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Una giornata a San Francisco

Francesca ci racconta un giorno a San Francisco: colazione, pranzo e cena nella città più moderna e progressista d’America. Cosa ci consiglia? Scopritelo subito.
Di Francesca Vittorelli

È una di quelle città che, almeno una volta nella vita, vanno viste.

Si affaccia su una nebbiosissima baia ed è protetta alle spalle dalle colline che nascondono il deserto agli occhi di chi passeggia per le sue strade o percorre i suoi ponti, convinti che tutto lì intorno sia verde come quel paesaggio visibile. Tante zone, tante mode e tantissime etnie. Tanti colori. Un assortimento di scelte sul dove e come trascorrere una giornata di vacanza che se la vacanza nel suo totale non è abbastanza lunga, va a finire che di San Francisco si sarà visto solo un decimo di quello che ha da offrire. Certo, come in tutte le città del mondo. Ma qui è diverso, perché il bello di San Francisco è che è tutta da scoprire, soprattutto per quanto riguarda il mangiare.

Io ci ho provato per qualche giorno, e se dovessi tornarci per dodici ore, ci sarebbero tre Honest Places che non potrei lasciarmi alle spalle.

COLAZIONE

Obbligatoria da Boogaloos. È una di quelle cose che bisogna fare, un po’ come vedere i parenti a Natale: se vai a San Francisco, devi fare colazione da Boogaloos. La presa di posizione categorica è eredità della caparbietà del mio amico Ja, già conoscitore del posto e suo amante instancabile.
Nel pieno del mission district, il cuore pulsante della città, offre per un onesto  inizio di giornata una scelta rigorosamente americana (se no, in America, che colazione sarebbe?); il menù spazia dai pancakes alle zuppe del giorno, incrociando porzioni di polenta, uova declinate in tremila tipi di cottura, guacamole e chi più ne ha, più ne metta.
La nota positiva: i dischi boogaloos appesi alle pareti, dipinte con garbato gusto.
La nota negativa: la coda, soprattutto se il vostro gruppo comprende più di due persone.

 

PRANZO

Vivamente suggerita la trasferta fino a Sonoma Valley. Molto vicina alla più famosa Napa, sta conoscendo in questo periodo la fama che merita. Qualche chilometro a nord di San Francisco, nel pieno del deserto, le terre aride delle colline offrono infatti verdissime distese di vigne, degne di un paesaggio toscano: i pendii si arricchiscono di viti cariche di grappoli, le terrazze invece di cipressi e ulivi che offrono graditissima ombra, nonché un angolo perfetto per un pranzo.

Raccomandato il loro bianco, magari accompagnato da un piatto di frutta fresca che alleggerirà la vostra sbronza. In alternativa si possono avere panini, prosciutto, formaggi con miele e per i più patriottici addirittura della pizza (buona!). Attenzione al gelato: eccellente ma caro rabbioso.

La nota positiva: le coppie di aquile reali che volteggiano sopra le teste dei bevitori.

La nota negativa: il gran caldo.

 

CENA

Sperimentando tutto quello che di valido c’è nella cucina americana, non possiamo che concludere la nostra giornata al Abbot’s Cellar. Perché non c’è niente che negli USA sappiano fare bene come una bella bistecca. Qui l’atmosfera è elegante ma rilassata, l’ambiente tranquillo e ben frequentato; nonostante l’ampia sala sia sempre piena non si respira quell’aria caotica tipica di certi posti in voga. Probabilmente gli spiriti sono addolciti dalla musica di sottofondo che culla i clienti con i suoni di organo hammond, e tranquillizzati dal gran numero di bottiglie e bicchieri che decorano le pareti in mattoni a vista. Il menù, a  scomparsa nel bordo del tavolo (uno scherzetto che desta entusiasmi) è contenuto ma validissimo e l’assortimento di carni (e pesci) riguarda proposte basic arricchite da accompagnamenti speciali.

 

 

 

 

 

La nota positiva: la meravigliosa cucina a vista

La nota negativa: l’obbligo di prenotazione

 

Allora? Partite?

 

Francesca Vittorelli
Milanese di nascita, Francesca è architetto per professione e amante del buon gusto per passione.
Eclettica in ambito culinario, i suoi interessi spaziano dalla creazione dentro casa alla sperimentazione fuori casa, senza mai nascondere una certa passione per i vini.
Ama condividere le sue numerose esperienze, che siano Made In Italy o d’importazione.

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