HonestCooking.it for Gusto – Presentazione della guida Slow Wine 2014

HonestCooking.it for Gusto: questa volta Marco ci parla della presentazione della guida Slow Wine 2014.
Di Marco Dall’Igna

E’ stata presentata il 26/10/2013 in anteprima nazionale la nuova edizione della guida Slow Wine, edita da Slow Food Editore. L’evento è stato ospitato all’interno della prima edizione di Gusto – Biennale dei sapori e dei territori organizzata dall’Associazione Venezia Cultura Natura al Venezia Terminal Passeggeri, il terminal traghetti della marina.

Due i momenti principali della giornata. Alle ore 10,30 nell’Auditorium, alla presenza di esperti e dei produttori segnalati in guida, la presentazione ufficiale con la consegna dei riconoscimenti. Nella città della bellezza, si discute della parabola dell’enologia italiana, portatrice di valori quali tutela ambientale e difesa del paesaggio.

Nel pomeriggio, alle ore 15, nell’Area Slow Food, il programma prevede la grande degustazione delle oltre 700 etichette selezionate dalla guida, che rappresentano il meglio della produzione enologica italiana.

Alle 10:20 mi reco quindi all’auditorium pronto ad iniziare questa lunga ed eccitante giornata dedicata alla guida e ai vini in essa recensiti.

Partecipano Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, Marco Bolasco, direttore editoriale di Slow Food, e i curatori di Slow Wine Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni.

E’ proprio Giancarlo Gariglio a prendere parola per primo e ad illustrare il tema centrale della guida: “La Grande Bellezza”. La scelta, spiega Gariglio, è stata la naturale conseguenza dei pellegrinaggi fatti in lungo e in largo per il nostro Paese per redigere la guida. Basterebbe percorrere le tante strade che costeggiano i filari del “vigneto Italia” per comprendere queste parole, perché le zone vitate rappresentano perfettamente la bellezza del nostro paese, ma non solo per i paesaggi che vi possiamo trovare, ma anche per la storia e la cultura che in tali zone si respirano ovunque.

E’ proprio a conclusione di questa breve, e da me assolutamente condivisa, introduzione che trova spazio il primo accenno polemico nei confronti delle istituzioni, ree di non aver capito il ruolo reale che hanno i vignaioli oggi. Un ruolo non solo economico ma anche di presidio e tutela del paesaggio, perché i viticoltori  sono appunto i custodi del territorio, il nostro asso nella manica per attrarre turisti, investitori stranieri, ma anche giovani alla ricerca di un futuro possibile.

Applauditissimo dall’intera platea è stato il successivo intervento di Fabio Giavedoni, l’altro curatore della guida, il quale ha evidenziato due grandi problemi che attanagliano il mondo del vino e su cui bisogna lavorare subito e tanto: quello della eccessiva burocrazia che ingabbia i vignaioli e quello della ricerca, campo in cui non siamo assolutamente all’avanguardia. Riguardo al primo punto Giavedoni ha invitato tutti a sostenere la pregevole iniziativa della FIVI (federazione italiana vignaioli indipendenti) rivolta alla ricerca di soluzioni adeguate per risolvere tale annosa questione. In merito alla ricerca invece il relatore ha ribadito quanto sia necessario investire il prima possibile in tale settore, soprattutto avendo riguardo al problema del deterioramento del patrimonio genetico delle nostre viti.

Prima del conclusivo intervento di Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, c’è stato spazio per il contributo di Mauro Fermariello, fotografo che sta realizzando un progetto, winestories.it, teso a coinvolgere tutti i vignaioli italiani. Fermariello vorrebbe che i produttori si aprissero di più al mondo della fotografia per comunicare a tutti la bellezza del loro lavoro. E’ da questa idea che nasce winestories, lavoro che a breve verrà pubblicato in tre volumi da Mondadori.

