Honest cooking e honest cooker

Alice si presenta ad HonestCooking.it elencandoci i suoi “luoghi del cibo” preferiti, e non solo.
Di Alice Agnelli

Ciao, mi chiamo Alice, ma anche Otta, e nello specifico sono una gipsy in the kitchen.

Amo cucinare, è la mia passione, mi sento incredibilmente felice quando da un impasto riesco a sfornare madeleines, pane e tagliatelle.

Cibo è amore, cura è prendermi cura di chi amo, e io ho un’anima geisha, oltre che rock and roll, quindi sì,mi s’addice.

Poi mi piacciono le magliette a righe, ne ho due cassetti pieni straripanti e straripanti, i tatuaggi – ne ho 6- o 7 da un diverso punto di vista – i cieli blu blu, gli abiti di macramè di Valentino e fotografare le nuvole.

Amo i Club Dogo, i Coldplay, i Band Of Horses, sposerò Fabri Fibra ma canto anche Baglioni con la stessa disinvoltura che mi appartiene quando cammino per Leroy Merlin o provo una nuvola di chiffon ricamata.

Piango, oh quanto piango. Mi commuove tutto. Tanto.

Amo Parigi, dove narra leggenda io sia stata concepita. E New York, sempre.

Mi piace tutto ciò che è comfort: food, coccole, materiali.

Mi piace svegliarmi al mattino e mangiare pane tostato, avocado, lime e fleur de sel.

Ma c’è anche un’altra cosa che mi è sempre piaciuta fare.

E sono gli elenchi.

perchè fa ordine.

perchè ti ricorda.

perchè è un organizzare.

perchè è un condividere. E noi crediamo nella filosofia di share is love.

perchè ti fa capire quanti luoghi sapori e magie ci attendono ancora da esplorare.

Mi piace pensare a un piccolo quaderno virtuale di appunti, dove ora riunisco quello che mi colpisce, le sensazioni, le emozioni e pensa come sarebbe bello se in un futuro dallo schermo potessero uscire i suoni e i profumi del momento e del luogo che si ricorda.

Io vorrei parlare dei miei luoghi del cuore e della mia ricetta del cuore per iniziare la collaborazione con Honest Cooking.

Che siano questo a descrivermi più di altre mille elucubrazioni arzigogolate.

Una specie di auto intervista.Sintetica, precisa, e dettagliata.

Cheers.

I miei ristoranti preferiti

Le Petit Marchè, a Parigi: 9 Rue de Barn.

Nel Marais, piccolo, anzi minuscolo. Con camerieri scapestrati e deliziosamente irresisitibili. Il cibo è un incontro tra il francese e l’asiatico. Le caramelle ai gamberi sono una dipendenza.

Anahuacalli, Parigi, 30 rue des Bernardins.

Un ristorante messicano per intenditori. E io amo il messicano. Frozen margarita da leccarsi i baffi e guacamole da spazzolare prima che tocchi il tavolo.

Dillà, Roma.Via Mario de’ Fiori 41.

Piccolo, apparecchiato con strofinacci e piatti spaiati, curato in ogni singolo dettaglio ogni cibo che fanno uscire dalla cucina.Amorevole.

Hambistrò. Milano, Via Savona 13

Due cuochi bellissimi. Io chiedo sempre il tavolo accanto alla cucina con la scusa del freddo, in realtà per sbirciare quanto sono rock questi due giovani chef. E poi fanno gli hamburger migliori che abbia mai mangiato. Funghi e fontina il mio fave.

Can Carlos, Formentera

Bellissimo. Pieno di piccole lucine bianche in un cortile arroccato e magico. La pasta con i gambas al brandy è imperdibile così come i loro drinks.

Pasticceria da Giacomo. Milano, Via Sottocorno.

I migliori cannoncini del mondo.

Nanashi, le bento parisien.Parigi, 57 Rue Charlot.

Ottimo bio, tra un giro di shopping e una camminata nell’aria sempre fresca e profumata parigina.

Duryea’s Lobster Deck a Montauk, 65 Tuthill Road.

Cielo blu, pescato eccezionale, un apiccola casa di pescatori, tavoli in legno, e un terrazzo a picco sull’oceano. Vento.Un ricordo bello.

