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Tutto quello che si mangia a Las Vegas

K.M. Robbins ci porta a Las Vegas e “si sacrifica a mangiare” per il bene comune. 
Di K.M. Robbins

Edonismo è una parola buffa. Deriva dal Greco e significa “piacere”. Un edonista è colui che fa della ricerca del piacere il suo obiettivo. Mi piace pensare che l’edonismo non sia necessariamente una cosa negativa. Il piacere che deriva dal cibo, dal bere e dal sesso … non sono forse tutti piaceri che ognuno di noi desidera nella vita? Ma, dopo quattro giorni a Las Vegas, forse dovrò modificare il mio modo di pensare.

Il problema è l’eccesso a cui Las Vegas ti spinge: l’eccesso nei comportamenti, l’eccesso d’alcool, l’eccesso nel gioco delle slot machines. E, l’eccesso nel mangiare.

Le porzioni di cibo sono così grandi che invece di saziarti, ti rendono assuefatto all’abitudine di mangiare e quindi vorresti continuare a farlo. Buffets di vassoi d’argento scintillanti e fumanti. Le pasticcerie con i loro dolci morbidi e ripieni di sciroppo alla frutta, le cioccolaterie che vendono tartufi a base di pancetta o assenzio, e ilocali dove servono i cupcakes ricoperti di glassa sono dietro ad ogni angolo.

Tanti grandi nomi hanno trasformato Las Vegas in una celebre terra promessa per chefs: Hubert Keller, Joel Robuchon, Mario Batali, Charlie Palmer, Michael Mina, Rick Moonen, Emeril Lagasse, Todd English, Bobby Flay, Thomas Keller, e molti altri.  Già soloWolfgang Puck ha un ristorante in ogni grande casino in cui sono entrato.

Un ristorante più bello dell’altro.  Illuminazione seducente, fontane blu con cascate d’acqua, arredamento contemporaneo, e decori in legno in stile asiatico provvedono a fornire una stimolazione visiva che combaci con la stimolazione del senso del gusto.

Le torri di cibo. Il Bellagio ospita la cascata di cioccolato bianco, al latte e fondente più grande del mondo tanto da essere finita sul libro dei Guinness. Da Hash House a Go-go, un ristorante noto per le sue porzioni di cibo monumentali, ho visto il mio compagno di viaggio cercare di mangiare una frittella più grande della sua testa. Io stessa ho affrontato un piatto di uova alla Benedict servito con pollo fritto, uova strapazzate, spinaci, un biscotto al latticello, purè di patate, e crema olandese di chipotle. Queste pietanze erano tutte ammucchiate a sfidare la gravità e la capacità del mio stomaco. Avrei dovuto pensarci bene prima di ordinare un piatto da un menu che si chiama “Uomo vs. Cibo”. Mi auguro che il mio amico abbia vinto quella partita, io di certo non l’ho fatto.

Gli appetiti in cerca di sazietà diventano appetiti insaziabili per la gola.

Che cosa deve fare un reporter culinario? Devo sacrificarmi a mangiare per gli altri? Devo mantenere il mio lato edonista sotto controllo, o devo ripetermi il motto “qualunque cosa accada rimane a Las Vegas” finché tutte le mie riserve se ne saranno andate? Perché astenermi quando sarei l’unica a farlo a Las Vegas? Inoltre, non ho mai provato un bicchierino di glassa. E, ho intenzione di provare il cioccolato con il wasabi.

E quindi, ho mangiato.  Ho apprezzato una fonduta di pomodoro arrosto, panini con l’anatra, e martini mango al Level 107 Lounge al Stratosphere; il martini è più buono se si può godere della vista panoramica di Las Vegase guardare quelli che fanno bungee jumping dal Stratosphere. Con l’assaggio di una torta di carote da Bouchon Bakery, sono stata anche vicinissimo a sforare ciò che il mio budget mi consentiva per cercare di provare qualcosa di Thomas Keller. Lui mette della scorza d’arancia nella glassa e nella torta di carote ed  io ne apprezzo l’effetto.Ho fatto finta di essere in giro per bistrò parigini sedendomi all’ombra della Las Vegas Eiffel Tower e sotto gli ombrelloni di colore rosso vivo che adornano il salotto all’aperto di Mon Ami Gabi.

Ho avuto modo di assaggiare un pezzo di cioccolato-wasabi in un negozio Vosges. Anche se era buona, vi raccomanderei il “Siam Citron Truffle,” una combinazione unica e floreale di tè al gelsomini, citronella, cocco, fiori di campo, petali di calendula, e cioccolato bianco. Non chiedetemi coma fa ad esser buono, lo è e basta.

Non ho provato il bicchierino di glassa al The Cupcakery, vincitore del “Best of Las Vegas” del Las Vegas Review-Journal Poll 2011.  Ho provato il KirRoyal, un cupcake ai lamponi con glassa kir. Era dolce al punto giusto e più che pungente.

Oh si, e poi ci sono 6 piccole portate e 2 desserts al Fleur, il nuovo ristorante di Hubert Keller. Incredibile e decadente, Keller sa come prendere I cibi preferiti dell’infanzia e trasformarli in pietanze di classe, per adulti. Il mio preferito è statoil “PB&J:” macaroons al cioccolato con burro di crema al burro di arachidi e gelatina di fragole serviti con latte al rum ghiacciato.  Il burro di arachidi e la gelatina di fragole non hanno mai avuto un sapore così adulto, così sofisticato e così buono.

Alla fine sono tornata in Virginia, un po’ appesantita.  Forse qualsiasi cosa voi facciate là rimane a Las Vegas, ma qualsiasi cosa mangiate resta con voi.

K.M. Robbins
Kate è una folle appassionata di cucina che si lascia guidare dall’istinto.Una volta ha dovuto spiegare ad un dipendente di Best Buy che era alla ricerca di una macchina fotografica per scattare di nascosto delle fotografie di piatti nei ristoranti che avrebbero potuto avere luci soffuse. E, siccome non esistono cure per la sua condizione, ha deciso di cominciare a tenere un blog al riguardo.

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