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Villa Giada di Andrea Faccio: passione Barbera

Elena ha visitato Villa Giada di Andrea Faccio e ha avuto modo di provare tutti i suoi vini. Ce lo racconta in questo bellissimo articolo.
Di Elena Ogliari

Le domeniche d’autunno, quelle dell’umidità nell’aria e del sole appena accennato, dei colori più caldi e delle prime tazze di thè fumante.

Gita fuori porta in cantina, a un’ora e mezza da Milano, cullati dalle colline del Piemonte e dai mille appezzamenti delle vigne, ricordo di lotte tra proprietà ma che oggi permettono di avere più tipologie di vigneti e grandi cru, tra cui il risorto Barbera. Da Villa Giada si apre una scacchiera di colori per gli occhi, si respira l’aria frizzante e si sente il silenzio che incornicia le colline. Le migliori zone per il Barbera, il Nizza  e il Moscato e una cantina che è assolutamente da ricordare. Un sentito grazie a chi me l’ha fatta conoscere.

Andrea ci accoglie con il sorriso che si regala più agli amici che ai visitatori, ci racconta orgoglioso che la sua famiglia produce vino da più di due secoli, 5 generazioni o forse più che hanno dato frutto a 25 ettari sparsi su tre cascine tra Canelli, la zona del Nizza e Cascina Dani, sui suoli migliori per il Barbera.

La cantina è del 1708 e si respira una storia di famiglia e sacrifici davanti al torchio del 1901 che spremeva l’uva senza la grazia delle moderne presse, le bottiglie ammuffite accatastate dal nonno in tanti anni, le botti, i tonneux e le barrique dove il vino riposa e si affina.

La visita si trasforma in una chiacchierata tra amanti del vino, Andrea passa da informazioni tecniche a ricordi di una vita e ci dedica più tempo di quanto avremmo sperato.

Sono un’appassionata di vino, direi per certi versi quasi fanatica, voglio sapere tutto: vigneti, metodi, vinificazioni, correzioni… ma sai cosa alla fine ricordi davvero? Vedere la passione e i sorrisi tra le botti e le cisterne, le chiacchierate, i confronti, le domande continue con risposte corpose, la sorpresa dell’incontro e la piacevolezza del ricordo.

Fa freddo, e per la degustazione ci spostiamo in agriturismo, una cascina solitaria a pochi chilometri da Villa Giada.

Gli ospiti del pranzo stanno andando via e noi aspettiamo la degustazione in un salone che ricorda casa. Il camino, le foto alle pareti, le luci soffuse delle abat jour, i divanetti raccolti attorno a un tavolo. Ci accoglie la moglie di Andrea, donna di paesi lontani ma dal sorriso contagioso che ti fa sentire subito più vicino.

Andiamo avanti tra le chiacchiere e i bicchieri. Sono addirittura 7 gli assaggi che Andrea ci propone, emblema delle 12 tipologie di vino prodotte dalla sua azienda. Tutti rossi e tutti decisamente di qualità, con un Moscato in chiusura che mantiene le sue caratteristiche distintive senza risultare stucchevole.

Si parte dal Gamba di Pernice 2011, vitigno autoctono raro e antico con sentori di spezie che ingannano una lavorazione solo in acciaio.

Si passa poi al Surì Rosso 2013, giovane e asciutto, l’Ajan 2011, selezione di tre vigneti con lavorazione solo in acciaio con un rapido passaggio in botte. La Quercia 2012, Barbera d’Asti Superiore DOP, nato da singolo vigneto invecchiato in grandi botti di rovere; poi il Dedicato: Barbera d’Asti Superiore Nizza DOP frutto di vendemmie tardive di vigne di 70 anni con una resa bassissima. Infine il Treponti 2011, 14,5° e non sentirli per un Nebbiolo che trova una particolare collocazione fuori dalle solite zone.

Passiamo agli acquisti, prezzi decisamente in linea per vini pronti da bere o da lasciar evolvere per qualche anno. Il risultato sarà sicuramente interessante.

Ce ne andiamo felici e contenti, come nelle migliori favole. Grazie ancora per la confettura da formaggi home made che ci ha regalato insieme al sorriso di sua moglie.

Andrea, ci vediamo a Vinitaly 2015. Ormai sei tra gli amici da visitare e salutare.

Nel frattempo brindiamo con il tuo Ajan, decisamente il mio preferito.

Azienda Agricola Villa Giada – Andrea Faccio
Regione Ceirole 10
14053 Canelli (AT)
Tel.: 0141 831100
www.andreafaccio.it

Elena Ogliari
Trevigliese di nascita, milanese per lavoro ma cosmopolita per il cibo ha una sfrenata passione per l’enogastronomia (dubbiamente ereditata da due genitori astemi…). Un’esperienza nel settore vinicolo, una tesi sul Franciacorta e un patentino ONAV la guidano tra locali, ristoranti e bar, ovunque vada..sempre con l’occhio critico della petulante organizzatrice di eventi (ormai da quattro anni). L’errore peggiore in un evento? Sbagliare il menù; se all’estero è ancora peggio, gli italiani sono abituati troppo bene. Ogni occasione è buona per qualunque cosa: viaggiare, girare, provare, assaggiare, insomma vivere..il tutto meglio se in compagnia degli amici, quelli buoni. Ma se si organizza una cena una cosa è certa: “Ragazzi, io porto il vino”.

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