La conferenza si conclude come detto con l’intervento di Burdese, il quale prima evidenzia con soddisfazione il grande successo economico che anche quest’anno ha ottenuto il mondo del vino, successo dovuto, rimarca il presidente di Slow Food, al grandissimo lavoro dei vignaioli; ma poi si rammarica per la deprecabile svendita del territorio a cui stiamo assistendo. I sindaci dei nostri comuni per far quadrare le casse stanno vendendo al ribasso il territorio, che però dovrebbe essere destinato alla produzione vinicola. L’auspicio di Burdese è quello di trovare un modello unico qualitativo a difesa dello stesso, inteso però non solo come paesaggio ma anche come fertilità del suolo agricolo.Oggi più che mai occorre che i produttori e gli operatori del “mondo vino” facciano sistema e assurgano a ruolo di leader  in difesa della comunità e dei territori.

Fondamentale sarà quindi cogliere l’occasione dell’Expo 2015 per diventare Paese leader nel dare una risposta al tema della manifestazione “come nutrire il pianeta”. Abbiamo tutto il Know-How necessario per riuscirci, per rappresentare un modello nella cura del territorio e nel nutrire l’ambiente.

Con questo vibrante ed ineccepibile intervento si è quindi chiusa la presentazione della guida Slow Wine 2014; con la speranza che tutto questo si traduca in fatti concreti, e non rimanga lettera morta, mi reco quindi al padiglione dedicato per la degustazione dei vini che hanno ottenuto un riconoscimento nella guida.

Arrivo al padiglione entusiasta e pieno di aspettative, del resto l’occasione di provare alcuni dei “mostri sacri” dell’enologia italiana non capita tutti i giorni. Purtroppo però appena varcato l’ingresso in me si fanno largo sentimenti opposti, l’entusiasmo lascia subito il posto alla delusione. Mi trovo infatti davanti ad una marea di persone accalcate davanti ai tavoli dove gli encomiabili sommelier della FISAR servivano i vini. Lo spazio era palesemente  troppo piccolo per ospitare un evento di tale portata, i vini erano riposti in cantinette frigo disposte lungo due lati del padiglione e, dulcis in fundo, i vini erano numerati da 1 a 550. Per assaggiarne uno quindi si doveva chiedere al sommelier il numero, indicato in una mini guida consegnata all’ingresso, corrispondente al vino prescelto; con l’ovvio risultato che sembrava di essere in una sala bingo, con persone che urlavano numeri a destra e sinistra, non certo ad una degustazione dei migliori vini italiani. Dopo aver  metabolizzato tutto questo ho finalmente iniziato la mia degustazione; sono partito con le bollicine e il mio morale si è subito risollevato grazie al “Franciacorta extra brut Vittorio Moretti Riserva 2006” di Bellavista e al “Franciacorta non dosato Il Contestatore” dell’azienda il Pendio.

Vista l’assoluta impossibilità di passare ai bianchi (troppa gente) sono passato direttamente ai rossi, concentrandomi prevalentemente su Toscana (Biondi Santi, Le macchiole, Tenuta San Guido, Baricci, i Luoghi, Salvioni, Monteraponi, Montevertine, Isole e Olena, Ornellaia, Fontodi etc) e Piemonte (Roddolo, Rinaldi, Bartolo Mascarello, Roagna, Giuseppe Cortese, Fratelli Cavallotto, Elio Altare, Fenocchio, Conterno Fantino, Paolo Conterno etc); ma trovando comunque il tempo per passare dalla Lombardia (Meraviglioso il “Sassella Ultimi Raggi di ARPEPE”), Puglia (grandissimo Gianfranco Fino con il suo ES 2011) e Sicilia (Fantastico il Frappato 2011 di Arianna Occhipinti).

Dopo tutti questi meravigliosi assaggi l’amarezza iniziale era pressoché svanita; resta in me comunque la convinzione che si sarebbe potuto fare decisamente di meglio, specie considerando l’eccellenza dei vini presentati; il risultato è un po’ quello di trasformare il tutto in qualcosa di vicino a una sagra di paese (sia chiaro che nulla abbiamo contro le sagre, ma sono cose diverse) e non quello di valorizzare prodotti spesso inimitabili.

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