6 annate di Paleo Rosso – Cantina Le Macchiole

Verticale di uno dei Cabernet Franc migliori d’Italia. Il Paleo Rosso.
Di Ivan De Chiara

Da 12 ore non ho più sotto il naso le 6 annate del Paleo Rosso e mi dispiace molto. Il Paleo Rosso è il figlio prediletto di Cinzia Merli, la proprietaria de Le Macchiole, che non perde occasione per sottolineare quanto sia più legata sentimentalmente a questo vino, rispetto al perfettino Merlot ( per chi l’ha letto, mi ricorda molto il rapporto tra Panofsky e i suoi figli ne “la versione di Barney”, per chi non l’ha letto se lo faccia regalare per natale). Insomma i motivi per adorarlo non mancano: Cabernet Franc in purezza, vitigno capriccioso perdipiù prodotto nel regno dell’assemblaggio (Bolgheri). Facile come diventare campione di sci in Uganda o vincere la America’s Cup se sei la Svizzera (no questo è più facile..). Direi che di bischerate ne ho già dette abbastanza quindi parliamo dei vini.

Per non annoiarvi userò un’escamotage narrativo alla “tenente colombo”. Vi dico subito che mi è piaciuto di più il 2001 ma non vi dico perchè, così non resisterete alla tentazione di arrivare fino in fondo (c’è ancora qualcuno?)

Il Paleo 2003 e 2005 sono figli di annate meno memorabili, godibili fin da subito grazie ad un fruttato scuro  maturo e dominante che smorza le asperità del varietale. Anche al gusto si dimostrano ottimi vini, ma senza avere lo spessore e la profonsità delle annate migliori. Nel ’99 era ancora a maggioranza cabernet sauvignon (85%) quindi rappresentava la voce fuori dal coro. Ma è stata la voce di un vino in splendida forma, ricco di tabacco dolce, foglie di tè, cassis, lavanda e grafite.. La 2007 ha il timbro del grandissimo vino in rampa di lancio, grande ricchezza, potenza ancora compressa, pronto a esplodere ma non è che abbiamo pianto a berlo! La 2004 è l’annata che, almeno a vedere i miei compagni di bevute su FB, ha fatto saltare il banco. “di gran carattere, profilo più austero ma controllato, di notevole spessore..”. Sicuramente era questo e molto di più ed è piaciuto moltissimo anche a me ma (non posso fingere vi ho già svelato il finale..) e avrebbe preso la medaglia d’oro se non ci fosse stato il 2001! Scioglimento della vicenda: la 2001 aveva un eleganza superiore. Il bouquet era ai massimi livelli di piacevolezza, confettura di lampone e cioccolato fondente, caffè, mentuccia, grafite, glicine, sciroppo di ciliegia. In bocca aveva la leggerezza e classe del campione. Colpiva e affondava in punta di fioretto. La 2004 stava ancora utilizzando la spada (non la clava eh!).

Ogni Cabernet Franc sogna di diventare un Paleo Rosso!

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