Amarone in Villa

Amarone in Villa, presso Villa De Winckels, ha visto protagonista questo grande rosso italiano. Marco, come sempre, non si è tirato indietro …
Di Marco Dall’Igna

Giovedì 23 gennaio si è svolto l’ormai consueto appuntamento con i migliori Amaroni della Valpollicella classica ed allargata a Villa De Winckels, in provincia di Verona. Il mio grande amore per questo meraviglioso rosso italiano unito alla presenza di molti dei produttori che hanno fatto la storia di questo territorio e alla possibilità di partecipare ad una degustazione guidata da Luca Gardini, ha fatto si che questo evento fosse per me  assolutamente irrinunciabile.

Appena arrivato in villa, desideroso più che mai di riempire il calice con il primo amarone, scopro che, a causa di un banale fraintendimento sull’orario, la degustazione riservata alla stampa era da poco iniziata; mi dirigo quindi in tutta fretta verso l’enoteca e mi accomodo al mio posto.Purtroppo i primi otto vini erano già stati serviti e degustati, ma essendocene in totale ventotto non me ne rammarico più di tanto. A guidarci in questo percorso tra i migliori  Amaroni della valpollicella come detto è Luca Gardini, sommelier campione del mondo 2010.

La mia serata inizia con un Tommasi Ca Florian 2001; vino dal naso dolce con profumi di tabacco vanigliato e con una bocca dal grande tannino ma dalla poca freschezza.

Passiamo poi a Roccolo Grassi (azienda che adoro, senza mezzi termini) con l’Amarone 2001 che al naso rilascia profumi di tamarindo e una nota floreale di geranio per poi passare alla nocciola. Molto rotonda la bocca che avvolge benissimo il palato e regala un finale amandorlato.

In sequenza degustiamo poi il Trabucchi 2001 caratterizzato dal naso fine e delicato (banana matura e cacao),l’Amarone Campo Leon 2001 di Latium con profumi di amarena al naso e una bocca molto dolce con gran corpo e potenza, l’Amarone 2001 di Zyme con sentori di lampone e uvetta al naso e una bocca con grande acidità ed ottima sapidità.

Proseguiamo con l’annata 2000 di cui proviamo  l’Amarone  di Allegrini con fiori di violetta al naso e una bocca contraddistinta dall’amarena , da un tannino ben amalgamato con il legno e da un finale di liquirizia dolce; l’Amarone Bertani con un naso dominato dalla paprika e dal sottobosco e una bocca dotata di grande acidità; l’Amarone della Cantina di Negrar dove troviamo note dolci al naso e un tannino acido che asciuga in bocca, l’Amarone Farina 2000 con un naso ancora chiuso e una bocca molto più rustica rispetto ai precedenti e infine il Campo dei Gigli della tenuta Sant’Antonio che al naso ricorda la confettura di fragole ed è dotato di una bocca molto forte.

Finiti gli anni 2000 facciamo un balzo nel tempo e passiamo ai novanta;  qui in sequenza ci a il Villa Canestrari 1998, distinto da profumi di prugna,oliva e cioccolato amaro al naso e da una bocca con una leggera vena acida e sentori di tabacco e chiodi di garofano, l’Amarone Morar 1997 di Valentina Cubi (frutta secca e cera d’api al naso, nota amarognola in bocca), l’Amarone Dal Forno 1996  (un vero e proprio peso massimo della Valpollicella) caratterizzato da un naso di grande complessità con sentori di mirtillo e olive e da una bocca cioccolatosa ma molto lunga e fresca, l’Amarone Cesari 1995 con un nitido sentore di confettura di cachi al naso e una bocca con un bel tannino e una bella sapidità, l’Amarone Gioè di Santa Sofia 1995 in cui troviamo un naso molto maturo distinto da note di tabasco e noce moscata, l’Amarone Capitel Monte Olmi 1995 di Tedeschi con un profumo di nocino al naso e una bocca matura ma in cui la nota acida è ancora molto viva, l’Amarone Zenato 1995 con profumi di pomodoro maturo al naso e una bocca in cui l’acidità sta sparendo, la sensazione è quella di un vino ormai andato. Dopo questo deludente assaggio, l’unico di tutta la batteria, passiamo al 1990 con l’Amarone Meroni Riserva dal naso potente,complesso ed omogeneo con note di tabacco e concludiamo la degustazione con due vini superbi: l’Amarone Bertani 1980 un vino molto lungo e ben bilanciato con profumi di uva sultanina e caramello al naso e una bocca elegantissima e speziata e l’Amarone Bertani 1960 anch’esso dalla bocca molto elegante ed un naso, forse più vivo del precedente, caratterizzato da note di carruba, rabarbaro e china.

