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Taste of Roma 2017: cosa vi siete persi

Si è appena conclusa l’edizione 2017 di Taste of Roma e noi certamente non potevamo mancare!

Scritto da: Giada Barbera

Un vero e proprio bazar del cibo in cui chef stellati, prodotti d’eccellenza e masterclass culinarie si sono alternati nei giardini pensili dell’Auditorium Parco della Musica, a Roma.

Per noi di Mamma e Figlia in cucina è ormai il 4 anno di partecipazione alle attività di Taste: non ci facciamo sfuggire nessun piatto o corso di cucina, perchè è tutto così favoloso che dovrebbe essere permanente!

Il clima che si respira dentro Taste è lo stesso di quando si entra per la prima volta in un nuovo ristorante e non si vede l’ora di provare tutti i piatti del menù.

Taste è il concentrato del fior fiore culinario romano, in cui si trovano chef stellati e aspiranti tali che sorridono, cucinano, scherzano e girano per i giardini chiacchierando con i clienti: l’informalità è il grande punto di forza di questa manifestazione.

La scelta di creare un clima alla “volemose bene” è stato premiante perchè ha permesso agli amanti del cibo (o anche solo a chi vi si avvicina timidamente) di avvicinarsi a persone spesso viste come vere e proprie star, ma che poi si rivelano giocherelloni che scattano selfie con chi sta in fila al loro temporary restaurant.

Anche quest’anno non siamo rimaste deluse da cosa abbiamo ritrovato a Taste: le solite conferme, alcune new entry, qualche chicca (come l’Emporio del sale, di cui vi diremo tra poco) e molte masteclass (che abbiamo provato per voi, organizzate come sempre da Elettrolux).

Ecco, quindi, la nostra personalissima classifica dei “Cosa vi siete persi“: siamo sicure che dopo averla letta, il prossimo anno sarete i primi della fila all’apertura dei cancelli!

  1. La mela di Odessa, mela caramellata stile “tatin”, foie gras d’anatra – Massimo Viglietti – Achilli Enoteca al Parlamento.

Devo confessare che io sono un’addicted di Achilli, è il mio posto del cuore. Ogni volta che mi trovo a girare in centro, mi fermo lì per un piatto al volo, entro nella loro meraviglisa sala e, circondata da vini incredibili, prendo un piatto di tartine (a volte anche due!) e un flute di champagne rosè. E’ il mio vizio preferito.
In cucina Massimo Viglietti non perde un colpo, ci accoglie in kilt scozzese e ci fa assaggiare la sua mela di Odessa, dai contrasti dolci e delicati.
Mancava solo una cosa: una poltrona in una casa di campagna francese davanti al fuoco e un ottimo vino rosso.

 

2. Mozzarella di bufala IN.consistenza, scapece vesuviana – Francesco Apreda – Imago all’Hassler

Un salto dalla Francia alla Campania, nel gusto mediterraneo. Francesco Apreda ha preparato una mozzarella scomposta che nascondeva una vivacità di sapori sotto il suo velo, grazie alla scapece di verdure.
Quel legame con le proprie tradizioni, ma caratterizzato da una entusiasmante modernità, che ci piace tanto. E poi, vogliamo dirlo che la sua bellezza rende perfetto il momento? ;)

3. Spaghetto di patate, burro e alici – Kotaro Noda – Bistrot 64

I suoi spaghetti sono stati premiati all’interno di un contest di Taste of Roma come il piatto più gradito tra quelli presenti. Noi non lo abbiamo assaggiato live, ma solo perchè avevamo avuto modo di apprezzarlo direttamente da Bistrot 64 e già lì ci aveva lasciate di stucco.
Una morbidezza di sapori e consistenze che ci aveva affascinate, quasi come mangiare nuvole, ma con il guizzo delle alici del Mar Cantabrico che ti risvegliano dal sogno.

