Ristorante Contraste: raffinate innovazioni

Contraste è un raffinato ristorante in via Giuseppe Meda a Milano. La cucina italiana creativa e l’originale location vi lasceranno senza fiato.  

Scritto da Isabella Scuderi

Recarsi al Contraste significa entrare in contatto con una cucina d’impatto e sicuramente diversa; qui il cibo si onora in maniera contrastante, e questo a Mattias Perdomo bisogna riconoscerlo: innovazione ed equilibrio sono concetti coraggiosi da assemblare, per questo lui è definito uno degli chef più creativi del panorama.

La location è molto interessante: si accede da un ingresso indipendente attraverso un grazioso giardino dove, chi lo gradisce, può soffermarsi iniziando con un aperitivo. L’architettura rispetta in linea l’eleganza di una vecchia casa Milanese; gli arredi rappresentano la modernità stravagante, quasi provocatoria, (notevoli i due lampadari in corallo siliconico), creati da Alessandro Ciffo. Il desing si completa intorno a dettagli non da poco: opere d’arte contemporanea appesi alle pareti, qualche oggetto vintage, stucchi e decori sui soffitti, pavimento in legno originale e un grande caminetto che spicca come un opera d’arte. Da notare il contrasto delle tonalità: su uno sfondo bianco spicca il rosso acceso dei lampadari. Davvero notevole come effetto!

I tavoli rotondi sono sempre forma di convivialità. Thomas Piras, il direttore di sala, non perde tempo a rimarcare questo punto. Il resto del personale è giovane, attento, presente ma, mai invadente.

I deliziosi appetizers ci danno modo di iniziare un’esperienza ricca di presupposti carichi di sapori; le sarde in saor presentate come “olive” lasciano il segno. Menziono anche la creme bruleé al foie gras contrasto tra dolce e salato.

Potrete ordinare alla carte; oppure scegliere tra un menù guidato di sette portate ad 80 euro ed un altro “a specchio”, strutturato in base ai gusti del cliente, di dieci portate dal costo di 130 euro. Io vado per la scelta alla carte: due piatti 65 euro tre piatti 80 euro.

Partiamo dagli antipasti: scaloppa di foie gras mela verde e campari, sashimi di filetto di bue, foie gras e salsa bernese. La scaloppa è golosa già spontaneamente di suo, la mela verde presentata nelle sue diverse consistenze non mi ha trovato d’accordo in bocca con l’abbinamento; il caviale di campari gioca un bel tocco col foie gras;  passando al sashimi: è un piatto efficace perché la qualità della carne è elevatissima, poi se il contrasto e rafforzato dal resto degli elementi difficilmente si rimane indifferenti.  L’attenzione degli elementi è ovviamente una prerogativa del ristorante, come potrete notare dalle foto.
Passiamo ad un primo di grande plauso: spaghettoni aglio olio e peperoncino, calamaretti spillo, mollica e colatura di alici di Cetara: una variante talmente saporita che non ha nulla da invidiare ai grandi primi elaborati ad hoc. Contiene diverse sensazioni: sapidità, la dolcezza dei calamaretti, la punta piccante, e la cottura al dente della pasta (non a caso di Benedetto Cavalieri). Eccezionale!
Il piccione pane e vino, è un piatto dotato di grande capacità sia nell’esecuzione da parte dello chef (cottura perfetta) sia dal tocco dei caldi sentori del vino che lasciano in bocca un contrasto amarognolo piacevolissimo.
Concludiamo con un sorbetto cremoso al mandarino delicatamente servito tiepido in una copia perfetta del frutto. Realizzato in isomalto è davvero un dolce dinamico e fresco. A mio avviso, giudizio totalmente personale e non come segnalazione di un diffetto, leggermente concentrato da un’alta percentuale di zucchero. Nel complesso buono, caldo freddo salato e dolce, omaggio alla Sicilia che riproduce un grande classico dei prodotti tipici della regione.
Bella lista vini con ricarichi non eccessivi, tenendo presente cosa si vede sulla piazza in locali analoghi.
E il conto? Credo che a volte risulta essere soggettivo. Diventa molto più rilevante quanto in percentuale si sia rimasti soddisfatti e appagati. Quindi cari avventori golosi sarà una spesa che non pesa, Beh.. in senso metaforico la qualità ha pur sempre il suo prezzo! Bravo Mattias.

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