggi e ruote girevoli. Diventa più evidente come il ruolo del cibo e della famiglia vengono inglobatinella vita.

Mia madre continua a cucinare I piatti che ha sempre preparato da quando ero bambina. Maiale in agrodolce. Zuppa portoghese di fagioli. Riso con chili. Familiari per qualcuno, oscuri per altri, questi sono i cibi di tutti i giorni con i quali i miei genitori sono cresciuti alle Hawaii. Sono un patrimonio culinario, piatti che vengono tramandati di generazione in generazione, sia in tempi magri che in periodi di abbondanza, questi piatti non cambiano mai.Mio padre è un abitudinario quando si tratta di mangiare, non si discosta mai dai suoi piatti preferiti, perciò è come se vivesse in una capsula che preserva l’esistenza del nucleo familiare. Mentre mia madre insiste nel dire di non essere una cuoca fantasiosa, la sua modestia ribadisce il fatto che lei sa esattamente quello che sta facendo.Manda Avanti il ristorante più duro ed esigente del mondo, da circa quarant’anni, una cucina che serve pasti 24/7, inclusi giorni festivi e fine settimana. Io l’accompagno nei suoi vari giri per i negozi di alimentari locali e per i mercati degli agricoltori, guardandola progettare accuratamente i pasti settimanali, sfruttare gli ingredienti, prendere scorciatoie dove possibile, ed avere sempre la cena pronta sul tavolo entro le sei di sera. Mi rendo conto di quante delle sue abitudini ho involontariamente adottato, mentre tento di bilanciare con efficienza la mia esistenza con gli impegni di lavoro. Non è un compito facile, in quanto la necessità di nutrire una famiglia è costante, e penso a lei spesso quando sto controllando la lista della spesa o cercando di pensare a quello che posso fare nel corso di una settimana intensa. In un tranquillo momento di onestà un pomeriggio, lei mi disse che non mi ha mai veramente insegnato a cucinare, che la maggior parte delle cose che faccio a casa mia sono cose che ho imparato da sola. Ma poi l’ho corretta, dicendole che anche se i piatti che escono dalle nostre cucine sono diversi, lei mi ha insegnato la lezione più importante di tutte: il valore e il vantaggio di cucinare per se stessi, e la voglia di continuare a imparare e provare cose nuove.Tutti possono seguire una ricetta, ma è qualcosa di completamente diverso riuscire ad instillare un senso di valore nella ricerca di un pasto cucinato in casa.

Le mie visite sono sempre troppo brevi,ma mi lasciano sempre un senso di chiarezza sorprendente.Non è il cachet di qualche segreto e raro ingrediente o il fascino di un nuovo prestigioso ristorante che rende il cibo così rilevante per le nostre vite. Un apprezzamento reale del cibo inizia per la maggior parte delle persone con la più semplice delle cose, un pasto semplice preparato con amore in un momento della nostra vita in cui l’amore era la cosa di cui più avevamo bisogno. I cibi di conforto sono un’estensione del nostro intimo, ci rivelano da dove veniamo, e ci trasportano inevitabilmente a casa quando ci sentiamo persi.E da qualche parte tra il passato e il presente, I pasti cucinati in casa riescono sempre ad avere un sapore migliore, come un promemoria che ci ricorda di non allontanarci mai troppo da chi siamo veramente.

Denise Sakaki
Denise Sakaki è una scrittrice e fotografa freelance sempre alla ricerca di un collegamento tra cucina ed esperienze personali. Ha creato il blog di cucina “Wasabi Prime” e scrive per “Serious Eats” , “425 Magazine” e “Drink Me Magazine”.

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