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SUMMA 2017: VENT’ANNI DI QUALITA’

Domenica 9 parile 2017 si è tenuta la ventesima edizione di Summa, appuntamento che riunisce i migliori produttori vinicoli del mondo.

Scritto da Marco dell’Igna

Irrinunciabile come ogni anno l’appuntamento con Summa, evento enoico organizzato alla perfezione da Alois Lageder a Casòn Hirschprunn e Tòr Löwengang, Magrè (BZ), e dedicato all’eccellenza vitivinicola internazionale; 83 vignaioli provenienti da Francia, Austria, Germania, Kazakhstan, Nuova Zelanda e USA si sono dati appuntamento alla Tenuta Alois Lageder per offrire in degustazione a circa 1.400 visitatori il meglio della loro produzione.

Il primo vino di questa ventesima edizione di Summa, chiamato a risvegliare il palato, è stato il Blanc de Blancs di Schloss GobelsburgPiacevole il naso, con sentori di pietra focaia e leggerissime note di ossidazione ben controllate; Perlage fine e stuzzicante, bella freschezza in bocca che invoglia subito ad un altro sorso.

Stuzzicato il palato con le bollicine mi sono subito diretto verso la mia grande passione: I riesling

Notevoli L’Hendelberg trocken 2015 e Il Doosberg trocken 2014 di Peter Jakob Kuhn. Naso con sentori di salvia,fiori bianchi e una spiccata mineralità per l’hendelberg. In bocca è teso,fresco con una bella progressione finale. Accenni soffusi di idrocarburi per il Doosberg al naso, seguiti da sentori minerali,di fiori freschi e agrumi. In bocca è potente, affilato come una lama, con una bellissima sapidità finale. Il sorso è lungo e persistente. Godibile sin da ora ma il tempo non potrà che migliorarlo ancora. Indimenticabile anche il successivo assaggio: Il Gaisohl 1996 in magnum di Dr. Burklin-WolfDal bellisimo color oro, al naso troviamo un sussurro di idrocarburi, seguiti a ruota da note fruttate di pesca, di miele e minerali. in bocca è fresco,teso,vibrante.

Dopo una meritata sosta all’area ristorante, dove ho ricaricato le batterie grazie a degli ottimi Fusilli di Verrigni con fondo bruno di vitello,pecorino e ricotta, era giunta l’ora dei rossi.

Piacevolissimi sia il Teroldego Foradori 2015 che il Teroldego Morei 2015 Di Elisabetta ForadoriFresco, e sfilato il primo. Con note fruttate di lampone e viole al naso. Caldo e avvolgente il Morei, con sentori di frutta scura,spezie e accenni minerali. Tannino già ben integrato, il sorso è lungo, pieno e vi si ritrovano le note minerali avvertite al naso.

Dal Trentino passiamo alla Valle D’Aosta grazie ai bellissimi vini di Grosjean Fréres. Beverino, polposo e fruttato il Torrette Superieur 2015. Potenti sentori di mirtilli e frutti di bosco inebriano il naso, seguiti da ricordi di violette e rose. In bocca la vena acida presente fa correre il sorso che è un piacere. Difficile staccarsi dalla bottiglia. Buonissimo il Fumin Vigne Rovettaz 2013. Naso molto minerale con sentori di grafite e pietra focaia, seguiti da note di frutta scura, ciliegie marasche e spezie. In bocca si sente la gioventù che reclama tempo e pazienza, è tannico,ma non troppo irruente, e dotato di buona freschezza. Interessante anche il Pinot Noir Vigne Tzeriat 2015. Al naso spiccano note di rose, spezie e frutti di bosco. In bocca è sfilato,teso con una buona trama tannica e ottima persistenza.

Concludo l’edizione 2017 con alcuni assaggi dalla Toscana.

Degna di nota, come sempre, l’intera gamma di Montevertine con Il Pian del ciampolo 2015 in grandissimo spolvero, capace di unire alla solita beva da galera un corpo e una struttura incredibili per quello che dovrebbe essere il vino d’ingresso dell’azienda. Figli di un’annata bistrattata e denigrata il Montevertine 2014 e Le Pergole Torte 2014 spiccano per eleganza, persistenza e progressione. Forse non saranno bottiglie destinate a durare trent’anni ma potranno ugualmente dare grandi soddisfazioni.

Mi è piaciuto moltissimo anche il Messorio 2013 dell’azienda Le MacchioleNaso di more,mirtilli,prugne e ciliegie con una nota balsamica finale veramente piacevole. La bocca, dove ill legno non è ancora stato del tutto assorbito, è piena, elegante con una bella progressione finale.

Chiusura con i fuochi d’artificio grazie al Caberlot 2013 del podere Il Carnasciale . Amarene,more,cioccolato e ricordi balsamici al naso. In bocca è elegante, teso ma ampio e avvolgente. Lunghissimo il sorso dove sul finale si ritrovano sentori balsamici e speziati.

 

Marco Dall'Igna
Marco, detto Igurz, è un instancabile bevitore, nel senso nobile del termine. Visita cantine, discute con i migliori produttori, e sul vino si forma un pensiero indipendente e critico. Su HonestCooking.it racconta con dovizia di particolari i suoi pellegrinaggi e il mondo che porta al suo interno ogni bottiglia di vino.

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