Ancora sidro: Bouché

Perché pure il sidro non è uno solo. Curiosità e ricerca di significati di una appassionata. Seguitela.
Di Rossella Di Bidino

Mele fermentate. Sidro. Assaggi.
Oramai mi faccio guidare dalla curiosità che dopo il bicchiere diventa anche ricerca dei significati.
Così mi è capitato di prendere una bottiglia di sidro. Semplice. Francese.
L’ho stappata con un gran botto. L’ho assaggiato apprezzandone l’equilibrio e quel piacevole sentore di mela, buccia di mela secondo me.
Poi però ho voluto scoprire qualcosa di più.

Se sull’etichetta leggo Cidre Bouché da ignorante mi viene da pensare che è il nome dato dal produttore al sidro. E invece no. Come in ogni buon caso di ignoranza affrontata e superata, Cidre Bouché ha un significato.
I sidri sono tanti. Sidro da tavola, sidro doux, brut, tradizionale, fermo, nuovo e giovane. E poi anche lui, il sidro bouché.

Il sidro giovane o forse è meglio dire novello si mette in vendita dal 29 ottobre al 1 marzo. Il sidro tradizionale ambisce ad essere il più secco di tutti. Il brut è il più diffuso e zuccherato. Il sidro doux, dolce, è il più simile al succo di mela. E di questo si era già scritto e bevuto questa estate col Bayeux Cidre de Normandie Doux.

Mentre il sidro bouché ha un grado alcolico alto, rispetto ai suoi fratelli, anche se non ai livelli del sidro tradizionale. 5.5% è il minimo. Viene venduto in bottiglie da champagne (con botto da champagne 🙂 ). Anche se il mio, a rigor di trasparenza, recita in etichetta 4.5%. Un’evoluzione del sidro bouché è il Cidre bouché de cru, che ha il pregio di derivare da un solo tipo di mela.

Sull’etichetta del sidro incriminato compariva anche la parola Calvados.
Le mele da cui si parte provengono, sia per il sidro che il Calvados, da qualità ben definite. La Dolce Normandia, o la Saint Martin, la Binet, ma anche la Noël des Champs, la Mettais: ogni mela ha il suo nome e le sue qualità che si possono trasfromare in sapori. Se dalla mela si passa al sidro, dal sidro secco si può passare al Calvados.
Il Calvados è un distillato di sidro di mele, per la precisione appunto sidro secco .Richiede una invecchiamento in barili di quercia di almeno due anni. Ma col sidro cosa c’entra?

I barili. Il sidro bouché è posto in barili di quercia al pari del Calvados.
L’uso delle mele non si ferma qui però. In Normandia esiste anche Le Pommeau. Ammetto di non averlo assaggiato, ma è un mix fatto con una parte di Calvados e due parti di succo di mela. Il tutto viene messo sempre in barili di quercia per almeno 18 mesi.

Al prossimo sorso di sidro per saperne di più e chissà da dove arriverà se ancora dalla Francia o dall’Austria…
Chi degusterà, sapra!

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