4. Pollo fritto –  Luigi Nastri – Stazione di Posta

Vi starete chiedendo perchè, tra tanti piatti con nomi iperbolici e promesse di gusti sublimi, siamo andate ad assaggiare proprio il pollo fritto. Ebbene, lo abbiamo fatto perchè non è facile saper fare un pollo fritto gustoso, ma Luigi Nastri ha superato la prova.
Non aspettatevi, ovviamente, un petto di pollo sfilacciato, passato nella classica panatura e fritto. Eh no!
Qui lo chef si è premurato di cucinare TUTTO il pollo, intero e a modo suo, tritarlo (con cuore, fegatini ecc.) e cucinarlo, con un contorno di salsine hand made (tra cui quella alla cacciatora) niente male!

5. Cremoso di mozzarella con crudo di gambero rosso, infuso di melone e prosciutto crduo Ruliano – Heinz Beck – La Pergola Hotel Rome Cavalieri

Non potevamo chiudere senza il nostro carissimo Heinz Beck, che anche questa volta ci lascia di stucco rivisitando un piatto con sapori semplici, ma da lui resi davvero sublimi.

 

Non rientrano nella classifica dei piatti migliori assaggiati da Taste, ma vi consigliamo il prossimo anno di partecipare almeno a una delle stupende masterclass di cucina o di pasticceria organizzate da Elettrolux, è sufficiente registrarsi sul sito di Taste e sono gratuite (dovrete pagare solo l’ingresso alla manifestazione). Noi quest’anno abbiamo cucinato dei muffis ai mirtilli super buoni e ce li siamo anche portati a casa per la colazione dell’indomani!

Cosa non ci è piaciuto:
Rispetto agli altri anni abbiamo, purtroppo, riscontrato una maggiore disorganizzazione negli stand di Trimani, unico fornitore di bevande all’interno di Taste.
File chilometriche, assistenti sbadati e prezzi sbagliati non hanno creato un bel clima tra chi aspettava di potersi dissetare.

Vogliamo anche dirvi, en passant, che tra un piatto stellato e l’altro abbiamo avuto la fortuna di assaggiare una squisita mozzarella di bufala affumicata del caseificio La Baronia, in provincia di Caserta. Quindi, se capitate in quelle zone fate una capatina nelle loro sedi e fatene scorta, magari portandone un pezzetto anche a noi!

Chiudiamo con una bella novità che vi vogliamo segnalare, anche perchè non è “temporary”, bensì una realtà commerciale che sta nascendo proprio in questi mesi nel territorio romano, ovvero il The Salt Club , un vero e proprio emporio del sale pensato da Paolo Santoro, intraprendente imprenditore, che alcuni mesi fa ha mollato tutto e ha deciso di dedicarsi a un “antico commercio”, ovvero selezionare e vendere i migliori sali del mondo.
L’idea ci è piaciuta tantissimo e speriamo vada a gonfie vele, perché il sale è uno di quegli ingredienti grazie al quale ogni piatto prende gusti nuovi e diversi.

Abbiamo fatto una mini degustazione sui sali francesi e su quelli italiani e ne abbiamo comprato uno squisito, che vi consigliamo davvero. Viene dalla Sicilia, as usual, ed è mischiato con scorze di agrumi: con una tartare è “la morte sua”, come si dice da queste parti!

Sulla via dell’uscita, siamo state “intercettate” da un gentilissimo Maître Chocolatier francese, che ci ha offerto un assaggio dei suoi cioccolatini.
Il mio preferito è stato, senza dubbio, quello al fondente e zenzero! Una delizia.
Se vi capita di fare una capatina in Francia, fategli una visita. Si chiama Maison Caffè e lo trovate a Reims, nella regione dello Champagne (dove vi consigliamo vivamente di andare!).

Queste le nostre impressioni su Taste of Roma 2017.
Siete curiosi? Non temete, non dovrete aspettare un altro anno perchè basterà prenotare una vacanza a Courmayer, per poter partecipare alla manifestazione che, per la prima volta quest’anno, toccherà la bellissima città della Valle D’Aosta, dal 26 al 28 gennaio. Ci vediamo lì?

M&F

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