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Un Angolo Del Messico In Un Bicchiere Di Vino

Il Messico non è solo la terra della Margarita, ma vanta anche una tradizione vitivinicola. In questo articolo vi porteremo alla scoperta dei vini messicani.

Scritto da Isa Scuderi

Honest cooking Un Angolo Del Mexico In Un Bicchiere Di Vino

Un Angolo Del Mexico In Un Bicchiere Di Vino

Il Messico in un bicchiere di vino; un’esperienza enologica che incontra la gastronomia di questo paese affianco ad alcuni dei suoi vini più interessanti, e non c’è niente di meglio che intraprendere questa esperienza direttamente sul posto, in questa magnifica terra.

Un incontro perfetto per approfondire le conoscenze in fattore wine, scoprendo vigneti e tecniche di coltivazione che lasciano ai nostri sensi una variegata concentrazione di bontà globale. La domanda mi sorge spontanea, e la rivolgo a Manuel Silva Sommelier e curatore della degustazione dedicata al connubio cibo e vino: quali sono le regioni più importanti per la produzione vinicola messicana?

La cura dell’uva è un modo unico per noi Messicani, esordisce Silva, dato dalle ricche e diverse terre, la Baja California (Bassa California), offre dei vigneti a grandi estensione, e la maggiore produzione si ricava in primo luogo nella Valle de Guadalupe. Nella zona vinicola settentrionale si distinguono, inoltre, le cinque sottozone vinicole: la Valle di Calafia e Guadalupe, Tecate, Santo Tomás, San Vincente e la Valle del Mexicali. Il clima è molto afoso, ma temperato da correnti fredde provenienti dall’Alaska e dalle brezze oceaniche, si coltivano inoltre vigne a Guanajuato ruta del vino e del formaggio. Nello stato di Querétaro e i pueblos mágicos di Parras de la Fuente e Cuatro Ciénegas, nel Coahuila, qui l’altitudine regola la calura del clima tropicale.

 

Le uve a bacca rossa più coltivate sono: Grenache, Zinfandel, che ricorda ampiamente il nostro Primitivo pugliese; Cariñena, Mission; Petit Syrah e Cabernet Sauvignon. Le uve bianche invece sono: Chenin Blanc, Colombard, Palomino, Thompson Seedless e Moscatel.

Oggi la vinicultura Messicana comprende 10.000 ettari di terra, ma solo tre quarti del raccolto è destinato alle uve da tavola. I vini migliori e più caratteristici sono quelli liquorosi, ad Ensenadsa nell’antico territorio della missione spagnola di santo Tomas , che si trova 25 miglia a sud di Ensenada centrale. La Bodegas de Santo Tomas rimane la/cantina di vigna più antica della Valle de Guadalupe.

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Valle de Guadalupe, Baja California, dalla terrazza dell’azienda vinicola di La Cetto

Note storiche: nel XVIII secolo i gesuiti impiantarono le prime vigne Messicane. Il vitigno utilizzato prese il nome di Mission. I gesuiti espulsi dal Messico risalendo verso nord impiantarono la prima vigna nell’attuale California fondando la missione di San Diego. Il Messico può vantare le vigne più antiche dell’America del sud.

Dopo questo breve excursus storico, diamo al via alla degustazione!

Honest cooking mise en place

Mise en Place

Sono rimasta piacevolmente sorpresa di trovare elementi a me familiari al palato; la degustazione, gestita dall’abbinamento di alcune portate create dall’esecutive chef Felipe Gonzales ha esaltato l’equilibrio di una minore acidità presente nei vini rispetto alle nostre produzioni. Mi è piaciuto il Monte Xanic Cabernet Sauvignon L. A. Cetto; 12 mesi in barique francesi, ha una tonalità violacea brillante, in bocca si espande con sentori di frutta rossa matura e spezie, cannella, pepe, cocco e cioccolato. Ha una buona persistenza. Il piatto in abbinamento: Arroz caldoso con chipinores y cigalas rayado con tinta de sepia.


