Bodegon Extea – Castro Udiales, Spagna

Una tappa nei Paesi Baschi che si è rivelata un successo. Ce la racconta Monica.
Di Monica Ranieri

Per me il bello delle vacanze estive è l’andare alla scoperta. Di posti, di persone, di cibo ed anche di bevande. Cerco sempre di mangiare cibo locale, non frequentare località per turisti, ma farmi guidare dalla mia curiosità, fosse pure andando a 20 km da casa mia.

Quest’anno il viaggio è stato un pochino più lungo, i ragazzi iniziano ad essere abbastanza grandi per affrontare spostamenti decisamente lunghi e talvolta faticosi e così, programmando pochissimo, siamo partiti all’avventura: le nostre tende, la nostra auto, un navigatore aggiornato ma anche un atlante stradale dell’Europa. E dopo aver fatto tappa nel sud della Francia abbiamo attraversato i Pirenei (senza elefanti) e ci siamo trovati nel nord della Spagna, nei Paesi Baschi. Amore a prima vista.

In una giornata piovosa ci siamo avventurati fino ”all’infinita” Cantabria, regione a Ovest dei Paesi Baschi. Ci siamo fermati in una cittadina, Castro Udiales, ad una trentina di chilometri da Bilbao, centro balneare sviluppatosi soprattutto all’inizio del XIX secolo.

Ci sono belle case di fronte all’Oceano e, in quella giornata uggiosa, anche un mercatino dei freak che avrebbe meritato ben più dell’occhiata fugace che gli abbiamo dato.

Se di tutto si può fare a meno, ciò non vale per il mangiare, soprattutto se hai al seguito due figli che assieme non arrivano a 15 anni. Così, dopo diversi giri, siamo entrati in un grande locale, pieno di gente urlante, tavolacci di legno, locandine e foto che rimandavano a corride di almeno 20 anni fa. I tipi vocianti erano lì per una partita di basket, ma questo lo abbiamo capito dopo. Io mi guardavo intorno, avrei voluto fotografare ogni singola locandina, ogni oggetto appeso alle pareti, con tutto che non amo la cultura delle corride.


I soffitti alti, gli interni in legno, il bancone di marmo con le tapas allineate e, alle spalle del banconista, i bicchieri allineati, non facevano pensare  proprio ad un ristorante, piuttosto forse ad una nostra osteria, servizio spiccio e piatti veloci, saporiti. Ai ragazzi, manco  dirlo, è piaciuto moltissimo. Abbiamo ordinato a caso tra embutidos (salsicce), asados (cose alla brace) e pinchos (spiedini)  ma da bere no, come sul menu ho visto SIDRA mi son buttata.


La signora, poco dopo, ci ha portato da mangiare e da bere.

La bottiglia aveva uno strano tappo, mio marito ha tentato di toglierlo ma la signora ci ha mostrato subito come andava usato: bottiglia in alto, bicchiere molto in basso e versare!

Inevitabilmente una parte esce ma quando riesci a berlo, beh all’inizio un sapore asprigno, mi ricordava l’aceto, poi però il sapore che restava in bocca era buonissimo.

Il sidro in questione è delle Asturie, non proprio locale, diciamo nazionale. Questo è stato il mio primo contatto con un sidro vero e mi ha entusiasmato moltissimo.Purtroppo ha smesso di piovere, il cibo ed il sidro erano finiti ed i ragazzi cominciavano a scalpitare per uscire, così siamo andati via, ripartendo alla volta dei Paesi Baschi.

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