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VINIVERI 2016

Tredicesima edizione per ViniVeri, salone di degustazione di vini e prodotti alimentari naturali. Ecco i nostri migliori assaggi.

Scritto da Marco Dall’Igna 

Honest cooking viniveri 2016

Come ogni anno con la primavera arriva  il momento di lucidare i calici e tuffarsi in un turbinio di assaggi alla scoperta di nuovi produttori e ultime annate. Il mio consueto tour de force vinicolo purtroppo ha visto dimezzato il suo consolidatissimo programma da cause di forza maggiore. Qualcosa di interessante in ogni caso sono riuscito a scovare ugualmente. Vista l’apertura anticipata non potevo che iniziare da ViniVeri 2016, fiera giunta ormai alla tredicesima edizione.  Atmosfera serena e conviviale, bella location e produttori di grande qualità, gli ingredienti per godersi al meglio la giornata c’erano tutti.

Dopo alcuni assaggi tra i banchi sono i vini del Domaine De Juchepie a catturare la mia attenzione. Veramente piacevole l’intera gamma presentata, dove  spiccano  il bianco secco Le Clos 2013, dal naso balsamico, mentolato e minerale e dalla bocca fresca, avvolgente dove ritornano le note minerali, e il moelleux  Les Churelles de Juchepie 2014, dal naso speziato e fruttato, nitide le note di frutta candita e pesche sciroppate. In bocca è la dolcezza a farsi subito strada mitigata però da una buona acidità.

Bella prova anche per il Prulke di Zidarich, naso di fiori bianchi, pesca e agrumi. In bocca è avvolgente,fresco,minerale, con un’ottima bevibilità. Sempre in Friuli, tralasciando le scontati lodi ai vini de La Castellada che rappresentano ormai una certezza in fatto di qualità ed eleganza, ben impressionano sia il Severo Bianco 2010 che  il Friulano 2008 dell’azienda Ronco Severo. Uvaggio a base di Chardonnay,Friulano,Picolit e Ribolla Gialla il primo. Al naso rilascia aromi di spezie dolci, albicocca e mela. In bocca è teso,vibrante, ampio e lungo. Vino che potrebbe regalare grandi soddisfazioni se lasciato riposare qualche anno in cantina. Il secondo è invece un Friulano in purezza, il naso è stuzzicato da note di paglia, fieno, mandorla e nocciola. La bocca è vivace, sbarazzina con una bellissima acidità.

Il passaggio dai bianchi ai rossi lo segna la piacevole, rinfrescante e molto godereccia bevuta del Chiaretto di Sangiovese 2014 di Vigneto Altura. Un turbinio di frutti rossi al naso che anticipano una bellissima freschezza in bocca. Un vino di grandissima beva, semplice ma non banale. Segue a ruota una delle scoperte più interessanti della giornata: Redondel e il suo teroldego. Maiuscola la prova sia del Dannato 2010, more e lamponi al naso a cui seguono leggere note tostate di caffè. In bocca è elegante, ha buona freschezza ed un tannino ben integrato ma scalpitante. Non da meno il fratello maggiore Beato me 2009. Ciliegia sotto spirito,cioccolato, liquirizia e spezie al naso. In bocca è lungo, minerale e deciso.

Dal trentino scendo verso il Veneto per imbattermi in un bel Merlot che viene fatto proprio vicino a casa mia. L’azienda è  La Costa, una fattoria sociale che,oltre a produrre degli ottimi vini, si impegna per aiutare ed integrare nel mondo del lavoro persone diversamente alibi. Il vino in questione è il Masot 2013 che conquista sin da subito grazie alla freschezza della bocca. E’ un vino dotato di buona tensione, è vivo, vibrante e un bicchiere ne chiama subito un altro.

Nel banchetto affianco a quello della Costa va in scena una mini-verticale di Brunello di Montalcino dell’azienda Campi di Fontarenza a cui decido di partecipare senza esitazioni . 2011/2010/2009/2008 le annate in degustazione.  Bellissimi tutti i vini, con il 2010 che spicca per eleganza e il 2009 che ammalia con i suoi sentori balsamici e mediterranei, ma è il 2008 quello che mi ha colpito più degli altri, grazie alle note balsamiche e tostate al naso e alla bocca seducente ed elegante.

La giornata si conclude con l’assaggio di tre vini veramente interessanti: Kun 2012 dell’azienda Marcelli Clara, Guarini Plus 2014 di Aldo Viola e Vigo 2013 di Fattorie Romeo del Castello.

Il Kun è un Montepulciano in purezza che vinifica in acciaio per poi affinarsi in barrique prima ed in bottiglia poi. Fiori appassiti, frutta rossa macerata e cuoio al naso. In bocca è pieno,potente ma dotato di buona freschezza. Lento a concedersi inizialmente ma poi scioglie le briglie e mette in mostra tutta la sua forza. Il Guarini Plus  è un 100% Syrah che affina per 9 mesi in tonneaux. More, mirtilli, ciliegie e note balsamiche  ammaliano il naso. In bocca la trama tannica è ben integrata ma è la freschezza a farla da padrone invogliando la beva. Il Vigo 2013 colpisce subito per i sentori fruttati e minerali al naso mentre in bocca gioca sull’eleganza senza però nascondere un bel carattere deciso, tornano netti anche qui i sentori minerali.

 

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Marco Dall'Igna
Marco, detto Igurz, è un instancabile bevitore, nel senso nobile del termine. Visita cantine, discute con i migliori produttori, e sul vino si forma un pensiero indipendente e critico. Su HonestCooking.it racconta con dovizia di particolari i suoi pellegrinaggi e il mondo che porta al suo interno ogni bottiglia di vino.

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