Un brunch con lo Chef Dean Fearing

Joy Zhang si concede un brunch con lo Chef Dean Fearing, proprietario del ristorante Fearings
Di Joy Zhang

Fearings

A volte il destino decide per noi, prima ancora che ce ne rendiamo conto. Quando cerchiamo il nostro vero essere possono accaderci cose magiche. Dean Fearing, Chef e proprietario  del rinomato ristorante Fearings, questa settimana si unisce a noi per il brunch.

Dean Fearing

La leggenda è nata nel Kentucky orientale, sulle rive del fiume Ohio, dove Fearings ha trascorso la sua infanzia. Suo padre è stato un “oste” del Kentucky per diversi anni. Ha lavorato per molto tempo a stretto contatto con Dean, insegnandogli i trucchi del business e incoraggiandolo ad esplorare il mondo della cucina. Ma Fearing figlio aveva qualcos’altro in mente: suonare e fare musica. “Mio padre ha sempre voluto che diventassi uno chef, ma la mia passione e il mio vero amore era la musica.”

Fearings ristorante

La svolta è arrivata in quando Fearing è tornato a Louisville, dopo il college, ed ha incontrato un uomo che si può dire gli abbia cambiato la vita: Harvey Culture. Ha suscitato la curiosità del giovane e ha alimentato il suo interesse per la cucina. “Ha visto qualcosa in me ed io ho imparato da lui tutto quello che potevo.” Dopo due anni Fearing è andato a New York per studiare alla CIA, per poi venire qui a Dallas dopo la laurea.

Fearings ristorante

“Ho iniziato come aiuto cuoco all’Old Fairmont. Tutta la città era di stampo francese, italiano, comunque continentale. Non c’erano ristoranti americani all’epoca. Credo sia stato questo a spingermi a Dallas. Me ne sono innamorato subito: mi sono innamorato dell’atteggiamento delle persone e del fatto che era una città nuova e fiorente. Dallas era luminosa e io me ne sono innamorato.”

Fearings Cucina

Fearing voleva trasformare e reinventare radicalmente la cucina americana utilizzando alcune tecniche culinarie apprese durante un viaggio in Francia. Vi aveva trascorso un buon periodo di tempo, esplorando le creazioni culinarie dei migliori maestri francesi del momento. “Era quello a cui volevo arrivare utilizzando la cucina americana. Ho visto quello che facevano in Francia e ho pensato che si, potevo farlo con la cucina americana. Quel viaggio mi ha davvero aperto gli occhi. Ho capito che dovevo fare qualcosa di tipico, di regionale. Mi sono confrontato con la mia crew di ispanici, chiedendo loro di insegnarmi a fare una salsa. Che cos’è un tacos? Che cos’è un vero tacos? Che cos’è, com’è fatta una vera enchillada? Cose di questo genere.  Così, lavorando con pazienza col mio staff, ho iniziato a capire cos’era la cucina messicana: andava fatto un passo verso la cucina di sud-ovest, che è quel melting pot di ottimo cibo texano.”

Fearings ristorante

Ampiamente riconosciuto e chiamato il “Padre della Cucina del Sud-Ovest”, Fearing ha riscosso un grandissimo successo non solo in Texas, ma in tutta l’America. Dopo aver ricevuto una nomination come miglior ristorante dalla James Beard Foundation, essere stato nominato “Restaurant of The Year” da Esquire Magazine sono arrivati anche i riconoscimenti dal New York Times, da Newsweek, da Food and Wine, di Texas Monthly e di Modern Luxury. E la lista di apprezzamenti, recensioni positive e premi potrebbe continuare ancora.

Fearings Cucina

Dopo aver lavorato per oltre vent’anni al The Mansion ha aperto il Fearings nell’agosto del 2007 all’interno del Ritz-Carlton di Dallas. Dopo aver lavorato oltre 20 anni presso The Mansion, ha aperto Temendo nell’agosto 2007 al The Ritz-Carlton, Dallas. Il ristorante è il riflesso della sua personale visione del design e dispone di sette diversi ambienti alla moda, tra cui la zona all’aperto, caratteristica di Dallas, e una cucina interattiva che offre posti a sedere in prima fila, per i veri intenditori e gli appassionati.

“Il Texas ha un gran bel tocco che proviene dal Sud, del buonissimo pesce che arriva dal Golfo e ha i suoi ottimi prodotti locali come il mango, il coriandolo, il lime, il peperoncino, i peperoni. E’ stato come dire: wow, è strabiliante, ho tutti questi colori con cui lavorare per comporre il mio quadro. Così, trent’anni fa, ho cominciato a lavorare con loro, e dopo molto tempo, beh, posso dirti che ci siamo.”

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