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Spoleto e gli Strangozzi alla spoletina

Gelmina ha scoperto gli Strangozzi alla spoletina durante la sua visita a Spoleto. Viaggio e ricetta nel post!
Di Gelmina Kaminskaite


Questa volta vi voglio raccontare di una città che mi ha colpito davvero e , senza dubbio, ha lasciato il segno nel cuore. Un luogo non solo bello, in Italia non è affatto difficile trovar bellezza in ogni angolo, ma affascinante, dove pace e calma e allo stesso tempo anche un’ energia si sente nell’aria. Nel centro d’Italia, nella regione d’Umbria tra la collina e la montagna, si trova Spoleto. La visitata di un paio di settimane fa con i primi fiori di primavera. Un pomeriggio, con il sole splendido,  mi sono inerpicata sulla rocca che sovrasta la città: da lì si apre un panorama mozzafiato non solo sulla città, ma anche sul orizzonte lontano, dove le montagne scompaiono come le onde morbide. Seduta per un attimo ad assaporarmi la natura, sulla panchina sotto il profumo del pesco fiorito, ero in estasi totale, tanto che quando ho ricevuto una telefonata il mio interlocutore mi ha chiesto se per caso non sono diventata il nuovo S.Francesco. A proposito del santo, il patrono principale d’Italia, pare che proprio alle porte della citta’, incontrando un cavaliere afflitto e in pessimo stato, non esitò a donare la sua armatura nuova in segno di pace e fratellanza allo sventurato. Vi ho detto che il posto è magico, qui si respira la pace e la commistione con la natura.

Lungo 236 metri ed alto circa 90, il Ponte delle Torri di Spoleto


La città ha storia millenaria: i primi insediamenti risalgono all’età del bronzo, poi gli antichi Romani ne fecero un baluardo di difesa contro Annibale, per poi non perdere lustro nel medio-evo e persino nel rinascimento. Tutte le “stagioni” hanno lasciato traccia visibili fino ad oggi. Uno degli esempi più noti, il viadotto romano, incredibilmente ben conservato, attraversandolo si raggiunge  solitaria Basilica di San Pietro, che  ha trovato il suo posto sulla collina di fronte, nel verde degli alberi.



La semplicità. La parola che descrive perfettamente  non solo i cittadini di Spoleto, ma anche la cucina locale. Una tradizione che si assapora: i frutti della terra sono molteplici, dalle olive dove si estrae un prelibato olio, agli ortaggi come il sedano di Trevi, per non parlare del tartufo nero che da Norcia a Spoleto trova la sua zona migliore per la raccolta. Il vino buono di certo qui non manca. Nella zona si producono sia vini rossi che bianchi, ma assolutamente da non perdere Il Sagrantino di Montefalco, uno dei migliori italiani, tanto che l’anno scorso e’ stato premiato tra i migliori vini europei. Il rosso dal nome  riconducibile ai Sacramenti  in quanto l’uva era coltivata dai frati che ne ricavavano un passito destinato ai riti religiosi, per poi essere trasformato e apprezzato come vino tutto pasto.







Dopo una settimana trascorsa in un luogo così accogliente voglio proporvi un piatto di pasta fatta in casa tipica spoletina, con un sugo casalingo semplice e familiare di quelle parti. Eccovi la ricetta degli Strangozzi alla spoletina, che poi sono come gli spoletini, semplici e buoni.




Strangozzi alla spoletina
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Categoria: Primo
Autore:
Preparazione:
Cottura:
Complessivo:
Porzioni: 4
Pasta fresca senza uova con sugo semplice al pomodoro di tradizione spoletina
Ingredienti
  • Per pasta fresca senza uova:
  • 125 g di farina 00
  • 125 g di farina di semola rimacinata
  • 130 g d’acqua fredda
  • un pizzico di sale
  • 1 cucchiaio d’olio evo
  • Per sugo alla spoletina:
  • 6-8 pomodori maturi
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 cucchiai d’olio evo
  • 1 peperoncino fresco o secco
  • 1 manciata di prezzemolo fresco
  • sale, pepe
Istruzioni
  1. Versate la farina 00 e la farina di semola ben mescolate su una spianatoia formando la classica collina, aggiungete un pizzico di sale. Fate il buco al centro, aggiungete l’acqua un pò alla volta e impastate. Quando l’impasto comincerà ad amalgamarsi, unite l’olio e continuate ad impastare fino ad ottenere un composto liscio e morbido. Ci vorrano circa 10 min, non perdete la pazienza e continuate.
  2. Avvolgete l’impasto con la pellicola lasciandolo riposare per 10-15 minuti in temperatura ambiente.
  3. Preparate il sugo: mondate i pomodori e tagliateli in quarti. Fate rosolare 2 spicchi di aglio con 2 cucchiai di olio extravergine di oliva in una padella; levate l’aglio non appena sarà imbiondito e aggiungete i pomodori e peperoncino sminuzzato. Salate a piacere, quindi lasciate cuocere per circa 20 minuti a fuoco dolce.
  4. Lavorate la pasta su un piano leggermente infarinato. Stendete una sfoglia dello spessore di 2 mm e arrotolatela su se stessa. Tagliate il rotolo così ottenuto a fettine spesse circa 1 cm che aprirete e separerete ricavandone delle lunghe fettuccine. Fate riposare su un canovaccio asciutto e pulito.
  5. Fate cuocere i strangozzi in acqua bollente per pochi minuti. Quando saranno al dente, scolateli e uniteli al sugo. Mescolateli, unendo abbondante prezzemolo tritato.
  6. Servite nei piatti con una spolverata di pepe a piacere.


Gelmina Kaminskaite
Si chiama Gelmina e raramente sente la terra sotto ai piedi. ln questo momento sogna un paio di cose molto terrene: una cucina più grande e almeno piccolo orto.
Un giorno, già tenendo nelle mani la laurea con specializazione in Fashion design, ha deciso di trasferirsi in Italia. Ed ecco che sono passati 4 anni assaporando il Bel Paese. E’ da un paio che sta registrando tutto ciò che fa nella sua piccola cucina, le emozioni e le sue nuove scoperte. Ma solo da poco condivide un misto di sapori, profumi, passioni e pasticci nel suo blog TartAmour.
Qui vuole svelarvi le sue gioie quotidiane, raccontarvi dei suoi viaggi e naturalmente farvi venire l’acquolina in bocca!

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