The Gramercy tavern, 20ma e Park Avenue, NYC.

Old fashioned food. Nella mia città del cuore.

Taverna Trilussa, Roma, Via del Politeama 25.

Oh, i loro carciofi alla Giudea. Oh.

Trattoria NapoLeone, Firenze.Piazza del Carmine 24

La migliore foresteria per buon cibo e toscanicità.

Tabaccheria Basara, Milano. Via Tortona.

Per me il miglior tataki di salmone accompagnato da sake mojito di Milano.

Il mio vino preferito.

Batar di Querciabella.

Il mio vizio.

Foie Gras. Oh, morirò di foiegrassite.Il Migliore è quello che si compra all’aereporto Charles de gaulle, e adesso anche al reparto food dell’Excelsior a Milano.

Il mio ingrediente preferito

Il burro. #inbutterwetrust.

Una ricetta del cuore

Gli gnocchi con il ragù della mia nonna.

Da accompagnare con un buon bicchiere di rosso.

Eccoli.

300 gr di farina

1 kg di patate

sale q.b

1 uovo.

Senza sbucciare le patate, lavatele e fatele bollire in acqua salate.

Ancora calde, sbucciatele poi e mettetele sul piano di lavoro.

Aggiungete sale, farina e uova, e impastate tutto fino a quando il composto sarà soffice e omogeneo.

Dividere l’impasto in filoni e poi a piccoli tocchetti, e con l’aiuto di una forchetta decorate con i classici ghirigori.

Fate risposare gli gnocchi per un’ora e poi buttate in acqua salata e cuocete fino a quando saliranno a galla.

Per il ragù.

250 g di macinato di manzo, 250 g di macinato di maiale, 1 cipolla, 1 carota, 1 costa di sedano, 60 g di concentrato di pomodoro, 300 g di passata di pomodoro, 1 bicchiere di vino rosso, 1 ciuffo di prezzemolo, 2 spicchi d’aglio, olio extra vergine d’oliva, sale e pepe.

Tritate il sedano la carota, la cipolla, gli spicchi d’aglio e il prezzemolo.

Aggiungete il prezzemolo e la carne, alzate la fiamma e lasciate rosolare la carne fino a quando non abbia cambiato colore e la sua acqua non sia evaporata del tutto, insaporite con il sale e il pepe.

Sfumate con il vino e una volta evaporato, aggiungete il concentrato di pomodoro, lasciate cuocere a fiamma alta per altri 5 minuti.

Aggiungete la passata di pomodoro, abbassate la fiamma al minimo e lasciate cuocere per 2 ore. 

Honest cooking e honest cooker
Ingredienti
  • 300 gr di farina
  • 1 kg di patate
  • sale q.b
  • 1 uovo
  • Per il ragù
  • 250 g di macinato di manzo
  • 250 g di macinato di maiale
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 60 g di concentrato di pomodoro
  • 300 g di passata di pomodoro
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 2 spicchi d’aglio
  • olio extra vergine d’oliva
  • sale e pepe.
Preparazione
  1. Senza sbucciare le patate, lavatele e fatele bollire in acqua salate.
  2. Ancora calde, sbucciatele poi e mettetele sul piano di lavoro.
  3. Aggiungete sale, farina e uova, e impastate tutto fino a quando il composto sarà soffice e omogeneo.
  4. Dividere l’impasto in filoni e poi a piccoli tocchetti, e con l’aiuto di una forchetta decorate con i classici ghirigori.
  5. Fate risposare gli gnocchi per un’ora e poi buttate in acqua salata e cuocete fino a quando saliranno a galla.
Per il ragù
  1. Tritate il sedano la carota, la cipolla, gli spicchi d’aglio e il prezzemolo.
  2. Aggiungete il prezzemolo e la carne, alzate la fiamma e lasciate rosolare la carne fino a quando non abbia cambiato colore e la sua acqua non sia evaporata del tutto, insaporite con il sale e il pepe.
  3. Sfumate con il vino e una volta evaporato, aggiungete il concentrato di pomodoro, lasciate cuocere a fiamma alta per altri 5 minuti.
  4. Aggiungete la passata di pomodoro, abbassate la fiamma al minimo e lasciate cuocere per 2 ore.
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