Caffè Mulassano – Torino

Torino, Piazza Castello … Laura ci racconta il Caffè Mulassano, tra i Locali Storici d’Italia.
Di Laura Torre

Un cofanetto pieno di gioie, custodito dalla sua città sotto i portici di piazza Castello. Questo è il Caffè Mulassano, uno dei Locali Storici d’Italia di Torino. Piccolo, grande appena come una sala. Ma elegantissimo e ricco di tanta storia, dal sapore italiano e non solo.

Nato nel 1907 – anche se le sue origini risalgono alla seconda metà dell’800, in un’altra zona della città -, il Caffè Mulassano nasce come bottiglieria dell’omonima famiglia, titolare fra l’altro della famosa Distilleria Sacco – ricordata, quest’ultima, all’interno del locale dalla scritta Menta Sacco, alle spalle del bancone.

Trasformatosi successivamente in Caffè, il Mulassano passa, nel 1925, ai coniugi Angela ed Onorino Nebiolo, piemontesi di ritorno a Torino dopo un periodo negli Stati Uniti.E proprio gli Stati Uniti daranno al Mulassano un’impronta “aperitivistica” particolare: rientrati in Italia con una macchina tostapane, i Nebiolo introducono infatti per primi a Torino il toast. E non solo. Con loro nasce anche il tramezzino – ribattezzato così poi da Gabriele D’Annunzio -, prima ideato solo per l’aperitivo, poi anche per la pausa pranzo, pensando ai tanti lavoratori della zona.

Questo piccolo Caffè divenne così un centro nevralgico della città della Mole, frequentato anche da personaggi illustri, tra i quali Mario Soldati. Tra gli anni ’30 e ’70, però, Mulassano attraversa un periodo difficile, tra la sua vendita da parte dei Nebiolo e la Seconda Guerra Mondiale. Ma divenuto titolare Antonio Chessa – zio di uno dei due titolari attuali – il locale torna a risplendere, venendo anche restaurato.

Il Mulassano, infatti, testimonia la storia anche nel suo arredamento, nei suoi interni ed esterni, frutto dell’ingegner Antonio Vandone. Presentandosi come una buvette ricca ed elegante. Come un ambiente raccolto, ma raffinato, testimonianza del Liberty. E distinguendosi per la sua ricchezza, tra uno splendido soffitto a cassettoni – in legno e cuoio -, decorazioni in marmo e bronzo, eleganti specchi alle pareti, boiseries in legno, bronzo ed ottone, un grande lampadario, piccole lanterne ai muri.

A dominare tutto l’ambiente, un bancone in marmo, contraddistinto da una piccola fontana – in marmo e bronzo – dalla quale gli eleganti camerieri del Mulassano riempiono bicchierini d’acqua. Per cosa? Per berli prima di assaporare il caffè, rigorosamente preparato con una miscela della casa.

Sulla parete al fondo del locale, poi, ecco eleganti mensole piene di bottiglie di cocktail e liquori, mentre sia alla destra che alla sinistra del bancone troviamo vetrinette ricolme di dolci e salate bontà, tra croissant, mini croissant e i famosi tramezzini – dove, tra le versioni di questi ultimi spiccano quella alla bagna cauda, all’aragosta e al tartufo.

Immancabili dei tavolini a cui potersi accomodare – sia all’interno che all’esterno del locale – in ferro battuto e marmo, accompagnati da eleganti sedie.

L’aperitivo, come già detto, è un pezzo forte del Mulassano, specie per la sua storia. Tra i drink, oltre a vini selezionati, è possibile gustare anche il Mulassano Spritz – a base del liquore della casa – o il Vermouth Mulassano. Ma anche la colazione ed il pomeriggio sono momenti perfetti per potere fare una sosta in questo locale.

La sottoscritta, però, da sempre si reca al Mulassano in special modo per il rito del caffè, da gustare quasi sempre dopo una pausa pranzo in giro per Torino. Un pausa breve, ma sempre consumata al bancone, affezionata al rito di bere prima un bicchierino d’acqua della fontanella – acqua del rubinetto, ma filtrata e depurata per migliorarne la qualità.

Un rito durante il quale assaporare non solo il caffè, ma anche la storia del locale. Osservandone con occhi sempre incantati le sua splendide decorazioni, la sua eleganza, la sua bellezza. E ammirando ogni volta la maestria artigianale di chi ci permette, ancora oggi, di godere del bello gastronomico ed artistico in una delle città più eleganti del nostro Paese.

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