Birra dal Belgio … sempre Benvenuta!

Da bambino Ivan pensava che la birra fosse una bevanda infilata in bottigliette verdi, e che tutte avessero lo stesso sapore. La cosa gli piaceva.
Di Ivan De Chiara

Un giorno passai per il Belgio e lessi sulla guida Routard che questo “è IL paese della Birra” (oltre che delle patatine fritte e del cioccolato). Mi gettai così nella prima birreria ( lo ammetto, solo dopo aver terminato il cartoccio di patatine rifritte 18 volte) e fu il mio stargate nel mondo dei luppoli. Scoprii cosa intendevano loro con la parola B-I-R-R-A. Un mondo fatto di stili birrai, di luppoli e malti, di pinte che finiscono e si riordinano subito. Ed io non me ne ero accorto, maledizione. Vabbè potevo ancora recuperare, ma dovevo tenere segrete tutte le mie soddisfazioni con Corona & Nastro Azzurro e farmi trovare pronto se mi avessero posto domande su Barleywine o Golden Ale. La strada è ancora lunga ma percorrerla da soddisfazione. Ieri sera mi sono bevuto queste due:

La Chouffe della BRASSERIE D’ACHOUFFE: Colore dorato pieno tendente all’ambrato. Naso di crosta di pane e frutta matura, come albicocche, pesche gialle, miele e cedro candito. Profumi piacevoli anche se molto mielosi. Ingresso morbido in bocca, ma bilanciato, con finale dove ritorna ancora l’agrume candito e il caramello. Birra non pastorizzata e non filtrata che fa una seconda fermentazione in bottiglia. Bellissima l’etichetta fiabesca col nano.

Westmalle Triple della ABDIJ DER TRAPPISTEN VAN WESTMALLE:Pienamente gialla. Ha un naso più dinamico che spazia dal fruttato di banana e mango alla speziatura di vaniglia con note di cioccolato bianco e caramello. A volte l’ho sentita definire birra dal naso didattico e non credo sia una definizione fuoriluogo. In bocca entra morbida e avvolgente, ma la chiusura è piacevolmente amaricante. Chiude su note di erbe aromatiche. E’ un classico e come dice Calvino, “non ha mai finito di dire quello che ha da dire”

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