 

Colombard 2008, azienda vinicola Bodegas de Santo Tomas Sa. Vitigno 100% French Colombard, caratteristico della regione di Ensenada; aromi di frutta della passione e miele, color giallo candido dona in bocca un retrogusto dolciastro, si abbina perfettamente alla sua portata: Pulpo Gallega, tortilla de patata, per pil pil y pan tomate.

Honest cooking Pulpo Gallega, tortilla de patata, per pil pil y pan tomate.

Pulpo Gallega, tortilla de patata, per pil pil y pan tomate.


Jardin Secreto Adobe Guadalupe 2009, uve Cabernet Sauvignon, Cinsault, Tempranillo, affinamento 10 mesi in barique, ha un bel corpo si presenta consistente, fruttato con note di lampone, e sentori di tartufo e cioccolato bianco. Piatto in abbinamento: Lechòn en dos cocciones, fabes y berzas con pimientos del padron.

Honest cooking Lechòn en dos cocciones, fabes y berzas con pimientos del padron

Lechòn en dos cocciones, fabes y berzas con pimientos del padron


Shiraz Casa Madero Valle de Parras 2012. 100% shiraz, persistente 14° chiodi di garofano e anice spiccano alle narici, in bocca si percepisce note di eucalipto e fogliame. Piatto in abbinamento: Rabo de buey glaseado en salsa espanola, pure de zanahoria en augua vichi catàlan acompanado de hongos de temporada.

Honest cooking Rabo de buey glaseado en salsa espanola, pure de zanahoria en augua vichi catàlan acompanado de hongos de temporada

Rabo de buey glaseado en salsa espanola, pure de zanahoria en augua vichi catàlan acompanado de hongos de temporada


D’Aristi Xtabentun Honey Liqueur. Un liquore antichissimo di origine maya creato col miele fermentato, ricavato dalla operosità delle api che impollinano l’omonimo fiore. Lo xtabentú, chiamato anche il “nettare dell’amore”, ha un sapore dolce e intenso di anice, un contrasto perfetto con la crema Catalana de membrillo y queso cabrales.


 

La gastronomia messicana è una conclusione di un favorevole alleanza tra la tradizione pre Colombiana e la colonizzazione spagnola, oggi dichiarata patrimonio dell’umanità dell’Unesco nel 2010.

Ad un primo approccio i vini Messicani potrebbero non risultare di facile comprensione: sono vini che al livello di tecniche di produzione hanno tanto da assimilare rispetto ai nostri. Detto questo, l’approccio di altre culture straniere in questo caso rivolto al vino, ci fa capire che educare il palato a nuove sensazioni non può che essere un arricchimento, sia se ne percepiamo il difetto, che in caso contrario: la dote di qualità, nel giusto e sbagliato, si trova l’equilibrio di imparare non per avere un opinione, ma per conoscere le differenze.

Solo attraverso i viaggi possiamo scoprire che il cibo e il vino sono l’unica lingua da portare dentro una valigia.

Isabella Scuderi
Nata a Catania nel mese di ottobre, attualmente vive e lavora a Milano. Un Master in Giornalismo Enogastronomico presso l’Accademia Telematica Europea. Dopo alcune esperienza lavorative nel settore commerciale della ristorazione, intraprende l’attività di consulente per aziende del food ed editorialista per alcune testate a diffusione nazionale.Giornalista, Food Blogger, trendsetter, dopo alcuni anni passati a farsi le ossa in giro per l’Italia è ora libera professionista nel campo più ampio della comunicazione di eventi legati alla moda/enogastronomia di nicchia. Appassionata di scarpe e stili di vita, running e food, compra spesso libri di induismo e fisica quantistica legata alla legge di attrazione. Spesso in viaggio sulla rotta Milano -Montecarlo, ha fatto del glamour una esperienza esistenziale e mentale, sempre alla ricerca di nuove attrattive e stili da scoprire. Ha un blog: La cucina veste Isa, un luogo di armonie e di affetti, dove tradizione,passione e senso del bello, trovano la giusta relazione per spiegarlo.Collabora con l’ufficio stampa dell’Associazione Levi Montalcini nella comunicazione e divulgazione scientifica relativamente alla qualità e alle sue caratteristiche sensoriali dei cibi.

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