Come sono buoni i vini dell’Etna!

Interessante panoramica di alcuni dei vini più importanti dell’Etna. Una delle zona più emozionanti per il vino italiano.
Di Ivan De Chiara

Ieri sera vulcanica degustazione dei vini dell’Etna. Vini sapientemente scelti dall’Hombre vertical (stavolta horizontal). Etna: terra estremamente affascinante, enologicamente difficoltosa ma capace di generare vini di grande qualità e interesse. Siamo a sud ma si scia, c’è il mare ma anche la neve, c’è il vulcano che ogni tanto erutta, le vigne, i pistacchi. Ma quello che a noi più interessa è che ci sono in primis il nerello mascalese e il Carricante. Ce ne sono altri 2 o 300 di vitigni ma questi sono i più importanti.

Ma parliamo dei vini. Siamo partiti con 2 bianchi molto interessanti: l’Etna bianco Ante 2010 dei CUSTODI DELLE VIGNE DELL’ETNA , vino fresco fruttato e minerale, semplice ma per niente banale, e l’Etna bianco superiore Pietramarina 2007 di BENANTI più complesso e ambizioso, profuma di pietra focaia, è saporito e ricco al gusto, insimma proprio un bel bianco. Passando ai rossi siamo partiti col vino che meno mi ha coinvolto, l’Etna rosso Feudi di Girolamo Russo: profumi di frutta rossa, gelsomino e vaniglia  un po’ troppo ammiccante, struttura discreta,  insomma niente che non vada, anzi, ma non mi ha coinvolto più di tanto.

Buona la prova dell’ormai celebre Etna rosso PREPHILLOXERA “La vigna di don Peppino” 2008TENUTA DELLE TERRE NERE, frutto di vigneti ultra centenari ancora a piede franco. Vino importante dalla notevole struttura, non ancora nella sua massima espressione ma comunque in grado di stupire per la profondità dei profumi. Trama tannica indomita, vinosimbolo da attendere. Ottimo anche il Vinupetra 2008 dei VIGNERI, tra tutti quello più maturo nei profumi, ma che ventaglio di frutti! Confettura di gelso, tocchi di incenso, liquirizia, boero una ricchezza davvero appagante e al palato non era da meno.

Ma il vino cheha esaltato la platea è stato l’Etna Rosso Outis 2008 dei VINI BIONDI, splendido nel suo color granato luminoso e trasparente. Al naso ha classe sopraffina, parte in quarta con profumi di arancia amara, note ferrose, radice di liquirizia, macchia mediterranea, floreale cimiteriale (cit. Pietro) corteccia di pino e chinotto. Al gusto è saporito, rinfrescante, leggiadro ed etereo. Cavallo di razza! “Outis” sta per Nessuno in Omaggio a Ulisse che sconfisse Polifemo…
Sono contento ho concluso il post senza dire che l’Etna è la Borgogna d’Italia e vaiiii

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