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Sparkling Notebook – a Chigny Les Roses da Pascal Mazet

L’incontro con un vignaiolo è sempre un qualcosa di eccezionale. Ivan è stato a Chigny Les Roses per incontrare Pascal Mazet e non è certo rimasto a bocca asciutta…
Di Ivan De Chiara

Nei miei precedenti viaggi in Champagne avevo visitato alcune delle Maison più famose come Ruinart, Pommery e Veuve Clicquot. Sono state tutte visite molto interessanti ma anche un po’ asettiche. Tutto è abbastanza standardizzato ed è giusto che sia così. Ma stavolta avevo voglia di tutt’altro…volevo l’imprevedibilità del vigneron! Le visite dai vigneron non sono mai banali, ti lasciano sempre un ricordo e così è stato anche da Pascal Mazet. Vignaiolo di Chigny Les Roses, mi ha accolto assieme alla moglie con l’entusiasmo che che si addice a chi produce Champagne.
Molto cordiali e disponibili; due cose mi hanno colpito: Il baffo metafisico di Pascal (Gadda ci avrebbe scritto almeno due o trecento pagine); la grande cantina scavata nel gesso nei primi del ‘900 e il fatto che Pascal fa il remuage a mano. Mi ha anche dato una dimostrazione di manualità girando 60 bottiglie in 30 secondi. Il dégorgèment a la volèe è un’ulteriore conferma che se la parola “artigianale” può ancora avere un significato ..siamo nel posto giusto!.
Siamo partiti con un Brut Tradition (42 pm, 30 ch, 28 pn) molto piacevole dai profumi di mela, arancia e frutti rossi per poi proseguire con un Brut Grande Reserve Premier Cru (45 pm, 30 ch, 25 pn) dal colore più carico e con uno ventaglio aromatico superiore. Sempre frutta rossa in evidenza ma anche il pan brioche, la mandorla tostata, molta mineralità e una speziatura di curry compongono un bouquet molto intrigante. In bocca sono molto piacevoli, senza un’acidità dirompente. Abbiamo poi continuato con il Millesime 2004 (34 pm,33, pn, 33ch) che ci ha colpiti per la dirompente mineralità e degli splendidi profumi evoluti di burro fuso, pasta di mandorle e limone candito. Infine abbiamo concluso con uno degli Champagne più golosi del mio viaggio, il Carte d’or Brut Premier Cru prodotto in sole 600/700 bottiglie l’anno. Ha un colore molto carico che fa da preludio alla ricchezza di profumi che ci attende.


Subito agrume di cedro e caramella al limone per poi continuare con Pan d’epices, curcuma, crosta di formaggio e gesso. Anche in bocca goloso è l’aggettivo più azzeccato con quella ricchezza di aromi che si abbracciano e si moltiplicano dopo la deglutizione. Uno Champagne per bevitori ingordi!
Un grazie di cuore ad un’autentica coppia di artigiani.

 

Ivan De Chiara
Ivan è un blogger, studente di letteratura moderna e degustatore ufficiale ais. Champagnista di religione, ama tutto quello che riguarda la sfera enogastronomica. Amatore con velleità da professionista.
www.viacolvino.blogspot.it

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