A come acacia

L’Italia produce 60 diversi tipi di miele. A quanto pare il preferito è l’acacia. Ci spiega tutto, come sempre, Francesca.
Di Francesca Gobbo fotografie di Giordano Gobbo

A qualcuno il miele piace chiaro, quasi trasparente e sempre fluido. Altri impazziscono per quello cristallizzato, cremoso e leggermente amaro. Si sa, dei gusti non si discute. Ma al di là delle preferenze personali, sappiamo quanti tipi di miele esistono e come distinguerli?

L’Italia è uno straordinario produttore di miele. Non solo in termini di quantità – 75mila apicoltori e 10mila tonnellate di dolcezza l’anno – ma soprattutto di qualità. In particolare, il mondo ci invidia le varietà di miele, cioè le diverse origini florali o vegetali. Grazie alla posizione favorevole dello Stivale, che si estende dalle Alpi alla Sicilia, abbracciato dal mar Mediterraneo, esistono mieli di ogni genere: dall’acacia al castagno, dagli agrumi al cardo, fino al girasole e l’eucalipto. In totale sono quasi sessanta.

Ciascuno ha le sue caratteristiche organolettiche – cioè stato fisico, odore e sapore – e chimico/fisiche. Tutti racchiudono una straordinaria ricchezza, da scoprire. Per iniziare, si può partire dai mieli uniflorali, cioè ottenuti da una sola specie botanica, e fare una divisione in gruppi, accostando quelli che presentano caratteristiche comuni. Queste “etichette” sono state create dall’Istituto nazionale di apicoltura, che ha effettuato analisi scientifiche su ciascuna specie.

L’acacia. È il miele più apprezzato dagli italiani, il più richiesto e il più venduto. Fa parte dei mieli “poco caratterizzati”, insieme al rododendro, perché ha un odore di debole intensità, un sapore molto dolce, resta liquido a lungo e non cristallizza mai completamente. Giallo chiaro, a volte perfino trasparente, in bocca questo miele ricorda la vaniglia, il confetto e lo zucchero. È adorato da grandi e piccini grazie alla scarsa persistenza del sapore e l’intenso potere dolcificante.

Per conoscere tutte le caratteristiche dei mieli d’Italia visitate la sezione dedicata sul sito del CRA-API di Bologna.

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