Finita questa entusiasmante esperienza decido di  prendere un po’ d’aria ed assistere, nel cortile interno, alla spettacolare realizzazione di una barrique, resa possible grazie alla collaborazione con J.C. Vicard.

A botte costruita ritorno dentro per mangiare qualcosa prima di cominciare il giro dei produttori. Il buffet era veramente organizzato benissimo, pochissima coda e piatti di prima qualità. Ho placato i morsi della fame con della giardiniera di verdure, degli ottimi affettati dell’azienda Volpiana di Altissimo (VI), dei formaggi caprini, una pasta al ragù di germano e,per finire, il classico risotto all’amarone. Dopo questa graditissima sosta riprendo il calice in mano e mi dirigo nella sala degustazione. Il primo produttore a cui faccio vista è uno dei miei preferiti, Roccolo Grassi di cui provo il meraviglioso Amarone 2008. Al naso si avvertono le classiche note di amarena e di confettura di ciliegia nonché di spezie e di tabacco, un vino molto corposo e complesso destinato,con il tempo, a diventare grandissimo. Passo poi a provare l’Amarone 2008 di Graziano Prà, prodotto da vigneti a conduzione biologica, dal colore rubino intenso e dai forti sentori di prugna e ciliegie al naso mentre in bocca si presenta molto sapido ma con una bella freschezza. Particolarmente soddisfatto da questi ultimi due assaggi mi dirigo verso Montresor il cui amarone non mi colpisce particolarmente così come il  Telos (prodotto senza solfiti aggiunti) della Tenuta Sant’Antonio e l’amarone di Latium. Le cose migliorano decisamente quando nel  calice entrano in sequenza l’Amarone  Speri 2009, vino di rara eleganza e rappresentante perfetto del territorio della valpollicella, il Basaltico 2006 di Ernesto Ruffo dal corpo vellutato e dal profumo intenso di more, prugna e pepe, L’Amarone 2006 di Romano Dal Forno, con il naso che spazia dall’amarena al cioccolato e una bocca in cui ritroviamo le note di frutta matura e infine, la bella sorpresa della serata, l’Amarone 2009 di Massimago (giovane azienda nata nel 2003) molto elegante e dai chiari profumi di amarena e fragola. La serata a questo punto stava ormai volgendo al termine, decido così di dirigermi verso l’uscita non senza però degustare qualche altro vino.

Faccio quindi tappa prima da Accordini dove assaggio il meraviglioso Amarone acinatico 2010, poi da Bertani con l’Amarone classico 2006 ( in cui spiccano al naso le note di ciliegia e marasca e che sembra destinato a diventare un grandissimo vino) e infine da Manara con l’ottimo Postera.

Finito l’ultimo bicchiere raggiungo la zona bar per un graditissimo caffè  per poi incamminarmi verso casa. E’ stata una serata sicuramente impegnativa, visto il grado alcolico dei vini in questione, ma altrettanto sensazionale; un evento a cui sicuramente tornerò il prossimo anno e che consiglio caldamente a chiunque, considerata la qualità sia dei produttori presenti che dell’organizzazione, il tutto inserito nella splendida cornice di Villa De Winckels.

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